La crisi di successione britannica del 1817, nota anche con l'espressione Guerra dell'imeneIn riferimento all'atto della prima notte di nozze a cui si dedicarono i neo sposati principi o Guerra di ImeneIn riferimento al dio greco dei matrimoni e della verginità, Imene (espressione coniata dal satirista Peter Pindar), è un evento della storia della monarchia britannica originato dalla morte senza eredi della principessa Carlotta di Galles, unica nipote legittima di Giorgio III, la quale lasciò la Casa di Hannover a rischio di estinzione e spinse i figli del re, tutti oltre la mezza età, a prendere moglie e/o a cercare di generare un erede da esse il più velocemente possibile: questa urgenza riproduttiva portò infine alla nascita di Vittoria, futura regina del Regno Unito.
La morte della principessa Carlotta
Giorgio III e sua moglie, la regina Carlotta, ebbero quindici figli, dodici dei quali, sette maschi e cinque femmine, ancora vivi nel 1817, anno in cui il re fu giudicato incapace di intendere e di volere e posto sotto la reggenza del figlio maggiore ed erede al trono Giorgio di Galles. Giorgio era padre dell'unica nipote legittima, e quindi idonea alla successione, del re, Carlotta di Galles. La reputazione della famiglia reale era ai minimi storici, dal momento che i figli di Giorgio III erano tutti invisi all'opinione pubblica a causa del loro comportamento dissoluto: il duca di Wellington definì i principi "la peggior macina al collo che un governo possa immaginare", mentre il poeta Percy Bysshe Shelley li descrisse come "la feccia della loro orrida razza". L'unica a godere del sostegno pubblico era, appunto, la principessa Carlotta.
Carlotta era sposata con Leopoldo di Sassonia-Coburgo-Saalfeld. Pur avendo già subito due aborti spontanei, nel 1817, a ventun'anni, era incinta per la terza volta e quella volta era riuscita a portare a termine la gravidanza. Tuttavia, la sera del 5 novembre, partorì un bambino nato morto e lei stessa morì la mattina seguente.
Al momento del parto, la regina Carlotta e il suo terzo figlio, Guglielmo di Clarence, si trovavano a un ricevimento a Bath. Quando fu comunicata loro la morte del nascituro, la lettera sosteneva che si era fiduciosi che la madre si sarebbe ripresa presto e che avrebbe potuto avere altri figli, così il ricevimento continuò. Poche ore dopo venne invece comunicata la notizia che anche la principessa era morta, lasciando la regina e il principe sconvolti: Clarence si colpì ripetutamente la testa e lasciò la stanza.
La morte di Carlotta e del suo bambino furono accolte come una tragedia nazionale, sia umana che politica: dopo i figli di mezz'età del re non esistevano eredi di seconda generazione e la Casa di Hannover rischiava l'estinzione.
I figli di Giorgio III
La morte di Carlotta mise sotto pressione i rimanenti figli di Giorgio III perché almeno uno di loro generasse un nuovo erede. Le cinque principesse, tutte nubili, furono subito scartate perché ormai oltre l'età fertile. Ci si concentrò quindi sui sette principi, tutti di mezz'età e metà dei quali scapoli e legati a donne inadatte al loro rango, cercando di capire chi di loro aveva maggiori possibilità di generare un erede:
Giorgio, principe di Galles (55 anni). Separato dalla moglie Carolina di Brunswick (49 anni), da cui aveva avuto un'unica figlia, appunto la defunta Carlotta; Federico, duca di York e Albany (54 anni). Separato dalla moglie Federica di Prussia (50 anni), da cui non aveva avuto figli; Guglielmo, duca di Clarence e St. Andrew (52 anni). Scapolo e in precedenza legato all'attrice Dorothea Jordan, da cui aveva avuto dieci figli. Aveva accettato di lasciarla, pur continuando a provvedere a lei e ai loro figli, nel 1811, quando il Parlamento gli aveva negato un aumento di indennità se non si fosse sposato, ma fino ad allora nessuna donna adatta aveva accettato le sue proposte e gli era stata negata l'autorizzazione a sposare un'ereditiera come Catherine Tylney-Long e Sophia Wykeham; Edoardo, duca di Kent e Strathearn (50 anni). Scapolo, legato da trent'anni a Julie de Saint-Laurent, senza figli; Ernesto Augusto, duca di Cumberland e Teviotdale (49 anni). Sposato con Federica di Meclemburgo-Strelitz (39 anni), la quale aveva avuto nove figli nel corso di due precedenti matrimoni, ma aveva dato a Ernesto solo una figlia nata morta; Augusto Federico, duca di Sussex (44 anni). Aveva precedentemente sposato in maniera morganatica (non riconosciuta dal Parlamento) Augusta Murray (matrimonio annullato nel 1794) e di conseguenza i loro due figli erano esclusi dalla successione, mentre nel 1817 era legato a Cecilia Underwood; Adolfo, duca di Cambridge (43 anni). Scapolo, senza amanti né figli noti.
La corsa alla successione
La ricerca delle mogli Appurata l'improbabilità che i tre principi già sposati avessero altri figli, iniziò la ricerca di mogli adatte per i quattro ancora scapoli, setacciando le famiglie reali e ducali europee.
Clarence si sottomise al suo dovere, comunicando alla madre che avrebbe sposato chiunque il Parlamento gli avrebbe indicato, ma a una condizione: che fossero garantiti i fondi per sostenere Dorothea e i loro figli. Lord Liverpool, primo ministro, acconsentì a stanziare 40.000 sterline l'anno per il loro sostentamento, aggiungendo 22.000 sterline da destinare al matrimonio reale e cancellando 17.000 sterline di debiti contratti dal duca. Dopo il fallimento delle trattative per un fidanzamento con Maria d'Assia-Kassel e con una non specificata principessa danese, Clarence si recò personalmente in Germania per corteggiarne la sorella minore, la diciottenne Augusta d'Assia-Kassel, ma fu ostacolato da suo fratello minore Cambridge, che era anche lui interessato alla principessa. Clarence ne fu inizialmente sconcertato, ma si fece da parte quando vide che Cambridge ne sembrava sinceramente innamorato e diede la sua benedizione a un loro eventuale matrimonio. Il padre di lei, Federico d'Assia-Kassel, rifiutò la proposta di Clarence adducendo come motivazione i suoi numerosi figli illegittimi, ma accettò quella di Cambridge.
Quanto a Clarence, venne selezionata per lui la venticinquenne Adelaide di Sassonia-Meiningen, ma quando il parlamentare George Canning ottenne l'annullamento delle promesse finanziarie fatte il duca cercò di annullare le nozze. Adelaide tuttavia s'impuntò, obbligandolo a tenere fede all'impegno.
Kent invece provvise da solo a procurarsi una moglie. Dopo aver rapidamente posto fine alla relazione trentennale con l'amante, chiese e ottenne la mano della trentunenne Vittoria di Sassonia-Coburgo-Saalfeld, che era stata cognata della defunta Carlotta e la cui fertilità comprovata, avendo già avuto due figli dal precedente matrimonio, compensava l'età maggiore rispetto a quella delle sue nuove cognate.
Infine, Sussex rifiutò sia di prendere moglie che di lasciare la sua amante, che anzi nel 1831 sposò, anche questa volta senza il consenso del re e del Parlamento, e non fu quindi coinvolto nella corsa alla successione.
Matrimoni e nascite Fra gli ultimi giorni di maggio e il 1° giugno 1818 Cambridge sposò Augusta d'Assia-Kassel, divenendo il primo dei figli scapoli del re a prendere moglie.
Un doppio matrimonio si tenne poi nel luglio dello stesso anno, con Clarence che sposò Adelaide di Sassonia-Meiningen e Kent che sposò Vittoria di Sassonia-Coburgo-Saalfeld.
Con tre principi recentemente sposati, si aprì la corsa per generare gli eredi. Il duca di Cumberland ebbe da sua moglie un'altra figlia nata morta, ma la duchessa di Clarence, che viveva col marito ad Hannover, riuscì a rimanere a sua volta incinta, così come la duchessa di Cambridge. Clarence voleva che la moglie partorisse in Inghilterra, ma la duchessa non era abbastanza in salute per affrontare il viaggio. A distanza di una settimana, nel marzo 1819, nacquero quindi due potenziali eredi: Carlotta di Clarence e Giorgio di Cambridge, ma la prima era nata prematura e morì il giorno stesso, lasciando il principino Giorgio come unico potenziale erede della schiera di zii. Tuttavia, nel maggio dello stesso anno, nel giro di tre giorni entrambi i fratelli maggiori di Cambridge divennero padri: Kent di una bambina, Vittoria, nata a Kensington Palace, e Cumberland, la cui moglie era riuscita infine a portare a termine con successo una gravidanza nonostante l'età, di un maschio, anche lui chiamato Giorgio, nato a Berlino. Nel 1820, il duca di Kent morì senza avere altri figli, e tre giorni dopo Giorgio III morì a sua volta. Con la salita al trono di Giorgio IV, Vittoria divenne terza in linea di successione, dopo gli zii York e Clarence.
Clarence continuò a tentare di procurarsi un erede, ma le successive gravidanze di sua moglie produssero tre nati morti e una bambina, Elisabetta, morta ad appena tre mesi nel 1821. York morì nel 1827, lasciando Vittoria seconda in linea di successione. Quando Giorgio IV morì nel 1830 e Clarence, sempre senza figli, salì al trono come Guglielmo IV, Vittoria divenne erede presuntiva, e infine regina alla morte senza eredi del re nel 1837. Essendo donna le fu invece negata la successione al trono di Hannover, che ammetteva solo la successione maschile: di conseguenza il maggiore dei suoi zii sopravvissuti, Cumberland, divenne re col nome di Ernesto I.
Note
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