Le Torce è un rituale annuale della comunità di Sonnino che si svolge la vigilia della festa dell'Ascensione. La manifestazione unisce elementi religiosi, derivanti dalle antiche rogazioni medievali, a funzioni di definizione territoriale e identitaria legate alla storia del paese.
Storia L'origine esatta del rituale è difficilmente databile a causa della sua natura prevalentemente orale.. Tuttavia, l'analisi antropologica evidenzia una stratificazione di influenze che spaziano dai riti agrari pre-cristiani alla liturgia cattolica. Le ricerche suggeriscono analogie con gli Ambarvali dell'antica Roma, cerimonie celebrate a fine maggio in onore di Marte (e poi Cerere) per propiziare la fertilità dei campi. Le coincidenze con le Torce includono il periodo di celebrazione (fine maggio), il percorso circolare (circumambulazione degli arva o campi), e l'uso delle torce per l'illuminazione e la purificazione (lustratio). Negli Ambarvali era presente anche l'invocazione a Marte per la difesa e l'allontanamento delle calamità, elemento che si ritrova nell'uso dei fucilieri nelle Torce. A differenza degli Ambarvali, le Torce non prevedono sacrifici animali...
Nel Medioevo, tale enfasi agraria fu integrata nel calendario cristiano attraverso le rogazioni minori (o Litaniae Minores), preghiere di supplica per i raccolti che si tenevano nei tre giorni precedenti l'Ascensione. Sebbene la festa si celebri in concomitanza con questa ricorrenza religiosa, gli studi accademici hanno confermato l'assenza di un legame teologico diretto con il dogma dell'Ascensione, sottolineando invece la radice culturale legata alla protezione della terra..
Documentazione d'archivio La prima testimonianza scritta risale al 1770 circa, rintracciata nei rendiconti economici del Comune di Sonnino relativi all'acquisto della cera zaura (cera vergine) per la fabbricazione delle torce.. Un'ulteriore prova storica è contenuta nel diario di un missionario cattolico del 1794, che descrive l'evento identificandolo esplicitamente con le rogazioni..
Storicamente, la processione presentava una dimensione civile-militare: il corteo era ed è tutt'ora scortato da uomini armati di fucili che sparano colpi a salve lungo il percorso.. Tale pratica, oltre al valore rituale, fungeva da affermazione della sovranità territoriale e da monito contro incursioni esterne o episodi di brigantaggio, frequenti nelle zone di confine.
Il rituale Simbolismo del fuoco Il fuoco è l'elemento centrale del rito. Da un punto di vista spirituale, la luce simboleggia la purezza e lo Spirito Santo; in ambito secolare, rappresentava storicamente un segnale visibile dai centri limitrofi per riaffermare il controllo del territorio.. La vitalità della festa è rimasta inalterata anche dopo il 1977, anno in cui l'Ascensione è stata rimossa dalle festività civili nazionali, a conferma del forte radicamento popolare indipendentemente dai mandati istituzionali.
Organizzazione e gerarchia
La preparazione delle torce inizia mesi prima dell'evento. Il lino viene lavato, sbiancato e avvolto in piccoli gomitoli chiamati pirie, per poi essere rivestito di cera vergine..
La processione segue una rigida gerarchia coordinata da quattro figure dette Caporali.. Essi trasportano i Torcioni, manufatti di grandi dimensioni (circa 150 cm di altezza e 15 cm di diametro) benedetti dal sacerdote nei Vespri,. mentre gli altri partecipanti, i torciaroli, portano torce standard di circa 60 cm.. Fondamentale il ruolo dei viaroli,. persone esperte che conoscono i sentieri montani e indirizzano il gruppo garantendo la prosecuzione del cammino fino all'alba.
Percorso
Il percorso si snoda lungo i circa 30 km dei confini comunali, tracciando un circuito chiuso che delimita simbolicamente lo spazio comunitario.
La partenza è il sabato pomeriggio intorno alle 14:00, dopo i Vespri e la benedizione delle Torce nel Santuario della Madonna delle Grazie della Chiesa di S. Michele Arcangelo. I partecipanti lasciano Piazza San Pietro tra spari a salve e campane a distesa.
Raggiunto il punto noto come Rave della cenere, il gruppo viene contato e i torciaroli scelgono liberamente quale tracciato seguire.. Il gruppo dei torciaroli si divide in due rami principali ognuno guidato da 2 caporali: la Via di sopra: segue i confini con Monte San Biagio, Amaseno e Roccasecca dei Volsci; la Via di sotto: costeggia il territorio di Terracina e Priverno, passando per le frazioni di Frasso e Capocroce.
Il momento più suggestivo si verifica quando i torciaroli della via di sotto spuntano alle ore 21:00 a Costa La Traglia, mentre i torciaroli della via di sopra spuntano alle 22:00 sul crinale delle Serre.
I due gruppi si ricongiungono presso la chiesa di Santa Maria La Sassa per poi risalire verso il centro abitato, concludendo il rito presso la Chiesa di San Michele Arcangelo la domenica verso le 4:30 del mattino con la funzione religiosa di ringraziamento. Lungo il tragitto, il corteo effettua soste espiatorie nei luoghi in cui sono avvenute morti violente, integrando nel rito la memoria storica dei conflitti locali.
Cultura e folklore
I torcioni dei caporali per tradizione non vengono accesi durante il tragitto. Vengono tagliati in piccoli pezzi a Monte Romano per il gruppo della via di sotto e al momento del ricongiungimento per il gruppo della via di sopra. Questi pezzi di torcia vengono distribuiti alla popolazione e ai partecipanti, sono conservati e accesi come amuleti o in segno di buon auspicio in caso di tempesta o per scongiurare calamità...
Le litanie Durante il cammino vengono intonate le litanie, i cui testi presentano forti somiglianze con i libretti di preghiera del 1793 e del 1841 conservati nell'archivio parrocchiale. I canti includono invocazioni ai santi e riferimenti a santuari regionali visibili in punti specifici lungo il percorso, come il Santuario della Madonna della Civita a Itri e il Santuario di Maria Santissima della Delibera a Terracina..
Tradizioni I canesciune rappresentano il dolce tipico associato alla festa. Si tratta di un prodotto da forno a base di pasta sfoglia ripieno di ricotta, uova, zucchero e cannella, caratterizzato da un colore dorato intenso ottenuto spennellando la pasta con uovo prima della cottura a 200 °C..
Altre tradizioni legate ai giorni dell'Ascensione includono:. il taglio del pane solo la sera precedente; non prendere l'acqua dai pozzi; il taglio di una ciocca di capelli delle signorine per augurarsi una ricrescita migliore; l'insegnamento del rituale e delle formule per togliere il malocchio.
Onorificenza Dal 2025, l'Amministrazione Comunale di Sonnino conferisce l'onorificenza "Le Torce", disciplinata dal regolamento comunale (art. 9 e 10). Il riconoscimento viene conferito annualmente dal Sindaco con apposito decreto in occasione della manifestazione, che è riconosciuta come evento istituzionale ai sensi dell'art. 8 dello Statuto Comunale.
L'onorificenza è destinata alle persone che si siano distinte per meriti inerenti alla manifestazione stessa, senza distinzioni di genere, nazionalità o religione, e può essere conferita anche alla memoria. Il premio consiste in una medaglia in peltro di 70 mm di diametro che raffigura il percorso del cammino e un "torcetto" in cera vergine in rilievo.
Note
Bibliografia
Voci correlate Sonnino Rogazioni Museo delle terre di confine Fuoco Santo
Collegamenti esterni
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