Le relazioni bilaterali tra Albania e Grecia fanno riferimento ai rapporti diplomatici che intercorrono tra la Repubblica d'Albania e la Repubblica Ellenica.

L'Albania ha un'ambasciata a Filothei-Psychiko (nell'area metropolitana di Atene) e due consolati generali a Giannina e Salonicco. La Grecia ha un'ambasciata a Tirana e due consolati generali ad Argirocastro e Coriza.

I due paesi, confinanti tra di loro, hanno forti legami culturali ed economici dovuti soprattutto alla presenza sia di una nutrita minoranza greca in Albania che di una storica minoranza albanese in Grecia. Nel corso del XX secolo Albania e Grecia sono poi entrate in conflitto per dispute etniche e territoriali dopo la conclusione della prima guerra balcanica e poi della prima guerra mondiale; in particolare la Grecia ha reclamato l'Epiro settentrionale, corrispondente al territorio albanese circostante le città di Argirocastro e Coriza, abitato da una nutrita minoranza greca, mentre l'Albania ha denunciato come genocidio la deportazione di massa da parte della Grecia dei ciamurioti nell'ambito dello scambio di popolazioni tra Grecia e Turchia.

Storia I primi contatti a livello diplomatico tra i due paesi, entrambi dichiaratisi indipendenti dall'Impero ottomano (il Regno di Grecia nel 1821, l'Albania nel 1912), si ebbero all'indomani della prima guerra balcanica, nell'ambito della quale le truppe greche avevano invaso parte della regione albanese (ancora sotto dominio ottomano). Col trattato di Londra del 1913 fu sancito il riconoscimento dell'indipendenza del Principato d'Albania, sebbene il neonato stato dovette rinunciare alle sue rivendicazioni su buona parte di Ciamuria, ceduta ai greci, e Dardania. Il riconoscimento della sovranità albanese sulla porzione settentrionale dell'Epiro, sancito dal protocollo di Firenze, destò tuttavia il malcontento sia del governo greco che della minoranza greca residente nella regione, portando nei primi mesi del 1914 alla dichiarazione d'indipendenza nord epirota e alla conseguente nascita della Repubblica Autonoma dell'Epiro del Nord. In questo periodo sarebbe stata aperta una prima ambasciata greca in Albania a Durazzo, allora capitale provvisoria dello Stato albanese.

L'Albania accettò di riconoscere una relativa autonomia alla regione col protocollo di Corfù ma lo scoppio della prima guerra mondiale e la crisi politica albanese resero vani gli sforzi diplomatici; la Grecia occupò quindi nuovamente l'Epiro settentrionale ma la successiva guerra civile greca portò ad un'ulteriore frammentazione della regione, che nell'ambito della Campagna dei Balcani fu occupata in parte dagli italiani (nel territorio di Argirocastro) e in parte dai francesi (nel territorio di Coriza, dove nacque l'effimera Repubblica Autonoma di Coriza). Al termine del conflitto mondiale, nell'ambito della conferenza di pace di Parigi del 1919, i greci tentarono nuovamente di ottenere il riconoscimento internazionale sull'Epiro del Nord, ricevendo inizialmente l'appoggio degli italiani attraverso l'accordo segreto Venizelos-Tittoni; quando l'accordo fu reso pubblico dai greci nel 1920, si verificò una rivolta degli albanesi a Valona (città che era rimasta sotto controllo italiano in base al patto di Londra del 1915) e ciò portò gli italiani a ritirarsi da Valona e dall'accordo con la Grecia, riconoscendo invece l'indipendenza e la sovranità dell'Albania. La questione del confine tra le due nazioni fu portata di fronte alla Conferenza degli Ambasciatori, che costituì un'apposita commissione guidata dal generale italiano Enrico Tellini, in rapporti piuttosto tesi col governo greco. La tensione tra la Grecia, la commissione di Tellini e l'Italia raggiunse il culmine il 27 agosto 1923 con l'eccidio di Giannina, nel quale furono uccisi Tellini e quattro funzionari della sua delegazione presso il valico di Kakavijë, in territorio greco; nonostante non sia stato possibile appurare gli effettivi autori materiali del gesto, ciò portò all'occupazione italiana di Corfù.

I rapporti tra Grecia e Albania rimasero tesi anche per il trattamento riservato alle rispettive minoranze (i nordepirioti in Albania, gli arvaniti e i ciamurioti in Grecia). La Grecia in particolare aveva firmato con la Turchia il trattato di Losanna nel 1923, avviando una campagna di mutuo scambio di popolazioni e deportando quindi numerosi cittadini greci di fede islamica verso la Turchia, inclusi numerosi albanesi ciamurioti. In questo contesto il governo albanese nominò Mid'hat Frashëri (che era nato a Giannina, città rimasta nei confini greci) come proprio inviato straordinario e ministro plenipotenziario presso il governo greco e Frashëri, constata la situazione e la mancata collaborazione del governo greco, suggerì al governo albanese di denunciare la Grecia alla Conferenza degli Ambasciatori e alla Corte permanente di giustizia internazionale.

Nel 1939 il Regno d'Italia invase l'Albania e proclamò il Regno d'Albania come protettorato. Le relazioni tra Albania e Grecia furono interrotte con la successiva invasione italiana della Grecia nel 1940.

I rapporti diplomatici greco-albanesi furono ripresi dopo circa 30 anni in base a un accordo raggiunto dai rappresentanti permanenti dei due paesi presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite a New York, Dīmītrios Mpitsios per la Grecia e Sami Baholli per l'Albania, nel 1970.

Visite ufficiali Una prima visita ufficiale governativa greca in Albania si ebbe nel novembre 1987 col Ministro degli affari esteri Karolos Papoulias, che si recò a Tirana e nei territori dell'Albania meridionale, visitando tra le altre le città di Livadhja e Saranda, la cui popolazione presenta una nutrica componente greca; Papoulias, che aveva già effettuato una visita ufficiale nel 1984 come Viceministro degli affari esteri, fu il primo ministro della Repubblica Ellenica a visitare il paese nonché uno dei primi esponenti di un paese occidentale nell'Albania socialista. Pochi mesi dopo l'allora ex Primo ministro Geōrgios Rallīs effettuò una visita privata ad Argirocastro e Vrisera, venendo accompagnato dal giornalista Tīlemachos Maratos del quotidiano greco Ī Kathīmerinī; questa visita generò alcuni attriti con le autorità locali ma con l'occasione Rallīs rese note le sue origini, poiché la sua bisnonna materna era originaria di Himara.

La prima visita ufficiale di un rappresentante del governo albanese in Grecia avvenne invece il 15 aprile 1988, quando il Ministro degli affari esteri albanese Reis Malile si recò ad Atene per consegnare personalmente un invito da parte del Primo ministro Adil Çarçani al Primo ministro greco Andreas Papandreou per una visita ufficiale di quest'ultimo in Albania; Papandreou accettò l'invito ma la visita non ebbe mai luogo, probabilmente per la percepita instabilità del regime socialista, ormai prossimo al collasso.

Il primo capo del governo greco a visitare l'Albania mentre era in carica fu Kōnstantinos Mītsotakīs tra il 13 e il 14 gennaio 1991, di ritorno da una visita di Stato in Bulgaria (paese dove era da poco caduto il regime comunista); si trattò della prima visita di un capo di governo di un paese occidentale in Albania dalla conclusione della seconda guerra mondiale.

Note