Villa Lasciac, citata anche come Vila Rafut e Laščakova vila da fonti in lingua slovena, è una villa situata a Prestava, insediamento (naselja) del comune di Nova Gorica ed è, accanto a palazzo Jelše, l'unico edificio di architettura neomoresca in Slovenia e allo stesso tempo uno dei più bei esempi conservati di questo movimento architettonico in Europa.
Descrizione Lungo la strada Kostanjeviška cesta si trova l'edificio d'ingresso, dal quale un sentiero tortuoso conduce attraverso il giardino botanico fino alla villa. Gli edifici sono particolari per le loro caratteristiche architettoniche e la loro interessante storia, ma dal punto di vista costruttivo non presentano particolari peculiarità tecnologiche rispetto ad altri edifici simili dello stesso periodo. Tuttavia, grazie agli elevati standard degli edifici, le dimensioni e gli spazi interni sono più ampi del solito.
Architettura Il progetto della villa e dell'adiacente parco fu dell'architetto goriziano Antonio Lasciac (1856-1946), che avendo svolto per lungo tempo le sue attività in Egitto, ad Alessandria d'Egitto e Il Cairo, entrò in contatto con l'architettura islamica traendone probabilmente ispirazione per la villa, con l'unico parco esotico conservato in Slovenia.
Lasciac fece costruire fra il 1909 ed il 1914 questa elegante villa di quasi in una posizione suggestiva come residenza per sé e la sua famiglia. Nella progettazione e nella costruzione si ispirò all'architettura del periodo mamelucco in Egitto e la dotò di una torre alta 28 metri sul modello del minareto, con balconi, lussuose finestre di stile orientale, terrazze e anche arredi interni che, come la maggior parte dei materiali da costruzione, furono importati dall'Egitto.
Parco Rafutski Il proprietario ha circondato la villa con un grande parco sul versante meridionale di Kostanjevica, che si estende su oltre . Al suo interno ha fatto piantare palme, bambù e arbusti esotici. Il valore particolare del parco è dato ancora oggi dai grandi alberi di specie esotiche che, grazie al clima mite, raggiungono dimensioni eccezionali. Tra questi vi sono lecci (Quercus ilex), cedri dell'Atlante e del Libano (Cedrus atlantica e Cedrus libani), cipressi di Lawson (Chamaecyparis lawsoniana), sequoie (Sequoia sempervirens), cipressi delle paludi (Taxodium distichum), cedri giapponesi (Cryptomeria japonica), cedri della California (Calocedrus decurrens), ma anche ginepri di Virginia (Juniperus virginiana), allori del Potrtogallo (Prunus Lusitanica) e altri. Crescono bene anche diverse specie di magnolie (Magnolia), pecci (Picea), querce (Quercus) e platani (Platanus), mentre tra gli arbusti spiccano alcuni allori e piante da siepi quali Prunus laurocerasus e Prunus lusitanica, che raggiungono le dimensioni degli alberi, nonché rododendri colorati. Il parco Rafutski è stato dichiarato monumento naturale e, dal 2003, anche monumento culturale di importanza locale. Un tempo il parco era attraversato da un ruscello e si stima che un tempo vi crescessero ben 500 alberi e arbusti.
Note
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