Biografia Ivana Zorman nacque il 6 giugno 1836 a Žeje, piccolo centro abitato nei pressi di Postumia, figlia di Matej Zorman e della madre Marija Dolenc, entrambi contadini di nazionalità slovena.
Da ragazza si trasferì a Trieste, dove trovò lavoro come domestica presso una ricca famiglia ebrea. Cattolica devota e terziaria di San Francesco, seguiva i principi che vedevano la carità applicata nell'aiuto alle persone più bisognose. Poco dopo il suo arrivo a Trieste, prese coscienza della moltitudine di bambini poveri e orfani che vivevano in città decidendo di aiutarli nonostante i limiti delle sue disponibilità economiche. Al fine di svolgere un'attività sempre più consistente entrò in contatto con i frati cappuccini della città giuliana, che sostennero il suo lavoro e la presentarono a dei benefattori. Grazie alle donazioni di alcune ricche signore triestine, dopo sette anni passati a prendersi cura degli orfani che vivevano per strada, riuscì ad affittare una casa e a fondare un orfanotrofio per ragazze.
L'impegno umanitario Zorman istituì il nuovo orfanotrofio con il supporto della comunità cappuccina, che da poco si era spostata dai locali dell'ospedale in località Montuzza, sul colle di San Giusto, e dell'allora vescovo di Trieste Juraj Dobrila, intitolandolo a san Giuseppe.. Aperto alle orfanelle dai 6 ai 12 anni d'età, la prima ragazza entrò nella casa il 13 dicembre 1877. Qui Zorman ricopriva contemporaneamente le funzioni di direttrice, cuoca e custode dell'istituto. Per le ragazze in età scolare assunse insegnanti qualificate, che, oltre alle materie generali, insegnavano anche cucito, ricamo ed economia domestica, in modo che le ragazze potessero in seguito trovare lavoro come sarte, ricamatrici, domestiche o assistenti domestiche. Alcune ex allieve lavorarono in seguito nell'orfanotrofio stesso come insegnanti, educatrici o assistenti domestiche. Nel 1884 l'orfanotrofio ospitava 35 ragazze e l'edificio divenne troppo piccolo, così che Zorman decise di affittare una nuova casa in via dell'Istria, nel centro cittadino. Nel 1885 fu aperta una scuola pubblica all'interno dell'orfanotrofio. Nel 1898 l'orfanotrofio di San Giuseppe contava 150 residenti; la maggior parte frequentava la scuola, mentre le più grandi lavoravano come sarte. Zorman cercò di garantire il futuro dell'orfanotrofio e tentò di fondare una congregazione femminile cattolica, le Serve di San Giuseppe, per la quale redasse persino uno statuto. Alcune donne impiegate nell'orfanotrofio desideravano aderirvi, ma la loro richiesta non fu accolta. Nel 1898 acquistò una casa dove aprì un orfanotrofio per bambini piccoli, chiamato “Casa Nazareth”, gestito da insegnanti laici.
Assistenza a Sarajevo Il successo dell'orfanotrofio di Trieste ispirò l'allora arcivescovo di Sarajevo, Josip Stadler, che nel 1890 chiese a Zorman di aiutarlo a fondare un'istituzione simile e di assisterlo nella fondazione di una congregazione religiosa femminile che la gestisse. Zorman si recò a Sarajevo per aiutare a fondare l'orfanotrofio, incoraggiando inoltre alcuni membri del personale di Trieste a seguirla nell'iniziativa. Nel 1892 tre giovani donne triestine, tutte cresciute nell'orfanotrofio di San Giuseppe, si trasferirono a Sarajevo, dove lavorarono nel nuovo orfanotrofio e in seguito entrarono a far parte della neonata Congregazione delle Suore Serve del Bambino Gesù (). Una di loro divenne direttrice dell'orfanotrofio. Nei pochi anni successivi, un totale di nove donne precedentemente impiegate nell'orfanotrofio di Trieste si trasferirono a quello di Sarajevo.
Onorificenza papale Nel 1905 Zorman ricevette da Papa Pio X l'onorificenza papale Pro Ecclesia et Pontifice per il suo lavoro altruistico. In quell'occasione, il quotidiano Novi list scrisse: «La stimatissima Ivana Zorman, fino ad ora direttrice dell'Orfanotrofio San Giuseppe di Trieste, è stata insignita dal Santo Padre della Croce “Pro Ecclesia et Pontifice”. La nostra nobile concittadina ha fatto così tanto per gli orfani che è difficile descriverlo a parole. Tutti ammiravano il suo lavoro ed era rispettata da tutti. Eppure è sempre rimasta umile e piena di carità cristiana, soprattutto verso i bambini abbandonati. Poiché ha servito con altruismo nello spirito della Chiesa e del Santo Padre, ha ricevuto questa onorificenza".
Gli ultimi anni di vita e la morte Nel 1905 Zorman, a causa della sua età, affidò l'amministrazione dell'orfanotrofio di San Giuseppe alle Suore della Santa Croce di Graz. Lei stessa si trasferì nella Casa di Nazareth e ne divenne la direttrice. In un edificio vicino fondò anche un orfanotrofio per ragazzi, di cui divenne anch'essa direttrice. Nel 1921 cedette l'amministrazione della Casa Nazareth e dell'orfanotrofio maschile alle Suore della Santa Croce che già lavoravano all'orfanotrofio di San Giuseppe. Rimase alla Casa Nazareth, aiutando a prendersi cura dei bambini fino alla sua morte, avvenuta il 22 febbraio 1922 a Trieste. La sua lapide a Trieste e la targa commemorativa all'ingresso dell'orfanotrofio di San Giuseppe la descrivono come “la povera e umile madre degli orfani abbandonati”.
Onorificenze
Note
Bibliografia