Lincontro di Hendaye ebbe luogo il 23 ottobre 1940 e costituì l'unico confronto diretto tra Adolf Hitler e Francisco Franco. Si svolse presso la stazione ferroviaria della cittadina francese di Hendaye, al confine con la Spagna, e fu organizzato per stabilire le condizioni per l'eventuale ingresso della Spagna nella seconda guerra mondiale a fianco delle potenze dell'Asse. Sebbene l'incontro si fosse concluso senza un accordo vincolante immediato, generò successivamente un dibattito storiografico che contrappose la tesi della "astuta cautela" di Franco alla tesi del fallimento strategico tedesco nel mediterraneo.
Il contesto storico
L'incontro di Hendaye si deve al drastico mutamento degli equilibri europei seguito alla caduta della Francia nel giugno 1940. Con la vittoria tedesca, la Spagna si trovò a confinare con i territori occupati dalla Wehrmacht, situazione che alterò la sua posizione di sicurezza nazionale e le sue prospettive geopolitiche. Il regime franchista, uscito vittorioso dalla guerra civile spagnola anche grazie al sostegno militare della Germania e Italia, manteneva stretti legami politici con le potenze dell'Asse.
Il 12 giugno 1940 Franco modificò lo status della Spagna da "neutrale" a "non belligerante", formula che indicava una posizione di sostegno alla causa tedesca senza comportare un immediato impegno bellico. La prospettiva di una rapida conclusione del conflitto spinse il governo spagnolo a inviare una lettera a Hitler il 19 giugno 1940, offrendo l'alleanza in cambio di concessioni territoriali in Africa. La risposta tedesca fu inizialmente interlocutoria, poiché Hitler confidava ancora in una pace negoziata con la Gran Bretagna o in una vittoria rapida attraverso l'operazione Seelöwe.
La situazione economica e interna Parallelamente ai negoziati diplomatici, la Spagna affrontava una grave crisi economica e sociale derivante dai tre anni di conflitto interno. Le infrastrutture erano in gran parte distrutte, le riserve auree della Banca di Spagna esaurite e la popolazione era colpita da una carestia cronica nota come Año del Hambre.
Tale vulnerabilità economica limitava la libertà d'azione del regime franchista: la Spagna dipendeva dalle importazioni di petrolio e di cereali provenienti dal continente americano, che restavano soggette al controllo e al possibile blocco navale della Royal Navy britannica. Di conseguenza, l'eventuale ingresso in guerra a fianco dell'Asse avrebbe comportato il rischio immediato di collasso economico e di carestia generalizzata, a meno di massicci rifornimenti tedeschi, che la Germania non era però in grado di garantire pienamente.
Il ruolo di Ramón Serrano Suñer e le trattative preliminari
La figura centrale nella fase preparatoria dell'incontro fu Ramón Serrano Suñer, cognato di Franco e influente esponente della Falange, nominato ministro degli affari esteri il 18 ottobre 1940. Serrano Suñer fu il principale sostenitore dell'integrazione della Spagna nel cosiddetto Nuovo Ordine europeo a guida tedesca.
Nel settembre 1940 egli si recò a Berlino per negoziare i termini dell'alleanza, ed emersero le prime divergenze: il ministro degli esteri tedesco Joachim von Ribbentrop e lo stesso Hitler considerarono eccessive le richieste spagnole, che includevano la cessione del Marocco francese, di Orano e di parte dell'Algeria francese, oltre alla riconquista di Gibilterra.
Hitler temeva che assecondare le ambizioni territoriali spagnole potesse compromettere la stabilità del regime della Francia di Vichy, spingendo le colonie africane a unirsi a Charles de Gaulle o alla Gran Bretagna. Allo stesso tempo, il vertice tedesco valutava la Spagna come un alleato militarmente impreparato e un potenziale onere economico per il Reich. Tuttavia, la necessità strategica di chiudere lo stretto di Gibilterra e di estendere il blocco antibritannico convinse Hitler a procedere con un colloquio diretto con il Caudillo.
L'operazione Felix L'obiettivo strategico della Germania durante i colloqui di Hendaye fu l'ottenimento del consenso spagnolo per l'attuazione dell'operazione Felix (). Il piano mirava alla conquista della roccaforte britannica di Gibilterra, la cui caduta avrebbe chiuso il Mediterraneo occidentale alla Royal Navy.
Il progetto operativo prevedeva il transito nel territorio spagnolo di due corpi d'armata tedeschi, comprendenti truppe d'élite e reparti specializzati nell'assedio, sotto il comando del Generalfeldmarschall Walther von Reichenau. Hitler considerava l'occupazione di Gibilterra un passo fondamentale per neutralizzare la presenza britannica nel Mediterraneo e proteggere le coste dell'Africa settentrionale. Ma Franco e i suoi consiglieri temevano che la presenza di forze tedesche in Spagna avrebbe trasformato il Paese in un protettorato di fatto, oltre a esporre le colonie e le isole spagnole alla ritorsione navale del Regno Unito..
Un ruolo determinante nella fase preliminare fu svolto dall'ammiraglio Wilhelm Canaris, capo dell'Abwehr (il servizio segreto militare tedesco). Canaris, profondo conoscitore della situazione spagnola, condusse delle ricognizioni segrete ad Algeciras e Gibilterra nel luglio 1940 per valutare la fattibilità dell'attacco. Al suo ritorno espresse forti riserve sulla riuscita dell'operazione Felix senza la cooperazione attiva della popolazione e dell'esercito spagnolo. Avvertì inoltre che un intervento dell'Asse avrebbe provocato un'immediata risposta britannica, con la probabile occupazione delle Canarie, delle Azzorre o del Marocco.
Parte della storiografia evidenzia come Canaris possa aver influenzato deliberatamente Franco, esagerando le difficoltà tedesche e la forza britannica per scoraggiare l'ingresso della Spagna nel conflitto. Tali avvertimenti trovarono terreno fertile nel Generalissimo, consapevole che le coste spagnole e i territori d'oltremare erano vulnerabili a una rappresaglia della Royal Navy, data la quasi totale assenza di moderne difese costiere e contraeree.
Il giorno dell'incontro L'incontro avvenne il pomeriggio del 23 ottobre 1940. Adolf Hitler giunse alla stazione di Hendaye a bordo del suo treno speciale, l'Amerika (spesso citato come ''Erika''), precedendo il convoglio del capo dello Stato spagnolo. Un elemento tecnico rilevante fu la differenza di scartamento ferroviario tra la rete spagnola (scartamento iberico) e quella francese (scartamento standard), che costrinse i due leader a sostare su binari diversi della stazione di confine, sottolineando anche simbolicamente le difficoltà di integrazione logistica tra i due Paesi.
Il ritardo di Franco e l'atmosfera dei colloqui I colloqui si svolsero prevalentemente all'interno del vagone ristorante del treno di Hitler. Franco giunse con un ritardo di otto minuti, episodio che la storiografia di area franchista in seguito interpretò come una deliberata tattica di superiorità psicologica, sebbene potesse essere riconducibile allo stato precario della rete ferroviaria spagnola.
La discussione si protrasse per circa sette ore. La comunicazione fu mediata dagli interpreti ufficiali, Paul Schmidt per la Germania e il colonnello Gross per la Spagna, attraverso la traduzione consecutiva. Questo raddoppiò i tempi del confronto, alimentando l'irritazione di Hitler dinanzi alle lunghe esposizioni di Franco.
Al tavolo delle trattative sedettero: Adolf Hitler, Führer della Germania nazista; Francisco Franco, Caudillo di Spagna; Joachim von Ribbentrop, ministro degli esteri tedesco; Ramón Serrano Suñer, ministro degli esteri spagnolo.
Le richieste spagnole e la rigidità tedesca Durante il colloquio Franco presentò una serie di condizioni per l'ingresso della Spagna nel conflitto, riflettendo sia le ambizioni territoriali della Falange sia le necessità di sussistenza del Paese.
Le richieste specifiche compresero:
la restituzione di Gibilterra; l'annessione del Marocco francese e della regione di Orano in Algeria; l'ampliamento della Guinea Spagnola attraverso l'annessione del Camerun francese; ingenti forniture di cereali, carburante e armamenti moderni.
Hitler, pur interessato a chiudere lo stretto di Gibilterra, rifiutò di fornire garanzie scritte su tempi e modalità delle concessioni territoriali. La sua priorità strategica era di non destabilizzare la Francia di Vichy, considerato un alleato più funzionale per la difesa dell'Africa occidentale contro le forze della Francia libera di Charles de Gaulle.
Inoltre, il vertice tedesco sospettava che il regime spagnolo intendesse capitalizzare i successi dell'Asse senza affrontare i rischi bellici in una fase in cui la resistenza britannica durante la battaglia d'Inghilterra rendeva incerto l'esito della guerra.
Il protocollo di Hendaye Nonostante il mancato accordo su una data precisa per l'intervento bellico, le delegazioni firmarono un "protocollo segreto" volto a formalizzare la vicinanza diplomatica tra le parti. Il documento, che Franco avrebbe in seguito definito "estremamente vago", rappresentò un compromesso formale che non risolveva le divergenze di fondo.
I punti principali del protocollo stabilirono:
l'adesione della Spagna al Patto tripartito; l'impegno formale a entrare in guerra contro il Regno Unito in una data da stabilirsi di comune accordo tra le potenze dell'Asse; La promessa di future cessioni territoriali in Africa alla Spagna, condizionate tuttavia alla possibilità di compensare la Francia a spese britanniche al termine del conflitto.
La genericità delle clausole favorì la strategia dilatoria di Franco, il quale sfruttò le carenze economiche e militari del Paese per rinviare a tempo indeterminato l'impegno bellico. In una missiva inviata a Hitler il 26 febbraio 1941 il Caudillo dichiarò che l'evoluzione del conflitto nel Mediterraneo aveva reso il protocollo di Hendaye ormai superato, sancendo di fatto l'abbandono dell'operazione Felix.
Il ruolo dell'intelligence britannica e della diplomazia Un fattore rilevante nell'evoluzione dei rapporti tra la Spagna e l'Asse fu l'attività diplomatica e di intelligence condotta dal Regno Unito. Sir Samuel Hoare, nominato ambasciatore a Madrid nel giugno 1940, operò per preservare la neutralità spagnola attraverso una strategia di pressione economica. Grazie al controllo delle rotte atlantiche, la Gran Bretagna utilizzò il sistema dei Navicerts per regolare l'afflusso di petrolio e di cereali verso la Spagna, mantenendo il regime franchista in una condizione di dipendenza dai rifornimenti controllati dai britannici. Parallelamente all'azione diplomatica, la Naval Intelligence Division britannica rilevava costantemente i movimenti tedeschi nella penisola.
In questo contesto fu pianificata l'operazione Goldeneye, coordinata tra gli altri da Ian Fleming, che prevedeva il monitoraggio dei movimenti delle truppe dell'Asse e la predisposizione di reti di sabotaggio in caso di occupazione tedesca della Spagna. L'area circostante Gibilterra e la città di Algeciras divennero centri nevralgici per lo spionaggio internazionale; in particolare, l'hotel Reina Cristina fu utilizzato come base operativa dagli agenti di entrambi gli schieramenti.
Il fallimento strategico