Nacque il 4 febbraio 1875 a Trento nell'omonima provincia dell'Impero austro-ungarico (nell'allora Cisleitania, denominazione non ufficiale della parte occidentale austriaca), e fu deputato al Parlamento di Vienna, dove si batté per ottenere l'autonomia amministrativa del Trentino e la nascita di un'università italiana a Trieste, passando attraverso l'obiettivo intermedio della trasformazione dell'Università di Innsbruck da tedesca a bilingue...
Fu, con Alcide De Gasperi, la personalità politica di maggior rilievo a Trento negli anni che antecedettero la prima guerra mondiale, ma su posizioni per molti aspetti fortemente divergenti..
Direttore di giornali socialisti nella città natale, quando scoppiò il conflitto nel 1914 iniziò a sostenere, nelle conferenze in molte città italiane, la necessità dell'ingresso in guerra del Regno d'Italia contro gli Imperi centrali, schierandosi su posizioni simili a quelle di Gaetano Salvemini e Leonida Bissolati.
Con l'entrata in guerra dell'Italia nel 1915 si arruolò volontario nel Regio Esercito entrando nel Corpo degli Alpini. Venne catturato da truppe da montagna della Milizia imperiale austriaca, portato prigioniero a Trento, processato e giustiziato per alto tradimento nella fossa del castello del Buonconsiglio.
Con Guglielmo Oberdan, Damiano Chiesa, Fabio Filzi, Francesco Rismondo e Nazario Sauro è considerato tra le più importanti figure dell'irredentismo risorgimentale italiano ed eroe nazionale.
Biografia
Formazione e periodo universitario
Cesare Luigi Giuseppe Maria Battisti nacque a TrentoDal registro delle nascite della parrocchia di Trento - S. Maria Maggiore, accessibile sul portale online Nati in Trentino. quando questa faceva parte dell'Impero austro-ungarico, ultimo di otto fratelli, in una famiglia borghese. Il padre Cesare era un commerciante del capoluogo e la madre, Maria Teresa de Fogolari-Toldo, era nata a Rovereto.
Nel 1890, poco dopo la morte del padre, si iscrisse allImperial Regio Ginnasio a Trento (poi liceo classico Giovanni Prati) e iniziò ad interessarsi della vita cittadina pubblicando clandestinamente un piccolo giornale scolastico scritto con i compagni di ginnasio, nell'anno 1891-92. Questo viene ritenuto un'importante documentazione sul periodo della sua formazione..
Tre anni dopo, per assecondare la madre, si spostò a Graz per frequentare le lezioni della locale università alla facoltà di giurisprudenza, dove si legò a un gruppo di studenti, tra cui il futuro socialista roveretano Antonio Piscel, col quale conservò a lungo legami di amicizia. Con questi fondò nel 1894 un'associazione di stampo socialista, la «Società degli studenti trentini», che si interessò anche della questione femminile.
Nel periodo compreso tra 1893 e 1897 frequentò non solo l'ateneo di Graz ma anche quello di Vienna. e si iscrisse all'Istituto di Studi Superiori di Firenze dove si laureò con una tesi dal titolo Il Trentino: saggio di geografia fisica e di antropogeografia, pubblicata nel 1898.. Quello fu il primo tra i molti lavori scientifici che avrebbe pubblicato..
Poi proseguì gli studi umanistici a Torino, città in cui il fermento socialista stava muovendo i primi passi. Tra i protagonisti di questa stagione socialista torinese figurò anche Edmondo De Amicis, militante sin dal 1890.
Nel maggio del 1895 Battisti si trovava a Graz dove venne processato per contravvenzione alla legge sulle Associazioni. Chiusa definitivamente la parentesi austriaca, tornò a Firenze per frequentare il terzo anno all'università.
Interessi politici e culturali Nello stesso periodo conobbe Ernesta Bittanti, sua futura moglie, e lo storico e meridionalista Gaetano Salvemini. Nel 1895 fondò assieme ad Antonio Piscel la Rivista Popolare Trentina, sequestrata già mentre ne veniva stampato il primo numero. Nello stesso anno, con la collaborazione dell'amico e tipografo friulano Antonio Gerin, Battisti e Piscel pubblicarono il primo giornale socialista trentino, L'Avvenire del Lavoratore, che a causa di difficoltà finanziarie cessò di essere pubblicato l'anno successivo. La pubblicazione, secondo Gerin, doveva diventare un giornale politico ufficiale socialista, e non solo di propaganda socialista, perché in quel momento in Austria non c'era nessun giornale italiano democratico..
Col già citato Piscel e con Augusto Avancini fu tra i fondatori del socialismo in Trentino nel quale tentò di far convivere nel progetto politico sia l'idealismo del socialismo sovranazionale sia il bisogno di difendere la posizione italiana all'interno dell'impero. Attorno al 1896 alcuni rappresentanti del partito vennero eletti nei consigli comunali di Rovereto e di Trento inoltre nacque grazie a Battisti, sempre in quel momento, la Camera del Lavoro di Trento..
Grazie all'incontro con il geografo friulano Giovanni Marinelli, in quel periodo professore nell'ateneo fiorentino, si appassionò alla geografia. Conseguì la laurea a pieni voti nel 1897 con la tesi dal titolo Contributo alla geografia fisica e all'antropogeografia del Trentino che verrà pubblicata l'anno seguente dall'editore Zippel di Trento con il titolo Il Trentino. Saggio di geografia fisica e di antropogeografia.
Seguendo le orme dello zio materno, don Luigi Fogolari (condannato a morte dall'Austria per cospirazione e poi graziato), abbracciò presto gli ideali patriottici dell'irredentismo risorgimentale italiano.
Dopo gli studi universitari si occupò di studi geografici e naturalistici e nel 1898 divenne segretario del terzo Congresso geografico italiano tenutosi a Firenze. Nello stesso anno conobbe il geologo Giovanni Battista Trener e assieme a lui fondò la rivista scientifica Tridentum. Roberto Almagià, alcuni anni dopo, lo definì "geografo del Trentino" riconoscendogli in tal modo autorevolezza in quel campo specifico della ricerca..
La rivista, che fu pubblicata per circa 15 anni, permette di approfondire il vasto campo di interessi di Battisti e le sue aperture a vari temi come ad esempio storia naturale, geografia, geologia, medicina e archeologia. Inoltre le collaborazioni alla rivista riguardarono personalità di primo piano della cultura anche liberale e cattolica, come Desiderio Reich, Lamberto Cesarini Sforza, Francesco Menestrina, Scipio Sighele, Bruno Emmert e vari altri.
Pubblicò inoltre alcune apprezzate Guide di Trento e di altri centri della regione oltre al volume Il Trentino.
Impegno politico Battisti abbandonò ben presto l'idea di intraprendere la professione di insegnante a causa delle difficoltà per il riconoscimento delle lauree italiane in Austria. Inoltre si stava diffondendo un sentimento di pangermanismo che rendeva difficile ottenere le cattedre italiane istituite presso l'Università di Innsbruck e Battisti decise così di rilevare una vecchia e piccola tipografia trentina, la Küpper-Fronza, che divenne nel 1901 la Società Tipografica Editrice Trentina (STET). Nel 1900 fondò il giornale socialista Il Popolo e quindi il settimanale illustrato Vita Trentina, entrambi stampati dalla sua nuova casa editrice assieme a molte altre opere geografiche e sociologiche. Alla redazione de Il Popolo Battisti volle con sé Lajos Domokos, giovane socialista triestino, già caporedattore de Il Lavoratore di Trieste..
Desiderando impegnarsi politicamente per la causa trentina e farla conoscere e sostenere all'interno dello Stato, nel 1911 ottenne l'elezione a deputato del Reichsrat, il parlamento di Vienna, per il Collegio di Trento città («Tirolo 6»). Nel 1914 entrò anche nella Dieta di Innsbruck, l'ultima tappa della sua attività in Austria. Nel 1899 sposò Ernesta Bittanti, dalla quale in seguito ebbe tre figli: Luigi (1901-1946), Livia (1907-1978) e Camillo (1910-1982).
Negli anni che precedettero lo scoppio della prima guerra mondiale ebbe modo di farsi conoscere in tutto l'impero e divenne il leader del socialismo trentino..
Trasferimento in Italia
L'8 agosto 1914 Battisti, affiancato da Guido Larcher e Giovanni Pedrotti, fece pervenire al re Vittorio Emanuele III di Savoia un appello nel quale si chiedeva che il Trentino venisse unito al Regno d'Italia. Suggeriva che si tentasse prima coi mezzi diplomatici e, nel caso non fossero stati sufficienti, si ricorresse alle armi.
L'11 agosto 1914, appena due settimane dopo lo scoppio della prima guerra mondiale, il deputato Battisti abbandonò il territorio austriaco e si trasferì in Italia. seguito, qualche giorno dopo, anche dalla moglie con i loro tre figli. Il fratello Giuliano, che era nato il 30 luglio 1868, rimase invece a Trento. Questi venne poi richiamato alle armi, inviato in una compagnia di disciplina e successivamente, essendosi ammalato, al domicilio coatto. Morì prematuramente il 3 dicembre 1921 a seguito dei patimenti subiti in quegli anni..
Nel settembre 1914 Battisti, Larcher e Pedrotti costituirono a Milano la "Commissione dell'emigrazione trentina", composta da un migliaio di affiliati.
Battisti diventò subito un propagandista attivo per l'intervento italiano contro l'Impero austro-ungarico, tenendo comizi nelle maggiori città italiane e pubblicando articoli interventisti su giornali e riviste. Tra le città in cui soggiornò vi è anche Treviglio dove risiedette in via Sangalli al numero 15. Non fece mai parte della massoneria ma le riconobbe un ruolo nell'evolvere della situazione.
Volontario in guerra
Il 26 aprile 1915 venne firmato il Patto di Londra e il 24 maggio l'Italia entrò in guerra contro l'Austria. Battisti si arruolò volontario e venne inquadrato nel Battaglione alpini "Edolo", 50ª Compagnia. Combatté al Montozzo sotto il comando di Gennaro Sora e Attilio Calvi. Per il suo sprezzo del pericolo in azioni arrischiate ricevette, nell'agosto del 1915, una medaglia di bronzo, trasformata successivamente in medaglia d'argento. Dopo essere stato promosso tenente, venne trasferito a un reparto sciatori al Passo del Tonale e successivamente al Battaglione Vicenza del 6º Reggimento alpini, operante sul Monte Baldo nel 1915 e sul Pasubio nel 1916.
Nel maggio 1916 si trovava a Malga Campobrun, in attesa dell'inizio della nota Strafexpedition (15 maggio - 15 giugno 1916), preparando la controffensiva italiana. Il 10 luglio il Battaglione Vicenza, formato dalle Compagnie 59ª, 60ª, 61ª e da una Compagnia di marcia comandata da Cesare Battisti, ricevette l'ordine di conquistare il monte Corno di Vallarsa (1765 m) sulla destra del Leno in Vallarsa, che era difeso dalle forze austro-ungariche. Il monte era un punto di osservazione importante nella zona del Pasubio e permetteva il controllo dell'intera valle sottostante.. Tra i militari coinvolti nell'azione vi fu anche il sottotenente Fabio Filzi. Lo stesso Battisti, scrivendo in quei giorni dal fronte, descrisse la situazione come tragica ma che il prezzo anche in vite umane necessario per raggiungere la vittoria doveva essere pagato..
Cattura
Negli scontri con i Landesschützen austriaci, molti alpini caddero o furono fatti prigionieri. Tra questi ultimi vi furono lo stesso tenente Battisti e il sottotenente Filzi che, dopo essere stati riconosciuti, furono tradotti e incarcerati a Trento.
Secondo alcune fonti. a riconoscere l'irredentista trentino fu Bruno Franceschini, originario della Val di Non e residente a Rovereto, tuttavia gli atti del processo ricostruirono una versione assai diversa. A prendersi il merito della cattura furono il tenente Vinzenz Braun. con i bersaglieri Alois Wohlmuth. e Franz Strazligg.. Bruno Franceschini comparve solo nella testimonianza di Johann Widegger. come chi materialmente riconobbe Fabio Filzi che aveva fornito generalità false.