Boncuklu Höyük è un sito archeologico che si trova nei pressi della città di Hayıroğlu, nella provincia di Konya, nella regione dell'Anatolia centrale, in Turchia.
Scavi Il sito è stato scoperto da Douglas Baird dell'Università di Liverpool nel 2001, che nell'olocene inferiore, tra il IX e l'VIII millennio a.C, era un ambiente paludoso.
Reperti Boncuklu Höyük, a circa 9 km dal più famoso sito di Çatalhöyük, è costituito dai resti di uno dei villaggi più antichi del mondo, abitato tra l'8.300 e il 7.800 a.C., definito come neolitico preceramico, ma nonostante questo qui sono state rinventue le più antiche ceramiche anatoliche.
Gli edifici sono piccoli e di forma ovale, con pareti costruite in mattoni di fango. Resti di sepolture di corpi umani sono stati rinvenuti sotto i pavimenti degli edifici. Le più antiche ceramiche dell'Anatolia sono state scoperte in questo sito.
Tra i reperti una quarantina di sepolture ritrovate sia sotto il piano delle abitazioni, sia negli spazi aperti tra queste; la ricostruzione ripetuta nel corseo del tempo delle abitazioni nello stesso sito, è indicativa dell'esistenza di un legame tra il mondo dei vivi e quello dei morti.
Oltre alle sepolture sono stati ritrovati centania di resti scheletrici umani, spesso isolati da elementi di contesto, datati con il radiocarbonio tra 8300 e 7600, e che poi sono stati analizzati e selezionati con le tecniche genetiche di analisi del DNA Antico.
Il sito è caratterizzato dalle prime evidenze della comparsa dell'agricoltura nell'altopiano anatolico, attraverso l'introduzione di produzioni agricole di sussistenza, che si accompagnavano alla pastorizia senza sostituirla. Per questo il sito è considerato un precursore degli sviluppi agricoli osservati a Çatalhöyük e datati partire dal 7100 a.C., dove le attività agricole divennero predominanti, consentendo il sostentamento di una comunità sedentaria molto numerosa.
Archeogenetica Lo studio genetico condotto su 5 individui di Boncuklu, ha trovato una forte continuità tra questi e i cacciatori-raccoglitori anatolici (AHG), con una piccola componente aggiuntiva affine a popolazioni neolitiche dell’area Iran/Caucaso; questa evidenza, unita a quelle degli studi archeologici, ha fatto ipotizzare uno sviluppo locale su piccola scala dell'agricoltura, piuttosto che la colonizzazione della regione da parte di popolazioni esterne portatrici delle pratiche agricole, pur lasciando spazio a contatti e limitati apporti esterni. Infine 3 individui su 5 erano portatori di una variante che è fortemente correlata a occhi più chiari.
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