Il monte Agrabona è un rilievo calcareo di 380 m s.l.m. situato nelle vicinanze del comune di Licata, nella Sicilia centro meridionale, al fianco orientale della fertile valle fluviale del fiume Salso. Rappresenta l'estrema propaggine meridionale dei monti Erei, ultimo crostone roccioso di natura calcarea prospiciente il versante digradante verso il mare.

Sovrasta la contrada omonima e l'affluente del Salso che mantiene il nome medievale di Racalbono.

Storia La località preserva testimonianze archeologiche preistoriche e sicane. La denominazione appare avere cavalcato i secoli in quanto deriva dal fiume Alabon collegato al mito di Dedalo e del Minotauro.

Con la riconquista normanna della Sicilia la località mantiene il nome assunto in epoca araba di Racalbon (rachal sta per 'casale') divenendo baronia posta al limite dei territori della contea di Butera. Fu infeudata da fine '200 ai Damiata che la passarono ai Gaffuri per matrimonio. A seguito dei tumulti del periodo dei due Martini la baronia di Racalbono venne investita ai Ruiz de Lihori che la passarono poi per matrimonio ai Boccerio o ai Durrea similmente a quanto avvenuto nella vicina Butera dove gli Alagona vennero allontanati in favore dei Moncada. Partigiani di questa famiglia furono i Landolina che ne ottennero investitura tra fine '400 e inizio '500, tuttavia a causa dei moti che interessarono la Sicilia in quel periodo il feudo fu poi investito in sequenza (dopo una brevissima parentesi degli Squarcialupo nel 1519) agli Augello, ai Landolina, ai Platamone, ai Gravina.

Solo nel '700 se ne trova nuova menzione, ma con nome deformato in Regalbuono, elevato in marchesato con i Fragapane, poi passato ai Cannarella.

L'originaria estensione della baronia di Racalbono andava dalle sommità della cresta calcarea di monte Agrabona che è posta al limite del territorio di Butera, fino al fiume Salso che ancora oggi marca il confine della provincia di Caltanissetta, col fiume Racalbono che ne rappresentava il limite settentrionale.

La tenuta agricola di Regalbuono risulta oggi fortemente sottodimensionata con un'estensione di circa 300 ettari.

Note

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