Biografia Cresciuto nel quartiere proletario Casoretto di Milano, Bellini, insieme al fratello Gianfranco e a un gruppo di giovani della periferia, diede vita al Collettivo del Casoretto, che si distingueva per un'organizzazione ferrea e per la capacità di garantire il servizio d'ordine durante i cortei dell'epoca. All'interno del mondo movimentista dei primi anni Settanta, caratterizzato da servizi d'ordine sempre più militarizzati e violenti, il collettivo guidato da Bellini «ha saputo diventare mito, esempio di ribellione e militanza, simbolo di quella rottura con le tradizioni e i dogmi del Partito Comunista Italiano e del movimento operaio tradizionale che irruppe negli anni Settanta con la pratica dei bisogni e dei desideri della nuova composizione proletaria giovanile che viene dalle periferie».

Come ricorda Toni Negri: «chiunque abbia vissuto a Milano fra gli anni Sessanta e Settanta, sa che cos'era la banda Bellini del Casoretto: la banda dell'antifascismo militante.». La figura di Bellini si lega, in quegli anni, alla difesa militante del movimento contro le incursioni neofasciste e alle dinamiche di scontro di piazza che caratterizzarono Milano tra la metà degli anni Sessanta e la fine degli anni Settanta. La «Banda Bellini» - a differenza di altri servizi d'ordine come quello del Movimento studentesco della Statale, di maggioritaria estrazione borghese - divenne un esempio dell'antifascismo militante «di quartiere».

Nella cultura di massa La vita e le gesta di Bellini e del suo gruppo sono state ricostruite dal libro di Marco Philopat, La Banda Bellini (2002), un romanzo-saggio che ripercorre le vicende del collettivo attraverso lo sguardo dello stesso Bellini e ne descrive il codice estetico e l'etica di strada.

Morte Bellini è scomparso a Milano il 26 dicembre 2016, all'età di 65 anni, dopo una lunga malattia. È stato ricordato da numerose testate e intellettualicome un «comandante» dei movimenti che non ha mai rinnegato le proprie radici proletarie e la propria militanza politica.

Note