L'abisso di Maracot (The Maracot Deep), pubblicato in italiano anche come La città dell'abisso e L'abisso di Atlantide, è un romanzo breve di Arthur Conan Doyle, un'avventura sottomarina di fantascienza nella quale compaiono anche elementi fantastici e spiritualisti. La prima parte apparve a puntate nel 1927-1928; il racconto fu completato nel 1929 con The Lord of the Dark Face e nello stesso anno uscì in volume nella raccolta The Maracot Deep and Other Stories.
Storia editoriale L'abisso di Maracot apparve negli Stati Uniti su The Saturday Evening Post nell'ottobre 1927 e nel Regno Unito su The Strand Magazine tra ottobre 1927 e febbraio 1928; Conan Doyle completò poi la vicenda con The Lord of the Dark Face, pubblicato sullo Strand Magazine nell'aprile e maggio 1929. Tra le carte di Conan Doyle conservate dalla British Library figurano una pagina autografa incompleta dell'epilogo The Lord of the Dark Face e una lettera contenente una traccia narrativa del racconto da cui nacque L'abisso di Maracot.
La prima edizione britannica in volume uscì nel 1929 presso John Murray con il titolo The Maracot Deep and Other Stories; nello stesso anno Doubleday, Doran & Co. pubblicò negli Stati Uniti una raccolta omonima. La prima traduzione italiana uscì nel 1929 come La città dell'abisso, pubblicata a Milano da Locatelli.
Negli anni successivi il testo uscì ancora in italiano come L'abisso di Atlantide e L'abisso di Maracot; fra le edizioni documentate figurano la traduzione di Claudio De Nardi pubblicata da Fanucci nel 1986, l'edizione Solfanelli del 1987, la traduzione di Anna Cavazzoni pubblicata da Mondadori nel 1991 e altre ristampe negli anni novanta.
Trama Dopo un prologo composto da diversi documenti relativi alla spedizione della Stratford, il racconto è narrato soprattutto da Cyrus J. Headley, giovane zoologo statunitense che accompagna il professor Maracot e il meccanico Bill Scanlan. Raggiunta una zona a sud-ovest delle Canarie, Maracot fa calare i tre uomini verso il fondale in una gabbia d'acciaio munita di finestrini di cristallo; durante l'esplorazione un enorme crostaceo afferra il cavo d'acciaio che sostiene la gabbia, le oscillazioni diventano sempre più violente e il cavo infine si spezza, facendo precipitare i tre nell'abisso.
Sopravvissuti alla discesa, Maracot, Headley e Scanlan vengono accolti in un vasto insediamento sottomarino abitato dai discendenti degli Atlantidei. Per comunicare con i nuovi arrivati, gli abitanti usano uno schermo sul quale proiettano immagini dei propri pensieri; dispongono inoltre di involucri trasparenti che permettono di muoversi sul fondale. Durante una visita alle miniere, Headley osserva gruppi di lavoratori biondi sottoposti a sorveglianti atlantidei e li considera schiavi ereditari, mentre Maracot ipotizza che possano discendere da prigionieri greci. Headley si innamora di Mona, figlia di Manda; Scanlan, con l'ingegnere Berbrix, costruisce invece un ricevitore radio capace di captare trasmissioni provenienti dalla superficie.
Gli Atlantidei producono anche un gas che Maracot chiama levigen, nove volte più leggero dell'idrogeno, con il quale vengono riempite sfere di materiale trasparente capaci di risalire fino alla superficie; dopo averne usate alcune per inviare notizie, i tre esploratori organizzano nello stesso modo il ritorno. Una spedizione di soccorso a bordo dello yacht Marion assiste alla risalita: affiorano dapprima libri e documenti, poi Mona, seguita da Maracot, Headley e Scanlan. Nel seguito del racconto Baal-seepa, il "Signore dal Volto Oscuro", minaccia la comunità atlantidea; Maracot lo affronta dopo un'esperienza spirituale nella quale Warda gli trasmette la propria forza e, durante lo scontro finale, Baal-seepa riconosce l'intervento di Warda prima di soccombere.
Personaggi Professor Maracot Oceanografo e naturalista, dirige la spedizione e continua a ragionare da scienziato anche nelle situazioni di pericolo.
Cyrus J. Headley Giovane zoologo statunitense, già assistente allo Zoological Institute di Cambridge nel Massachusetts e Rhodes Scholar a Oxford; è il principale narratore della vicenda.
Bill Scanlan Meccanico statunitense dei Merribank Works di Filadelfia, accompagna Maracot e Headley nella discesa; il racconto ne sottolinea il carattere pratico e l'abilità tecnica.
Manda Uno dei capi della comunità atlantidea, accoglie i tre esploratori e li guida nei rapporti con gli abitanti della colonia.
Mona Unica figlia di Manda, si lega sentimentalmente a Headley e diventa il principale tramite personale fra gli esploratori e la comunità atlantidea.
Berbrix Ingegnere atlantideo addetto ai macchinari, amico e collaboratore di Scanlan nella costruzione del ricevitore radio.
Baal-seepa Il "Signore dal Volto Oscuro", figura soprannaturale che si presenta come capace di sottrarsi alla morte e di influire sulla mente degli uomini; costituisce la minaccia principale nella parte conclusiva.
Warda Avversario di Baal-seepa ricordato da quest'ultimo come uno spirito ancora capace di intervenire nel mondo; il suo ruolo emerge nello scontro conclusivo con Maracot.
Accoglienza e critica Il romanzo appartiene alla tarda fase della produzione di Conan Doyle, quando il suo interesse per il paranormale era ormai molto marcato: The Encyclopedia of Science Fiction osserva che l'inizio, fondato sulla scoperta di un'Atlantide tecnologicamente avanzata, mantiene una netta impronta fantascientifica, ma giudica meno coerente il seguito, nel quale entrano divinità soprannaturali e divieti rituali; nella voce dedicata ad Atlantide, la stessa enciclopedia ritiene infatti che lo spiritualismo finisca per compromettere l'efficacia fantascientifica dell'opera.
Nel quadro della narrativa moderna su Atlantide, Giulia Iannuzzi richiama lo studio di L. Sprague de Camp sui romanzi e racconti comparsi dopo la diffusione ottocentesca dei trattati di Ignatius Donnelly e Augustus Le Plongeon; Noah Slowik, recensendo lo studio di Ross Clare Ancient Greece and Rome in Modern Science Fiction: Amazing Antiquity, riferisce che Clare annovera l'opera fra i primi esempi fantascientifici di spedizione sottomarina alla ricerca di Atlantide e si sofferma sulla sorpresa degli esploratori davanti alla carnagione scura degli Atlantidei, elemento che porta in primo piano anche la rappresentazione razziale del racconto.
Anche lo spazio sottomarino ha ricevuto una lettura specifica: James Riley confronta il romanzo con They Found Atlantis di Dennis Wheatley e osserva che, in entrambe le opere, Atlantide resta sospesa fra sogno e veglia; in Conan Doyle, in particolare, il regno sommerso appare estraneo alla realtà ordinaria, impressione rafforzata dall'isolamento degli esploratori, dalla distanza dal mondo di superficie e dalla natura eccezionale della civiltà atlantidea.
Edizioni In inglese
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Note
Bibliografia
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Voci correlate Arthur Conan Doyle Atlantide Mondo perduto Spiritualismo
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