La figura di Gesù nello gnosticismo viene interpretata in modo radicalmente diverso dal cristianesimo tradizionale: egli è visto come un messaggero della luce, venuto sulla Terra per rivelare la gnosis, ossia la conoscenza segreta in grado di liberare l'umanità dall'inganno del mondo materiale, creato da un Demiurgo malvagio.
Aspetto e natura spirituale
Secondo alcuni gnostici tra cui Marcione, Gesù non era nato in un corpo materiale, ma possedeva una sembianza docetica (dal greco dokéin, «apparire»), cioè solo in apparenza umana. Egli infatti non avrebbe potuto soggiacere al potere della materia, al fine di una liberazione da questa.<ref>Nicola Denzey Lewis, Introduction to "Gnosticism": Ancient Voices, Christian Worlds, Oxford University Press, 2013, p. 227.</ref>
Negli atti di Giovanni, ad esempio, l'apostolo riferisce che egli assumesse talora un corpo solido, altre volte immateriale ed etereo, oppure che non lasciasse mai impronte.Bart Ehrman, Lost Christianities: The Battles for Scripture and the Faiths We Never Knew, Oxford University Press, 2003, pag. 42. Poteva del resto trovare una certa condivisione il passo della Lettera ai Romani di Paolo di Tarso che descrive la venuta di Gesù «in una carne simile a quella del peccato».Bart Ehrman, op. cit., pp. 124-5.
In tal modo Gesù avrebbe potuto liberamente assumere un aspetto polimorfico, mostrandosi cioè in una molteplicità di forme, in particolare attraverso quelle simboleggianti le tre età della vita: come bambino, come adulto, comprendente anche la figura di donna, e infine come anziano, secondo un modello trinitario corrispondente a Padre, Madre e Figlio.Cfr. in particolare il Libro segreto di Giovanni, Aa.Vv., Testi gnostici, pag. 104, a cura di Luigi Moraldi, Novara, Utet, 2013, ISBN 978-8841892978.
La maggior parte degli gnostici tuttavia, tra cui Apelle, poteva aderire alla posizione teologica conosciuta come «separazionismo», meglio rispondente alla loro visione fortemente dualistica, secondo cui Gesù, pur disponendo di un corpo di carne, non avrebbe patito i dolori subiti da questo perché nettamente separato dal suo spirito.
Distinzione tra Gesù e Cristo La separazione tra lo spirito e la carne è da ricondurre alla distinzione, operata da alcuni sistemi gnostici come quello valentiniano, tra l'uomo Gesù e il Cristo divino: quest'ultimo si sarebbe unito al Gesù carnale solo al momento del battesimo nel Giordano, e lo avrebbe abbandonato poco prima della passione cominciata nel Getsemani.
Nel testo Protennoia trimorfica («Le tre forme del Primo Pensiero») si afferma che a partire dal battesimo un potere divino «rivestì Gesù» come un abito,John D. Turner, Three Forms of First Thought, in The Nag Hammadi Scriptures, a cura di Marvin Meyer, HarperOne, 2008, pag. 735. mentre nel Secondo trattato del grande Set Cristo dice: «mi avvicinai a una dimora fisica, sfrattai l'occupante precedente e vi entrai».Marvin Meyer, The Second Discourse of Great Seth, in The Nag Hammadi Scriptures, op. cit., pag. 478.
Proprio il battesimo, che giustamente per gli gnostici segnava l'inizio dell'attività pubblica di Gesù, era quindi considerato il vero evento della venuta di Cristo sulla Terra, cioè il suo Natale, che anche dai primi cristiani veniva festeggiato nei primi di gennaio (il 6 del mese) come sua «Epifania». La data della discesa o incarnazione del Logos, commemorata in particolare dalla comunità gnostica dei basilidiani, verrà poi invece indentificata dal cristianesimo ufficiale con quella dell'adorazione dei Magi al bambino Gesù.
Anche al momento della crocifissione, il grido di Gesù, prorompente nel celebre lamento «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?», veniva interpretato come l'abbandono dello spirito cristico dall'uomo carnale rimasto a subire le sofferenze della materia.
Analogamente, in testi come la Lettera di Pietro a Filippo si afferma che il Salvatore «ha sofferto per noi», ma anche che Cristo «è estraneo a questa sofferenza».Marvin Meyer, The Letter of Peter to Philip, in The Nag Hammadi Scriptures, op. cit., pp. 592-3.
Altri gnostici ritenevano che a subire la crocifissione non fosse statò Gesù ma Simone di Cirene, a cui Cristo avrebbe dato le proprie sembianze.Serge Hutin, Lo Gnosticismo: culti, riti, misteri, pag. 56, appendice di Ezio Albrile, trad. it. di Pasquale Faccia, a cura di Gianfranco de Turris, collana Orizzonti dello Spirito fondata da Julius Evola, Roma, Mediterranee, 2007 ISBN 978-88-272-1868-6. Altri ancora pensavano che il corpo materiale di Gesù anziché risorgere fosse rimasto a marcire nella tomba, e solo lo spirito di Cristo fosse sopravvissuto.Bart Ehrman, How Jesus Became God: The Exaltation of a Jewish Preacher from Galilee, HarperOne, 2014.
Una resurrezione non carnale Nel complesso, mentre la concezione cristiana più ortodossa riconduceva il problema del male a scelte moralistiche individuali, gli gnostici erano piuttosto portatori di una visione cosmica di esso, di fronte al quale l'umanità appariva sostanzialmente innocente, sicché il sacrificio di Cristo avrebbe dovuto comportare per loro il superamento della Natura stessa, anziché una sua semplice redenzione.Elaine Pagels, The Gnostic Gospels, Vintage Books, 1989, pp. 146-147. In tal senso nel Vangelo di Filippo si affermava che il Cristo era venuto «a crocifiggere il mondo».Madeleine Scopello, The Gospel of Philip, in The Nag Hammadi Scriptures, op. cit., pag. 170.
Ne conseguiva un approccio alla salvezza riguardante esclusivamente lo spirito e indipendente dal corpo, condannato alla dissoluzione,Aa.Vv., Testi gnostici, pag. 22, introduzione, a cura di Luigi Moraldi, op. cit. del quale, invece, agli avversari degli gnostici premeva sottolineare la possibilità di resuscitare e dimorare fisicamente presso Dio.
Al contrario gli gnostici davano maggior valore alla conoscenza interiore (gnosis) trasmessa da Gesù, piuttosto che alla sua crocifissione e conseguente resurrezione carnale; coloro che esaltavano quest'ultima davano loro l'impressione di «proclamare la dottrina di un uomo morto» (Secondo Trattato del Grande Seth).Marvin Meyer, The Second Discourse of Great Seth, in The Nag Hammadi Scriptures, op. cit., pag. 482.
Gli insegnamenti segreti Nei vangeli gnostici quali il Vangelo di Tommaso, il Vangelo di Maria ecc., Gesù impartisce a una cerchia ristretta di iniziati vari insegnamenti esoterici riservati, trasmessi nel periodo tra la resurrezione e l'ascensione, periodo considerato dagli gnostici ben più esteso dei canonici quaranta giorni. Essi sono focalizzati sulla conoscenza di sé e dell'origine divina dell'anima, per far fronte alle insidie che questa era destinata a incontrare dopo la morte.
Gli adepti a cui Gesù in genere si rivolge dovevano mostrarsene degni, e venivano scelti perciò tra gli appartenenti alla tipologia di umani denominati nello gnosticismo «psichici», ossia quelli intermedi tra gli «pneumatici», già rivolti allo spirito, e gli «ilici» o materialisti, a cui invece i suoi insegnamenti sarebbero risultati incomprensibili.
Oltre all'aspetto teorico e dottrinale, tale nucleo segreto concerneva più che altro rituali pratici, sacramenti e formule di potere, in grado di aprire realmente un varco alle dimensioni superiori per le anime che ne avevano bisogno; nelle cerimonie eucaristiche gnostiche spesso venivano utilizzate icone e immagini dall'alto valore simbolico, anche provenienti da culti misterici pagani, in cui Gesù poteva essere rappresentato accanto ai grandi filosofi dell'antichità. Prese piede così una tradizione esoterica cristiana che in rari casi assumerà le vesti di una nuova religione indipendente.S. Hutin, Lo gnosticismo, pp. 59-62, op. cit.
Testi di riferimento
Le principali fonti della visione gnostica su Gesù sono i vangeli apocrifi, molti dei quali ritrovati nel 1945 a Nag Hammadi, come: Il Libro segreto di Giovanni, contenente una rivelazione privilegiata di Gesù all'apostolo Giovanni.Pistis Sophia, secondo cui Gesù risorto sarebbe rimasto con i discepoli per 11 anni dopo la resurrezione per rivelare loro i «misteri della luce», riconoscendo una particolare autorità alle donne. Il Vangelo di Filippo, più che narrare la vita di Gesù, è un'antologia di riflessioni teologiche, aforismi e commentari; celebre per la descrizione di Maria Maddalena come compagna del Signore, che la amava più di tutti i discepoli. Il Vangelo di Giuda, dove l'apostolo Giuda viene presentato non come traditore ma anzi l'unico in grado di comprendere l'autentica missione di Gesù. Il Vangelo di Tommaso, raccolta di detti di Gesù che richiama alcuni passi dei vangeli canonici, coi quali avrebbe cercato di armonizzarli.Stephen J. Patterson, The Gospel of Thomas and Jesus, Polebridge Press, 1993.
Note
Bibliografia Serge Hutin, Lo Gnosticismo: culti, riti, misteri, appendice di Ezio Albrile, trad. it. di Pasquale Faccia, a cura di Gianfranco de Turris, collana Orizzonti dello Spirito fondata da Julius Evola, Roma, Mediterranee, 2007 ISBN 978-88-272-1868-6.
Paolo Riberi, Il serpente e la croce. Duemila anni di gnosi: dai vangeli apocrifi ai catari, da Faust ai supereroi, prefazione di Domenico Devoti, Lindau, collana I Leoni, 2021 ISBN 978-8833536125. Bart Ehrman, Lost Christianities: The Battles for Scripture and the Faiths We Never Knew, Oxford University Press, 2003 ISBN 978-0195182491. Aa.Vv., The Nag Hammadi Scriptures, a cura di Marvin Meyer, HarperOne, 2009 ISBN 978-0061626005. Nicola Denzey Lewis, Introduction to "Gnosticism": Ancient Voices, Christian Worlds'', Oxford University Press, 2013 ISBN 978-0199755318.
Voci correlate Cristo e Gesù Dottrina gnostica Esoterismo cristiano Gnosticismo cristiano Teosofia cristiana Vangeli gnostici
Collegamenti esterni
Categoria:Cristologia Categoria:Gesù Categoria:Gnosticismo