San Pietro ai Due Frati è una baia situata lungo la costa di Posillipo, a Napoli, caratterizzata dalla presenza di due scogli noti come i Due Frati.

Storia Il toponimo San Pietro ai Due Frati di questa località deriverebbe dalla presenza una cappellina in riva al mare dedicata all’Apostolo San Pietro come attestato da un contratto del 1575, mentre il nome due frati deriva dalla presenza dei due scogli nelle baia, San Pietro e San Paolo, anche se il secondo è ormai sommerso a causa di una mareggiata.

Il tratto di costa costituiva il confine marittimo di un’ampia masseria che, delimitata dallo strapiombo dell’attuale villa Cottrau ed il canalone, risaliva la collina fino al casale di Villanova. La proprietà apparteneva al convento di Santa Brigida, grancia del monastero dei Santi Pietro e Sebastiano.

La prima menzione documentaria dell’area risale al 1564, quando l’amministratore dell’Ordine, frate Teofile da Aversa, concesse in enfiteusi a Giovanni Tommaso Sorrentino un appezzamento di terreno situato «in pede Montanae Pausilipi», indicato come luogo comunemente detto Pietro et dui frati.. Poco tempo dopo, il medesimo monastero concesse ai fratelli Angelo e Francesco Fazaro e a Mariano de Ferrante un sito con cappella denominato San Pietro ai Due Frati. L’ubicazione precisa della cappella non è tuttavia nota con certezza.

Nell'incisione di Alessandro Baratta del 1629, la cala, contrassegnata dalla lettera I, appare cinta da un alto muraglione sul quale si imposta una costruzione a un piano su uno zoccolo di tufo, in posizione analoga a quella della fabbrica semidiruta tuttora esistente. Sul terrapieno soprastante sono raffigurati altri due edifici: uno di dimensioni minori, in asse con quello a mare, identificabile con il cosiddetto casino del Leone nella mappa del duca di Noja e ipoteticamente riconducibile alla cappella scomparsa; l’altro, di maggiori dimensioni e accessibile dall’antica scalinata di San Pietro ai Due Frati, divenne nell’Ottocento casa Amato e successivamente villa Rossi.

Le vicende dei terreni sovrastanti l’insenatura, fino alla metà del XVIII secolo, risultano comuni a quelle della proprietà confinante e del grande edificio a mare che chiude la cala a occidente, indicato da Baratta come palazzo del duca di Nocera e da Bulifon come palazzo del duca dell’Aquila, oggi noto come Villa Tafone.

La scalinata La baia è raggiungibile attraverso l'omonima discesa San Pietro ai Due Frati, una scalinata pubblica che collega via Posillipo direttamente al mare. La discesa è una strada comunale a tutti gli effetti, con tanto di lapide toponomastica e numeri civici e costituisce l’accesso a villa Rossi, Villa Tafone e a diverse abitazioni private.

La scalinata è composta da 179 gradini ed in passato terminava con una terrazzina sul mare pavimentata in basolato. In seguito alle mareggiate, gli ultimi gradini sono stati in parte divelti, riportando alla luce i gradini sottostanti e il banco tufaceo naturale. La discesa San Pietro ai Due Frati rappresenta l’ultimo tratto di una gradinata più ampia, oggi chiamata salita Villanova e meglio nota come ’o Canalone. Tale nome deriva dalla sua conformazione a tratti scavata nel tufo e della funzione di pluviale che svolge naturalmente. Partendo da via Posillipo, la scalinata lambisce il convento dei Gesuiti, viene scavalcata da via Petrarca, giunge all’incrocio tra via Villanova e via del Marzano e si prolunga su via Manzoni lungo via San Paolo a Villanova.

Storicamente, la gradonata costituiva una delle principali vie di collegamento tra l’antico casale di Villanova e il mare e rappresenta tutt'oggi una delle poche connessioni rapide ed accessibili tra la parte alta e quella bassa di Posillipo.

Prima della realizzazione della strada costiera nell’Ottocento (via Posillipo), le vie di comunicazione dei villaggi collinari erano costituite solo da sentieri, scalinate o via mare. Tra i pochi approdi presenti lungo questo tratto di costa figuravano lo sbarcatoio del capo di Posillipo, collegato alla collina attraverso la Cupa Angara, e quello di San Pietro ai Due Frati, raggiungibile tramite l’omonima scalinata ed il canalone.

Note

Bibliografia Domenico Viggiani, I tempi di Posillipo. Dalle ville romane ai casini di delizia, Electa, 1989, ISBN 8843529641 Bruno Brillante, Le marine napoletane. Luoghi, storia e immagini, Intra Moenia, 2017, ISBN 9788874212057 Renato De Fusco e Emma La Bruna, Posillipo oggi, CLEAN, 2020, ISBN 9788884977830.

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