Biografia Secondo le conoscenze attuali, Jollain appartiene a una famiglia di artisti che comprende il pittore del re Nicolas-René Jollain, detto il Vecchio, a cui è attribuito un famoso ritratto di re Luigi XIV. La sua famiglia comprende, tra gli altri, Pierre Jollain (fl. 1720-1762), anch'egli pittore, nonché una dinastia di disegnatori e incisori. Nicolas-René Jollain entrò nellatelier di Jean-Baptiste-Marie Pierre, a cui rimase molto legato.
Secondo al Prix de Rome nel 1754, dietro Jean-Pierre Chardin, figlio del pittore Jean Siméon Chardin, Jollain fu ammesso all'Accademia nel 1765 e accolto nel 1773 con Le Charitable Samaritain (Parigi, chiesa di Saint-Nicolas du Chardonnet) come opera di ammissione.
Jollain rimane uno specialista della grande pittura storica: partecipa a diversi grandi progetti decorativi, tra cui quelli del castello di Bellevue e del Petit Trianon, per i quali realizza diverse tele (soprapporte, 1769), ed è presente al Salon dal 1767.
Per il Salone del 1781, l'artista inviò due grandi dipinti ovali realizzati per la cappella della Santissima Trinità di Fontainebleau, in particolare L'umanità ferma la furia del demone della guerra e diversi dipinti di piccole dimensioni. Echeggiante le idee illuministe, l'allegoria di Jollain fu accolta con favore dalla critica. D'un formato insolito, quasi quadrato, il dipinto contrappone il corpo muscoloso del demone alla delicatezza dell'Umanità raffigurata sotto le sembianze di una giovane madre che protegge i suoi figli.
Tra il 1776 e il 1781 risiede in rue du Champ-Fleuri, ma dopo la Rivoluzione francese, l'artista cade quasi nell'oblio. Tuttavia, nel 1789, viene menzionato negli archivi dell'Accademia come "guardiano del Museo" [del Louvre], dove effettivamente risiede. Una commissione costituita dopo il decreto del 10 agosto 1792 con lo scopo di preparare e dirigere la creazione del museo centrale delle Arti riunisce, oltre a Jollain, definito "guardiano dei quadri del re", Jean-Baptiste Regnault, François-André Vincent, il geometra Charles Bossut e due miniaturisti, Pasquier e Jean Cossard.
Un dipinto presentato al Salon del 1791 e conservato al Musée du Nouveau Monde, mostra l'interesse dell'artista per il romanzo Paolo e Virginia, pubblicato nel 1787 da Bernardin de Saint-Pierre.
Tra i suoi allievi figurano, tra gli altri, l'incisore Jean-Baptiste-Louis Cazin, René Louis Maurice Béguyer de Chancourtois (1757-1817), Jean-Frédéric Schall e Anne-Louis Girodet.
Opere
Note
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