Il tiranno (Tyrant of Rome) è un romanzo storico di Simon Scarrow ambientato nel 62 d.C., pubblicato in Italia nel gennaio del 2026 dalla casa editrice Newton Compton.
È il ventiquattresimo romanzo della Eagles of the Empire Series con protagonisti Macrone e Catone.
Trama È il 62 d.C., nono anno di regno dell'Imperatore Nerone. Roma sta precipitando nel caos e le cospirazioni sono all'ordine del giorno; per riprendere il controllo delle masse, tra cui serpeggiano rivolte e malcontento, Nerone decide di richiedere l'aiuto del prefetto Catone.
Catone mentre trascorre spensierato le giornate con la moglie ClaudiaCatone e Claudia si sono sposati poco dopo essere rientrati dalla Britannia. ed il figlio Lucio, con cui si sfida al gioco dei briganti, nella sua villaLa villa ed altre proprietà sono state ereditate da Catone dal defunto suocero, il senatore Sempronio fuori Roma, viene raggiunto dal senatore Vespasiano. Questi lo mette sull'avviso di possibili congiure contro l'imperatore e lo invita a presentarsi al palazzo imperiale, visto che da due mesi è rientrato dalla Britannia<ref>Catone rientra dalla Britannia al termine del romanzo La rivincita di Roma</ref> ma non ha ancora segnalato la sua disponibilità. Catone si reca quindi a colloquio da Nerone, che lo accoglie benevolmente e lo invita ad un banchetto in suo onore vista la sua ultima impresa con la vittoria su BoudiccaGli eventi della rivolta di Boudicca e della sua repressione sono narrati nei romanzi consecutivi Nel nome di Roma, Rivolta per l'impero e La rivincita di Roma. Durante il banchetto Nerone si fa raccontare i dettagli della campagna in Britannia svolta da Catone e, lasciando sbigottito sia lui che altri pretendenti, lo nomina prefetto delle coorti urbane, con il compito di riportare l'ordine in città. Al termine del banchetto Nerone comunica che Tigellino verrà promosso dalle coorti urbane a prefetto della Guardia Pretoriana, in affiancamento del malato Sesto Afranio Burro, ed infine annuncia il suo divorzio da Ottavia e l'imminente matrimonio con Poppea Sabina che è incinta. Catone assume quindi il comando delle coorti urbane e comincia a ripristinare ordine e disciplina tra i suoi uomini. Come prima azione promuove il centurione Lemulo a tribuno e licenzia il tribuno Gaio Albino Feroce, poi per avere un aiuto nella gestione della coorte urbana offre a Macrone il ruolo di prefetto dell'accampamento, per addestrare al meglio gli uomini, e lui accetta orgoglioso di ritornare al servizio attivo.
Frattanto Catone viene convocato da Nerone a causa delle lamentele giunte attraverso Tigellino sulla sua nuova gestione della coorte. Ma Nerone mostra nuovamente ammirazione per Catone tanto da metterlo al corrente dei suoi piani contro i Parti e del progetto di un nuovo palazzo imperiale. Catone nel colloquio consiglia Nerone di chiamare il nuovo palazzo Domus aurea e di posizionare una statua colossale all'ingresso raffigurante l'imperatore. Tutti consigli graditissimi e che Nerone fa subito suoi.
Catone viene invitato ad una cena da Vespasiano che gli presenta il suo figlio maggiore Tito ed il minore Domiziano oltre agli altri presenti tra cui i senatori Seneca e Calpurnio Pisone, il poeta Lucano, il tribuno della Guardia Pretoriana Rufrio Gallo e Ottavia l'ormai ex moglie di Nerone. Tutti i presenti si manifestano solidali nel tentare di organizzare un colpo di Stato ai danni di Nerone. Chiedono a Catone di aderire alle loro trame ma questi rifiuta non credendo nella fattibilità del loro progetto.
Pochi giorni dopo Catone e Macrone, uscendo dalla porta Trigemina, portano alcune centurie in addestramento lungo la strada per Ostia. Giunti a metà percorso scoppia un violento temporale e poco dopo vengono raggiunti da Nerone con la sua scorta che gli ordina di seguirlo ad Ostia in quanto molte navi, colpite dalla tempesta, sono naufragate tra cui quelle appartenenti alla flotta del grano proveniente dalla Sicilia. Giunti a Ostia si accorgono che il disastro è enorme e Catone e Macrone aiutano l'imperatore a salvare alcuni superstiti sugli scogli.
Terminata la tempesta Nerone si complimenta con Catone ed i suoi uomini e gli dà l'onore di scortarlo a Roma. Giunti in città si accorgono che è scoppiato un enorme incendio nei pressi del Foro Boario e Catone con i suoi uomini si unisce ai pretoriani per tentare di arginare le fiamme. Macrone mentre tenta di salvare un cucciolo di cane, in balia delle fiamme all'ultimo piano di una palazzina, salta con questi nel fiume per porsi in salvo mentre Catone lo crede morto sotto le macerie del fabbricato.
Nerone decide, anche su consiglio di Catone, di non informare la popolazione che a causa della tempesta e dell'incendio sono andate perdute tutte le riserve di grano. Nel frattempo si richiederanno rifornimenti a tutte le città raggiungibili e si organizzeranno dei giochi gladiatori e delle esecuzione nel Circo Massimo per intrattenere i cittadini. Frattanto Catone scopre con sollevazione che Macrone è sopravvissuto ed ha adottato il cucciolo di cane affidandolo alle cure della figlia BardeaMacrone viene a conoscenza che Bardea, la figlia della regina Boudicca, è sua figlia nel romanzo Rivolta per l'impero. Verso la fine del romanzo successivo La rivincita di Roma Macrone, dopo il suicidio di Boudicca, salva Bardea e la porta con sé adottandola.
Mentre la situazione a Roma si sta tranquillizzando, con l'arrivo continuo di scorte di grano dalle altre città, Nerone ufficializza il divorzio da Ottavia e prima l'accusa di adulterio compiuto con Euceno, un suonatore di flauto della corte imperiale, per poi imprigionarla e poi farla condurre in esilio sull'isola di PandateriaL'odierna isola di Ventotene nel Lazio.. Diffusasi la notizia migliaia di cittadini cominciano a manifestare il loro dissenso verso l'imperatore e la sua nuova compagna fino ad arrivare a circondare gli ingressi ai palazzi imperiali e minacciare di assaltarli. Nerone chiede nuovamente aiuto a Catone che porta tutti i suoi uomini delle coorti urbane all'interno del palazzo imperiale e si coordina con Tigellino per difenderlo dagli assalitori. Frattanto Macrone, su consiglio di Catone, prova a trasferire Petronella e Bardea fuori città, ma giunto con loro presso la porta Collina la trova sbarrata e viene a sapere che il tribuno dei pretoriani Rufrio Gallo ha dato ordine di non far entrare ed uscire nessuno, non solo da quella porta ma da tutte quelle della città. Contemporaneamente anche Catone viene a sapere da Nerone che Burro non sta rispondendo alla sua richiesta di inviare i pretoriani a difenderlo e che gli stessi pretoriani hanno isolato la città non permettendo ad eventuali rinforzi di giungere dall'esterno. Sia Nerone che Catone cominciano a temere che sia in atto una congiura per sfruttare i rivoltosi ed effettuare un colpo di Stato.
Catone e Macrone riescono ad organizzare la difesa del perimetro dei palazzi imperiali per diverse ore. Dopo l'ennesimo tentativo degli insorti respinto da parte degli uomini delle coorti urbane, ecco sopraggiungere circa cinquecento uomini, tutti armati, capeggiati da Bullo, il capo della banda delle Lame di Bronzo. Questi dopo aver aizzato la folla danno l'assalto al palazzo impegnando gli uomini di Catone a tal punto che il prefetto si vede costretto ad ordinare la ritirata, facendo asserragliare tutti i suoi uomini nelle stanze della residenza imperiale ed in particolare nella grande sala delle udienze. Utilizzando i troni di oro massiccio di Nerone per sprangare le porte, gli uomini di Catone riescono a resistere fin quando Bullo decide di dare tutto alle fiamme per stanarli. Proprio quando le porte stanno per cedere avvolte dalle fiamme ecco sopraggiungere i pretoriani, guidati da Tigellino, che iniziano a fare strage di tutti i rivoltosi salvando Catone e Macrone con i loro uomini e la famiglia imperiale. Sedata la rivolta, Nerone nomina Tigellino prefetto dei pretoriani, in sostituzione di Burro che è morto assieme a molti dei congiurati.
Per placare definitivamente il popolo Nerone affida a Catone e Macrone, scortati da un gruppo di pretoriani, di recarsi a Pandateria per far rientrare Ottavia dall'esilio. Giunti però sull'isola scoprono che il centurione Macrino, che aveva il compito di vigilare Ottavia, ha ucciso l'ex moglie di Nerone su ordine di Poppea. Catone uccide Macrino e riporta il corpo di Ottavia a Nerone che, su consiglio di Poppea, per non aizzare nuovamente le folle decide di far passare la morte come suicidio.
Sia per evitare loro il pericoloso clima creatosi a Roma che per allontanarli, in quanto unici testimoni della reale causa della morte di Ottavia, Nerone ordina a Tigellino di organizzare il trasferimento di Catone e Macrone al confine orientale per rendersi utili nelle imminenti campagne contro i Parti.
Personaggi
Lucio Cornelio Macrone: Centurione veterano. Quinto Licinio Catone: Prefetto dell'esercito romano. Nerone: Imperatore Romano dal 54 d.C. Licinia Petronella: Moglie di Macrone. Bardea: Figlia di Macrone e della defunta regina degli Iceni Boudicca. Boudicca: Defunta regina degli Iceni, madre di Bardea. Pezio Secondo: Senatore assassinato da un suo schiavo. Lucio Licinio: Figlio di Catone e della defunta Giulia, che da poco ha compiuto dodici anni. Claudia Atte: Moglie del prefetto Catone ed ex concubina di Nerone. Trebonio: Servo del prefetto Catone. Vespasiano: Senatore, ex Legato della Seconda Legione. Gaio Ofonio Tigellino: Comandante delle coorti urbane, promosso a prefetto della Guardia Pretoriana. Sesto Afranio Burro: Comandante della Guardia Pretoriana. Claudia Ottavia: Prima moglie di Nerone. Poppea Sabina: Amante e poi seconda moglie di Nerone. Otone: Ex marito di Poppea Sabina, amico di Nerone. Tito Orangeno: Proprietario di numerosi immobili a Roma. Lucio Anneo Seneca: Senatore, mentore di Nerone. Tauro: Servo di Macrone, ex gladiatore. Pallodoro: Addetto ai banchetti del palazzo reale. Gaio Albanio Feroce: Secondo in comando delle coorti urbane. Brocco: Centurione delle coorti urbane. Vibio Fulvio: Segretario delle coorti urbane. Aulo Lemulo: Centurione della Prima Centuria della Prima Coorte urbana. Marcello: Tribuno della Seconda Coorte urbana.
Pantella: Tribuno della Seconda Coorte urbana. Macrino: Centurione anziano della Seconda Coorte urbana. Severo: Architetto. Celere: Architetto. Vologase: Re della Partia. Gneo Domizio Corbulone: Comandante dell'esercito della parte orientale dell'Impero. Columnella: Figlia del porcaro. Nuova compagna di Trebonio. Tito: Figlio maggiore di Vespasiano. Domiziano: Figlio minore di Vespasiano. Agrippina: Defunta madre di Nerone. Calpurnio Pisone: Senatore e aristocratico amico di Vespasiano. Lucano: Poeta, nipote del senatore Seneca. Gordio: Servo di Vespasiano. Rufrio Gallo: Tribuno della Guardia Pretoriana. Publio Nerva: Amico di Vespasiano. Casca: figlio dell'oste che accoglie Macrone dopo che è stato trascinato dalla corrente del Tevere. Flaminio: Cucciolo di cane salvato da Macrone. Gaio Sertorio: Amico del senatore Seneca. Urso: Figlio del capo della banda delle Lame di Bronzo. Bullo: Capo della banda delle Lame di Bronzo. Camilla: Moglie di Bullo, il capo della banda delle Lame di Bronzo. Aniceto: Comandante della flotta di Misenum. Lucio Cesennio Peto: Generale dell'esercito romano impegnato nelle campagne in Armenia. Costretto alla resa dai Parti dopo la battaglia di Rhandeia. Euceno: Suonatore di flauto del palazzo imperiale. Apullio: Liberto imperiale, avventore della taverna I fratelli felici. Helos: Giovane servo di Macrone.
Ambientazione AnnoEtà MacroneEtà CatoneAmbientazione62 d.C.54 anni37 anni
Edizioni
Analisi