I Franchi furono uno dei numerosi popoli germanici occidentali che entrarono nel tardo Impero romano come federati e stabilirono un reame duraturo in Gallia, alla quale cambiarono il nome in Francia, cioè terra dei Franchi, e in parte della Germania.
Il regno dei Franchi fu sottoposto a varie partizioni e ripartizioni, in quanto essi dividevano le loro proprietà tra i figli e, senza un ampio concetto di res publica, concepivano il regno come una forma estesa della proprietà privata. Questa pratica spiega, in parte, le difficoltà nel descrivere con precisione le date, i confini fisici dei diversi regni franchi e chi ne governava le varie parti. La contrazione dell'alfabetizzazione durante il dominio dei Franchi pone inoltre un altro problema: essi produssero pochi documenti scritti. Il noto critico d'arte austriaco Julius von Schlosser riteneva tuttavia che i Franchi fossero «il popolo di origine germanica più intellettualmente dotato»Julius von Schlosser, L'arte nel medioevo, Torino, Einaudi Editore, 1961 e 1989 (tit. originale: Die Kunst des Mittelalters trad. di Carlo Sgorlon), p. 32, ISBN 88-06-11540-5.
Due dinastie regnanti si succedettero alla guida dello Stato franco: i Merovingi e i Carolingi.
Etnonimo Si possono formulare due ipotesi sull'etnonimo Franchi, che deriverebbe o da un sostantivo germanico *franka ‘giavellotto’ (ad es. ingl. ant. franca, norreno frakka, -i)S. v. «frank», Barnhart Dictionary of Etymology, a cura di Robert K. Barnhart, H. W. Wilson, New York, 1988, p. 406. o da un aggettivo *frakaz ‘coraggioso’ (ad es. oland. med. vrac, ingl. ant. frǣc, norr. frakkr).. Un'altra possibilità è che venga dal termine wrank, 'errante'. In seguito nel VI secolo, la definizione di Franchi venne ricondotta al germanico frank ‘libero’.. La libertà non si applicava alle donne o alla popolazione di schiavi che si spostava assieme ai Franchi liberi. Inizialmente, all'interno dei Franchi, esistevano due suddivisioni principali:
Franchi Sali (così chiamati perché abitavano la regione prossima alla riva del fiume Isala, oggi IJssel, che attraversa i Paesi Bassi; molto più probabilmente il nome deriva da sal, mare salato, in quanto originariamente i Franchi erano stanziati sulle rive del mare del Nord, nei pressi del basso Reno.. Franchi Ripuari, nome il cui secondo elemento significa ‘rivierasco’ (ad es. oland. rijp ‘riva’, ted. med. rīf ‘riva’, norr. ríp(r) ‘falesia’), stanziati lungo il corso del Reno, grosso modo tra le città di Treviri e Colonia. Nel IX secolo, se non prima, questa divisione era divenuta in pratica inesistente, ma continuò per un certo tempo ad avere implicazioni per il sistema legale in base al quale una persona poteva essere giudicata.
Storia Origini Anche se il primo periodo dei Franchi appare oscuro, essi si originarono, tra la fine del II e gli inizi del III secolo, dalla fusione di popoli come Catti, Cauci, Bructeri, Camavi e Sigambri, tutti Istaevones, uno dei tre gruppi nei quali lo storico romano, Tacito, nella sua Germania, ripartisce i Germani occidentali. Ad essi si unirono anche altri Germani occidentali, quali nuclei di Sassoni e di Bavari; l'insieme così costituito si stanziò lungo il corso del RenoVillar, cit., p. 440. e da qui presero il via le loro incursioni contro il territorio imperiale.
I Franchi - inizialmente una piccola tribù stanziata nell'area del Reno-Weser - divennero presto una confederazione di tribù. L'elemento "franco" originario si fuse con apporti di diversa origine, anche se principalmente sempre a partire dai Germani occidentali stanziati in quell'area; tra i popoli che entrarono a far parte della confederazione dei Franchi ci furono sia gli Istaevones, sia gli Ingaevones (come nuclei di Sassoni), sia gli Herminones, come contingenti di Bavari.Francisco Villar, Gli Indoeuropei e le origini dell'Europa, Il Mulino, Bologna 1997, p. 440.
Secondo il cronista del VII secolo Fredegario, i Franchi discendevano dai troiani.Dopo Priamo ebbero un re di nome Friga. Molto dopo si divisero, una parte emigrò e prese il nome di Macedoni, mentre l'altra parte, che era rimasta in Frigia, ne venne cacciata e vagò a lungo, sino a che si scelsero un capo di nome Francione, da cui il nome di Franchi. Francione dall'Asia passò in Europa dove si stabilì tra il Reno, il Danubio e il mare del Nord. La sede originaria della tribù germanica dei Franchi fu l'area Baltica; in seguito si stabilirono nei territori del Reno-Weser.
Gli studiosi moderni del periodo delle migrazioni hanno suggerito che le genti franche siano emerse dall'unificazione di diversi piccoli gruppi germanici precedenti, che abitavano la valle del Reno e le terre immediatamente ad est: uno sviluppo sociale, forse legato al crescente disordine e alle sollevazioni che avvennero nell'area come risultato della guerra tra Roma ed i Marcomanni, che iniziò nel 166, ed i successivi conflitti della fine del II e del III secolo. Da parte sua, Gregorio sostiene che i Franchi vivevano originariamente in Pannonia ma più tardi si stabilirono sulle sponde del Reno, in una regione a nordest dei moderni Paesi Bassi - ovvero a nord del confine romano - che porta il nome di Salland, e potrebbe averlo ricevuto dai Franchi Sali.
La federazione dei Franchi nel III secolo
Sappiamo che questa federazione compare per la prima volta nella Storia dopo la metà del III secolo, quando venne menzionata nella Historia Augusta. Si divisero in due sotto-federazioni: i Franchi Sali posizionati lungo la costa degli attuali Paesi Bassi a nord del Reno ed i Franchi Ripuari, più a sud ad est del grande fiume che divideva il Barbaricum dall'Impero romano.
Nel corso del III secolo attaccarono il Limes e penetrarono in Gallia in numerose occasioni: sono menzionati per la prima volta nel 254 quando furono fermati, insieme agli Alemanni, nel corso di un loro tentativo di sfondamento del limes romano, dal giovane cesare Gallieno, il quale si meritò per questi successi l'appellativo di restitutor Galliarum e di Germanicus maximus.; ; ; ; ; ; MiliariHispanico 562.
Una nuova invasione avvenne nel 257 quando sfondarono il fronte renano della Germania inferiore e penetrarono fino a Mogontiacum, dove furono fermati dall'accorrente legio VI Gallicana, di cui era tribuno militare il futuro imperatore, Aureliano.Historia Augusta - Aureliano, 7.1-2; Julio Rodriguez Gonzalez, Historia de las legiones Romanas, Madrid 2003, vol. II, pp. 485-486. Lo stesso Gallieno, lasciato l'Illirico a marce forzate accorse in Occidente, riuscendo a battere le orde franche, probabilmente nei pressi di Colonia e comunque dopo aver ripulito l'intera sponda sinistra del Reno dalle orde dei barbari.Southern, p.216; Watson, p.33.
Ancora i Franchi nel 258, compirono una nuova incursione, incuneandosi nei territori imperiali di fronte a Colonia, per poi spingersi fino in Spagna (saccheggiando TarragonaEutropio, Breviarium ab urbe condita, 9, 8.), fino a GibilterraWatson, p.34. e raggiungere le coste della Mauretania romana.Aurelio Vittore, De Caesaribus, 33.3; Mazzarino, p. 526; Watson, p.34 parla di Tarragona e Gibilterra.
Una nuova invasione avvenne nel 260 quando alcune orde riuscirono ad impadronirsi della fortezza legionaria di Castra Vetera, assediarono Colonia, risparmiando invece Augusta Treverorum. Altri si riversarono lungo le coste della Gallia, devastando alcuni villaggi fino alle foci dei fiumi Senna e Somme.Southern, p.217.
L'anno seguente una nuova loro incursione fu fermata dalle armate di Postumo.Grant, p. 235. Per questi successi, egli assunse l'appellativo di Restitutor Galliarum, ovvero di restauratore della Gallia, decidendo, inoltre, di assoldare tra le file del suo esercito, bande di soldati Franchi appena sconfitti, per farli combattere contro i loro stessi "fratelli", come testimonierebbe lo stesso Aurelio Vittore.Aurelio Vittore, De Caesaribus, 33.8.
Con la morte di Aureliano una nuova ed imponente invasione di Franchi ed Alemanni devastò l'intera Gallia nel 275-276. Si racconta che i barbari, percorrendo la valle del fiume Mosella, dilagarono nella zona dell'attuale Alsazia. Oltre settanta città caddero nelle loro mani. E solo quelle poche dotate di mura, come Treviri, Colonia e Tolosa, scamparono alla devastazione ed al saccheggio.Historia Augusta, Probo, 13.5. Fu solo grazie all'intervento dell'imperatore romano Marco Aurelio Probo che l'intera Gallia fu ripulita dalle orde di barbari che per quasi tre anni avevano messo in difficoltà una delle regioni imperiali più ricche.Zosimo, Storia nuova, I, 68.1. Si racconta che attorno al 278 un gruppo di Franchi, che erano stati stanziati nel Ponto come prigionieri di guerra, si ribellarono e impadronitisi di alcune navi, compirono incursioni e devastazioni in Acaia, Asia Minore, Africa settentrionale fino alla città di Siracusa, che occuparono, per poi fare ritorno in patria incolumi.Zosimo, I, 71.2; Mazzarino, pp. 584-585.
Nel 286 l'allora prefetto della flotta del canale de La Manica, il futuro usurpatore Carausio, che aveva come sede principale della flotta la città di Gesoriacum, riuscì a respingere gli attacchi dei pirati Franchi e Sassoni lungo le coste della Britannia e della Gallia Belgica.Eutropio, Breviarium ab urbe condita, 9, 21; Grant, p. 279.
Un nuovo successo sulle tribù germaniche è confermato dalla IV (quarta) acclamazione ricevuta da Diocleziano di Germanicus maximus,; ; Scarre, p. 197. per i successi ottenuti da Massimiano sui Franchi nel 288. Quest'ultimo era riuscito a catturarne il re dei Franchi Sali, un certo Gennobaude, ed a ottenere la restituzione di tutti i prigionieri romani. Egli ne aveva, infine, stanziati alcuni nei territori circostanti Treveri e Bavai.Gregorio di Tours, Storia dei Franchi, libro II Grégoire de Tour : Histoire des Francs : livre II); Southern, p. 218.
Nel 297 Costanzo Cloro ripopolò il territorio, una volta dei Batavi (l'attuale Schelda) con la popolazione dei Franchi Sali provenienti dalla Frisia, tanto da permettere a loro di interferire nelle vie di comunicazione marittime con le isole britanniche.Grant, p. 284.
Il Regno franco
La fondazione del regno
Intorno alla metà del IV secolo la federazione dei Franchi fu protagonista di diverse incursioni in territorio gallico, condotte a partire dalla loro area d'insediamento presso il Reno. Nel 342 furono respinti da Costanzo I. Ancora quest'ultimo, insieme a Giuliano (allora ancora Cesare), nel 358, li respinse a fatica e Ammiano Marcellino, per la prima volta li menziona come Franchi Salii (Petit primum omnium francos, eos videlicet quos consuetudo salios appellavit); i Franchi avevano occupato la Toxandria, la regione tra la Mosa e la Schelda. Giuliano li sconfisse, lasciandoli però in possesso di quel territorio assegnandogli quella parte di Gallia Belgica in qualità di foederati dell'Impero romano, incaricati di difendere la frontiera del Reno, con l'impegno di fornire anche uomini all'esercito romano. Da questo territorio i Franchi si estesero gradualmente in gran parte della Gallia romana, continuando a contribuire alla difesa dei confini dell'Impero, ma soprattutto i Salii della Toxandria, all'inizio del V secolo cominciarono ad affermare la propria indipendenza. Stabilizzati nella Gallia centrale come foederati, i Franchi furono incaricati di difendere la frontiera del Reno contro Alani, Suebi e Vandali. Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente, i Franchi si stanziarono con maggiore libertà oltre il Reno, creando due regni principali: i Franchi dell'ovest (Salii) nella valle della Schelda e i Franchi dell'est (Ripuari) presso la Mosella.
I Merovingi