Le elezioni parlamentari in Benin del 2026 si sono tenute l’11 gennaio per il rinnovo dell'Assemblea nazionale, il Parlamento del paese.
Esse sono state indette in anticipo rispetto alla scadenza della legislatura, prevista per l’anno successivo, a seguito dell’approvazione, nel 2019 e nel novembre dell’anno precedente, di due riforme costituzionali, la prima disponente un mandato transitorio di soli tre anni per i deputati eletti alla tornata precedente e la seconda, a completamento della prima, per allungare i mandati degli organi elettivi da cinque a sette anni.
Le elezioni, tenutesi in un clima particolarmente teso a seguito di un fallito tentativo di colpo di Stato avvenuto pochi mesi prima, hanno visto la vittoria totalizzante, a differenza delle elezioni precedenti (ove almeno la formazione di opposizione I Democratici (LD) era riuscita ad ottenere una buona rappresentanza politica), dell’Unione Progressista per il Rinnovamento (UP-R) e del Blocco Repubblicano (BR) che, alla pari di quanto accaduto alle elezioni del 2019, essendo affiliati entrambi alla coalizione a supporto del Presidente uscente Patrice Talon ed avendo ottenuto la totalità dei seggi disponibili (rispettivamente 60 e 49 seggi), hanno così potuto permettere all’esecutivo di rafforzare agilmente il proprio già saldo controllo sull’assemblea e sulla futura politica governativa.
Sistema elettorale Per le elezioni parlamentari, la legge elettorale beninese prevede l’applicazione di un sistema proporzionale attuato in 24 collegi plurinominali, con una successiva traduzione in seggi effettuata tramite il metodo del quoziente e dei più alti resti. È altresì prevista, a seguito di una revisione del 2024, una soglia di sbarramento pari al 10% in tutti i collegi elettorali per le coalizioni e del 20% per i singoli partiti politici.
Novità del sistema elettorale infine, frutto di una revisione entrata in vigore nel 2023, è stata la previsione di 24 seggi riservati alle donne), nonché, a seguito della riforma del 2025, l’abrogazione del limite di tre mandati (inserito a partire dalle precedenti elezioni, sebbene non retroattivo) e l’imposizione di un mandato imperativo sui deputati al fine di evitare il transfughismo, a pena di decadenza dall’incarico.
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2026 Benin