Biografia Vincenzo Benedetto Buzzetti nacque a Piacenza “da onesti e piissimi genitori”. Dopo aver frequentato con onore le scuole pubbliche, venne ammesso, sedicenne, fra gli alunni del Collegio Alberoni, dove insegnavano i padri della Congregazione della Missione. La passione per lo studio lo portò a trascurare le ore dovute al riposo, compromettendo la sua fragile salute tantoché, nel 1798, dopo tre anni di filosofia e due di teologia, per diagnosi dei medici venne obbligato ad abbandonare il Collegio. Il direttore del Seminario di Piacenza, che già conosceva Buzzetti, lo chiamò ad insegnare inizialmente grammatica, poi, nel 1800 belle lettere e, dopo l’ordinazione sacerdotale nel 1806, filosofia, cattedra che tenne per due anni; successivamente, nel 1808, ebbe la cattedra di teologia dogmatica.
Raffaele Marzolini, suo amico e collega, in una nota della biografia afferma che Buzzetti conosceva le opere dell’Angelico “ di cui fu sempre tenero divoto e passionato discepolo” in modo tale da saper spiegare qualsiasi argomento con chiarezza e precisione. Nel 1814 venne nominato Canonico Teologo della Cattedrale di Piacenza. Del suo consiglio si servivano il vescovo Carlo Scribani Rossi, il Capitolo ,i parroci, i confessori e i cittadini; si occupava anche del Seminario da lui definito “il mio Paradiso Terrestre”.
Il Buzzetti era molto affezionato alla Compagnia di Gesù che era stata ricostituita da Papa Pio VII il 17 agosto del 1814 dopo la soppressione del 1773. La diffusa avversione verso i Gesuiti lo aveva spinto a conoscerne le opere, la dottrina, lo spirito, leggendo quanto era stato scritto di contrario e di favorevole e giungendo a stimarli tanto da consigliare ai suoi alunni di entrare nella Compagnia; molti aderirono al suo appello e divesi si distinsero per le loro opere. Preziosa per Buzzetti era stata la conoscenza del gesuita Baldasar Masdeu, che, cacciato dalla Spagna, si era rifugiato in Italia e, dopo aver insegnato nei seminari di Faenza e Cremona, era giunto a Piacenza. Padre Dezza ritiene che Buzzetti sia debitore al Masdeu della prima conoscenza e dell’amore per la filosofia scolastica.P. Dezza, Alle origini del Neotomismo”,pp.24-26
Nel 1819 Buzzetti soggiornò a Roma per più di due mesi incontrando diversi prelati e Pio VII, al quale parlò del suo desiderio di entrare nella Compagnia di Gesù. Il Pontefice lo dissuase consigliandogli di rimanere al suo posto per il bene della diocesi di Piacenza.
La notorietà del Buzzetti è dovuta alle indagini compiute da Cornelio Fabro e da altri studiosi quali Amato Masnovo, Alfonso Fermi e il cardinale Paolo Dezza che lo hanno ritenuto il fondatore del Neotomismo, cioè di quella corrente di pensiero incentrata sul recupero della filosofia di San Tommaso come reazione al sensismo di matrice illuminista, e ripensata in funzione dei moderni problemi e dei nuovi contributi scientifici.R. Rolandetti, “Vincenzo Buzzetti Teologo”, p. 46
Il Neotomismo, nato nel Seminario di Piacenza e non al Collegio Alberoni dove si studiava la filosofia del secolo: “Sarti, Soave, Draghetti, Condillac, Wolfe, Storkenau”, come afferma Serafino Sordi nel “Trattato sull’Origine dell’Idee”, trovò una capillare e rapida diffusione, non priva di difficoltà, soprattutto grazie alla tenacia di due alunni del Buzzetti, i fratelli Serafino e Domenico Sordi, che avevano aderito alla proposta del loro insegnante di entrare nell’ordine dei Gesuiti, Serafino nel 1816 e Domenico nel 1819.
L’opera di diffusione venne iniziata da Serafino appena entrato nel noviziato della Casa di Sant’Ambrogio a Genova, dove convertì al Tomismo P. Luigi Taparelli d'Azeglio che lo diffonderà nel Sud d'Italia insieme a Domenico Sordi e poi a Roma come scrittore del periodico Civiltà Cattolica, fondato per iniziativa di padre Carlo Maria Curci che nelle sue memorie ricorda come veniva diffuso il Tomismo nello studentato di Napoli specie da parte di padre Domenico Sordi C. M. Curci, Memorie del Padre Curci, pp. 64-69. Padre Serafino insegnò in vari Collegi, ma il tomismo non era ancora accettato da tutti come nel Collegio Romano dove Padre Serafino non poté insegnare perché “tanta è la prevenzione contro il padre Sordi perché tomista”. La sua opera fu più proficua a Modena dove strinse amicizia con Giuseppe Pecci attraverso il quale poté esercitare il suo influsso su suo fratello, il cardinale Giocchino Pecci che, diventato Papa Leone XIII, con l’Enciclica Aeterni Patris proporrà il tomismo a tutte le scuole cattoliche.P. Dezza, I Neotomisti italiani del XIX secolo, p.33
Nel 1822 il Buzzetti, a causa di una paralisi che lo aveva colpito alla guancia destra, divenne completamente cieco. Anche con questa infermità continuò a svolgere le sue attività di teologo e di sacerdote fino alla sua morte, a 47 anni, il 14 dicembre 1824.
Opere ”Tractatus de Religione” ”Tractatus de Gratia” ”Tractatus de infallibitate Romani Pontificis” ”Regula Fidei desumpta ex Francisco Veronio” ”Istituziones Logicae et Metaphysicae” ”Riflessioni sopra la dissertazione intitolata Gallia arthodoxa premessa all’opera Defensio declarationis conventus Cleri Gallicani an.1682 stampato a Luganonel 1767 in due volumi” ”Memorie relative al così detto Concilio nazionale radunato a Parigi nel 1811” ”Alcune riflessioni sull’opera di S. Agostino De Civitate Dei” ”Il trionfo di Dio sul nemico della società, della natura della Chiesa – Lugano 1814” ”Brevissima confutazione delle ragioni adottate da D. Giuseppe Antonini Parroco della diocesi di Foligno in un’allocuzione in favore del giuramento proibito da Pio VII” "Lezioni teologali recitate nella Cattedrale di Piacenza dal 1815 a tutto il 1823”, Piacenza, Del Maino ”Confutazione di Giovanni Loke (aa)” ”Soluzione del problema di Molineux” ”Confutazione dell’idealismo di Condillac” Note
Bibliografia R. Comandini, Nuovi contributi alla conoscenza del canonico Vincenzo Buzzetti e dei discepoli cresciuti alla sua scuola - Saggio sulla rinascita del Tomismo nel sec. XIX – Libr. Edit. Vaticana 1974. F. Cordani, Una grande cultura piacentina dimenticata, PC Ed. Berti. C. M. Curci, Memorie del Padre Curci, G. Barbera Editore, FI 1891. P. Dezza, Alle origini del Neotomismo, MI 1940. Pag 169 P. Dezza, I neotomisti italiani del XIX secolo, Bocca ed. MI 1944. Pag.VIII -326 C. Fabro, toria della filosofia a cura di C.Fabro, ed Coletti, Roma , 1954, pp.XII-920 A. Fermi, Vincenzo Benedetto Buzzetti e la filosofia in Piacenza durante i decenni del suo sviluppo fiolosofico 1793-1824, ed Porta, 1923 pag.30 * L. Ferrari, Il filosofo canonico V. Buzzetti nel centenario della morte, PC 1925. G. Martina, La Chiesa nell'età dell'assolutismo, del liberismo, del totalitarismo, Morcelliana BS 1970. A. Masnovo, Il Neotomismo in Italia: origine e prime vicende” in “Vita e Pensiero MI, 1923 pp. 245 A. Masnovo, Il Canonico Vincenzo Buzzetti e la rinnovazione tomistica in Italia in “Rivista di filosofia Neoscolastica – 1910 – 4 – 5-, Ed. Vita e Pensiero, MI
L. Mensi, Dizionario Biografico Piacentino , Ed. Del Maino, Piacenza, 1899 V. Rolandetti, Da Buzzetti all'Aeterni Patris Conv. Intern. Tomistico, Trento 1990. V. Rolandetti, Vincenzo Buzzetti teologo, Libr. Ed. Vaticana 1974.
S. Sordi, Trattato sull’Origine dell’Idee, Manoscritto originale presso biblioteca Università di Genova
Collegamenti esterni
https://books.google.it/books?hl=it&id=KcRveZ1rpnwC&q=intorno+alle+origini+del+rinnovamento+tomista+in+italia La Civiltà Cattolica – 1928 – Intorno alle origini del rinnovamento tomistico in Italia – Il P.Taparelli e il P. Sordi parte prima – pp. 215–229 e parte seconda – pp. 396–411 https://books.google.it/books?id=_y_qxX2vxrEC&pg=PA229&lpg=%20LA+CIVILTA+CATTOLICA+%C2%AC-+1929#v=onepage&q&f=false La Civiltà Cattolica – 1929 – La rinascita del tomismo a Napoli nel 1830 (I collaboratori del Taparelli pp. 229–244)(Il peripato in azione pp. 422–433) https://books.google.it/books?id=7dtNAAAAMAAJ&pg=PA318-IA1&l#v=onepage&q&f=false La Civiltà Cattolica – 1980 – Il contributo della Compagnia di Gesù alla preparazione dell'enciclica “Aeterni Patris” (pp. 342–355)
Categoria:Scrittori italiani del XIX secolo