Le elezioni parlamentari in Thailandia del 2026 si sono tenute l’8 febbraio per il rinnovo della Camera dei rappresentanti, la camera bassa dell’Assemblea nazionale, il Parlamento del paese. Si sono tenute contestualmente ad un referendum avente ad oggetto la proposta di redazione di una nuova Costituzione.

Esse sono state indette in anticipo rispetto alla naturale scadenza della legislatura, prevista per la fine del 2027, in virtù di un accordo di governo tra Partito Bhumjaithai (BJT) e Partito del Popolo (PP), secondo cui, nel contesto di risoluzione di una più ampia fase di instabilità politica (sorta a seguito della rimozione dell’ex-capo del governo Paetongtarn Shinawatra da parte della Corte costituzionale), in cambio dell’attuazione di tale scioglimento e della promozione di riforme costituzionali entro quattro mesi dall’investitura, le due formazioni avrebbero acconsentito ad Anutin Charnvirakul di diventare Primo ministro della Thailandia.

Le elezioni hanno visto, a discapito dei sondaggi (che invece prevedevano uno slancio positivo per le fazioni progressiste), la vittoria del Partito Bhumjaithai (BJT) guidato dal Primo ministro uscente Anutin Charnvirakul e di centro-destra che, avendo ottenuto ben 192 seggi, ha così sia raggiunto il suo miglior risultato di sempre che la maggioranza relativa in assemblea. Dall'altra parte dell'arco parlamentare, invece, i soggetti politici più impattati da tale esito sono stati la principale formazione politica d'opposizione, il Partito del Popolo (PP) di centro-sinistra (erede del disciolto Partito Kao Klai e già frustrato dall’istituzionale ostruzionismo politico della precedente legislatura, che gli aveva impedito di costruire un esecutivo nonostante la vittoria), giunto secondo con 120 seggi, ed il populista Partito Pheu Thai (PT) che, colpito da una crescente impopolarità dell’ex-Prima ministra Paetongtarn Shinawatra — già vittima di una destituzione da parte della Corte costituzionale —, è così giunto terzo con solo 74 seggi. La tornata elettorale ha evidenziato altresì la stabilità del liberale Partito Democratico (PD), consolidatosi a 21 seggi, l’ingresso e l’ascesa del nuovo Partito Kla Tham (KT) di centro-destra, giunto a 58 seggi, e di alcuni piccoli partiti minori nazionalisti e di estrema destra (fenomeno complice anche della crescita inaspettata del partito del Capo del governo e dovuto ai recenti scontri al confine con la Cambogia), il crollo ormai strutturale dei partiti monarchici e militaristi Partito Palang Pracharath (PPP) e Partito Ruam Thai Sang Chart (PRTSC) che, definitivamente vittime del loro comportamento collaborazionista verso le istituzioni post-golpe del generale Prayut Chan-o-cha, sono stati conseguentemente relegati alle frange dell’arco parlamentare con, rispettivamente, 5 e 2 seggi, nonché alcune variazioni minori.

Sistema elettorale Per le elezioni della Camera dei rappresentanti, l’unica delle due camere dell’Assemblea nazionale eletta direttamente dal popolo, la legge elettorale thailandese, definita in parte anche dalla Costituzione (Artt. 83, 85-87, 90-91), prevede l’applicazione di un sistema elettorale misto. Difatti, dei 500 rappresentanti:

400 sono eletti secondo un sistema maggioritario secco, attuato in altrettanti collegi uninominali, in cui risulta semplicemente eletto il candidato che abbia ottenuto il maggior numero di voti (Plurality); I restanti 100, invece, sono eletti secondo il sistema proporzionale a lista chiusa di partito all’interno di un collegio unico nazionale, con i voti successivamente tradotti in seggi secondo il metodo del quoziente e dei più alti resti (quoziente di Hare).

In virtù di ciò, nella tabella che segue è riportato il numero dei seggi assegnati a ciascuna provincia del paese, nell’ambito del voto maggioritario:

ProvinciaSeggiBangkok 33Nakhon Ratchasima 16Khon Kaen, Ubon Ratchathani 11Chiang Mai, Chonburi, Buriram, Udon Thani 10Nakhon Si Thammarat, Sisaket, Songkhla 9Nonthaburi, Pathum Thani, Roi Et, Samut Prakan, Surin 8Chaiyaphum, Chiang Rai, Sakon Nakhon, Surat Thani 7Kalasin, Nakhon Pathom, Nakhon Sawan, Phetchabun, Maha Sarakham 6Kanchanaburi, Narathiwat, Pattani, Phra Nakhon Si Ayutthaya, Phitsanulok, Rayong, Ratchaburi, Suphanburi 5Chachoengsao, Kamphaeng Phet, Lampang, Loei, Lopburi, Nakhon Phanom, Samut Sakhon, Saraburi, Sukhothai, Trang 4Bueng Kan, Chanthaburi, Chumphon, Krabi, Nan, Nong Khai, Nong Bua Lamphu, Phatthalung, Phayao, Phetchaburi, Phichit, Prachinburi, Prachuap Khiri Khan, Phrae, Phuket, Sa Kaeo, Tak, Uttaradit, Yasothon, Yala 3Amnat Charoen, Ang Thong, Chainat, Lamphun, Mae Hong Son, Mukdahan, Nakhon Nayok, Phang Nga, Satun, Uthai Thani 2Ranong, Samut Songkhram, Singburi, Trat 1

Svolgendosi il voto con due schede elettorali distinte, poi, è ammesso il voto disgiunto.

Ultimo aspetto degno di nota, infine, riguarda l’elezione del Primo ministro della Thailandia, in quanto, pur non essendo comunque eletto direttamente a questa tornata (secondo gli schemi di una monarchia parlamentare), in seguito alla scadenza di una disposizione transitoria della Costituzione del 2017, la sua nomina non richiede più, a differenza di quanto accaduto alle elezioni precedenti, una deliberazione in seduta comune (a cui dunque potevano partecipare anche i membri del Senato, in precedenza nominati provvisoriamente dalle forze armate), ma solo della camera bassa eletta direttamente, facilitando così la formazione di maggioranze più affini all’esito elettorale.

Sondaggi politici

Risultati

NOTA: Ai sensi della legge elettorale del paese, i voti in bianco sono considerati validi.

Note

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