Il Football Club Amatori Ponziana fu una società calcistica jugoslava con sede a Trieste, città all'epoca sotto occupazione militare anglo-americana (AMGOT) e contesa tra Italia e Jugoslavia. Fondata nel 1946 da alcuni soci dissidenti del Circolo Sportivo Ponziana, prese parte per tre stagioni consecutive al massimo campionato jugoslavo, per poi cessare ogni attività e di fatto sciogliersi nell'autunno del 1949.
Storia Lo scisma e la fondazione Nell'estate 1946 il C.S. Ponziana, presieduto all'epoca da Edoardo Boltar, richiese il ripescaggio nella Serie B allargata a tre gironi. La FIGC, tuttavia, respinse la richiesta e la società, in parte per ripicca, cominciò a prendere in considerazione la possibilità di iscriversi al massimo campionato jugoslavo:
La città di Trieste all'epoca era amministrata dal Governo Militare Alleato ed era rivendicata dalla Jugoslavia per via della consistente minoranza slovena (per maggiori approfondimenti vedasi questione triestina), e il governo di Belgrado, per motivi di propaganda e per provare la giustezza delle proprie rivendicazioni territoriali, era disposto a finanziare il Ponziana qualora avesse deciso di iscriversi al massimo campionato jugoslavo. Il Ponziana all'epoca aveva un deficit di un milione di lire, senza contare gli impegni economici per la stagione successiva, per cui la prospettiva di ricevere ingenti finanziamenti dal governo jugoslavo appariva allettante. Non tutti i dirigenti del Ponziana, tuttavia, erano d'accordo, e si ebbe così, fin dall'assemblea generale della società del 6 agosto 1946, una spaccatura all'interno del sodalizio tra una fazione favorevole all'iscrizione al campionato jugoslavo e una fazione favorevole all'iscrizione al campionato italiano di Serie C..
Mentre proseguiva lo scontro tra le due fazioni, sul finire dell'estate il Ponziana partì in tournée per la Jugoslavia, disputando due amichevoli, a Belgrado con la (che si impose per 7-2) e a Skopje con la compagine locale (che si impose per 3-0).Ljudski tednik del 19 settembre 1946. Dal 12 al 20 ottobre il Ponziana partì di nuovo in tournée per la Jugoslavia (più precisamente nella Repubblica Popolare di Croazia) disputandovi quattro amichevoli a Varaždin, Čakovec, Lendava e Zagabria, e venendo accolto calorosamente dalla popolazione e dalle autorità del posto che inneggiarono alla fratellanza italo-slava: sconfitto per 1-0 nella prima amichevole col Tekstilac di Varaždin, il Ponziana si rifece due giorni dopo a Čakovec imponendosi sul Jedinstvo per 2-1; nella successiva partita a Lendava col Nafta i triestini si imposero agevolmente per 3-0; infine, nell'ultima partita della tournée, svoltasi domenica 20 ottobre contro il Metalac di Zagabria, uscì sconfitto dalla squadra locale per 2-1.Ljudski tednik del 26 ottobre 1946.
In occasione dell'assemblea straordinaria del 29 ottobre 1946 si raggiunse il seguente compromesso: il C.S. Ponziana avrebbe continuato a militare nel campionato italiano di Serie C ma si sarebbe costituita una nuova società, del tutto staccata, dalla denominazione di "F.C. Amatori Ponziana", che avrebbe militato nel massimo campionato jugoslavo.. L'Amatori Ponziana (chiamato Ljubitelji Ponziane dalla stampa slovena triestina) si affiliò all'UCEF (Unione dei Circoli di Educazione Fisica) e inviò richiesta di iscrizione al massimo campionato jugoslavo. Il 28 ottobre 1946 il periodico Polet di Lubiana annunciò che nell'ultima riunione plenaria della federazione jugoslava la proposta di ammettere la Ponziana quale società ospite alla Prva Liga 1946-1947 fu votata all'unanimità e passò poi a descrivere la Ponziana come una società fondata nel primo dopoguerra da operai progressisti triestini e dal carattere proletario e antifascista.Polet del 28 ottobre 1946.
La presa di posizione della FIGC La militanza di una squadra triestina nel massimo campionato jugoslavo, ovviamente, non fu ben accolta né dal governo italiano né dai massimi organi sportivi nazionali (CONI e FIGC), che di conseguenza, mosse dal timore che Trieste fosse assegnata alla Jugoslavia, si comportarono in modo ostile. Nel marzo 1947 la FIGC intimò ai giocatori già tesserati per la federata C.S. Ponziana, ma che risultavano tesserati anche per la jugoslava Amatori Ponziana, di rientrare alla società di origine entro il 31 marzo, pena la squalifica che sarebbe stata comminata dalla FIFA; il consigliere della FIGC Ferluga precisò che i giocatori dell'Amatori Ponziana già tesserati per la FIGC non erano in regola perché erano passati a militare nel campionato jugoslavo a stagione in corso, in violazione del regolamento internazionale.Il giornale di Trieste del 12 marzo 1947. La direzione dell'Amatori Ponziana replicò a tali accuse, a suo dire volte a destabilizzare la squadra in lotta per la salvezza, esprimendo la certezza che la posizione dei giocatori incriminati fosse perfettamente regolare sia per la FIFA sia per la Federazione jugoslava.Il Lavoratore del 12 aprile 1947. Nel giugno 1947 il Consiglio Federale della FIGC deliberò di squalificare fino al 31 dicembre 1947 tutti i calciatori tesserati per la C.S. Ponziana che avessero preso parte al campionato jugoslavo, con riserva di denuncia alla FIFA affinché ratificasse il provvedimento.Il giornale di Trieste del 12 giugno 1947. Nel luglio 1947 la Lega Interregionale Nord comunicò i nominativi dei giocatori squalificati in questione: Alessandro Furlan, Pietro Corbatto, Enzo Giannini, Tullio Tramarin, Radames Tommasini, Ferruccio Maluta, Bruno Carlin, Marino Covacich e Silvio Benvenuti.Il Giornale di Trieste del 12 luglio 1947. Il 22 agosto 1947 il Consiglio della FIGC confermò la squalifica dei giocatori della Ponziana rei di aver preso parte a partite di un campionato estero.La Stampa del 23 agosto 1947.
Nel frattempo il club aveva debuttato nel massimo campionato jugoslavo il 1º novembre 1946 pareggiando per 2-2 sul campo del . La squadra chiuse il campionato di Prva Liga 1946-1947 in quartultima posizione, a pari punti con la quintultima classificata ma con un peggior quoziente reti. A causa della riduzione dei quadri da 14 a 10 partecipanti avrebbe dovuto retrocedere: la federazione jugoslava, invece, decise per ragioni politiche (la cosiddetta questione triestina) di ammettere l'Amatori Ponziana al massimo campionato successivo, indipendentemente dalla posizione in classifica.Corriere dello Sport del 17 luglio 1947, p. 2. La decisione venne presa in occasione dell'assemblea del 3-4 luglio 1947 (Polet del 7 luglio 1947, p. 2). Il ripescaggio dell'Amatori Ponziana in Jugoslavia a fine stagione fu visto in Italia come un segno di sfida nella tesissima situazione politica in cui versava in quel periodo la città di Trieste, per cui il 25 luglio 1947 il deputato democristiano Angelo Salizzoni presentò un'interrogazione alla Presidenza del Consiglio con cui richiedeva la riammissione della retrocedenda Triestina in A onde evitare che le partite dell'Amatori Ponziana valevoli per il massimo campionato jugoslavo risultassero le manifestazioni sportive più importanti di Trieste:
Fu così che, in occasione del congresso di Perugia del 26-28 luglio, la FIGC decise di applicare la stessa misura di ripescaggio alla Triestina.
Nella stagione 1947-1948 Triestina e Amatori Ponziana raggiunsero entrambe la salvezza sul campo nei loro rispettivi campionati. Nella stessa stagione la squadra B dell'Amatori Ponziana prese parte al campionato del TLT organizzato dall'Unione dei Circoli di Educazione Fisica, classificandosi al decimo posto su sedici partecipanti. Sempre nel corso del 1948 sorsero, in seno all'Amatori, altre sezioni sportive, tra cui quella ciclistica.Il Lavoratore del 5 marzo 1948.
L'ultima travagliata stagione La terza e ultima stagione dell'Amatori Ponziana nel campionato jugoslavo fu alquanto travagliata a causa del mutare della situazione politica, con l'espulsione della Jugoslavia dal Cominform dovuta alla rottura tra Tito e Stalin. La squadra avrebbe dovuto debuttare il 12 settembre 1948 a Trieste con il , ma il club non inviò né agli organi del Governo Militare Alleato né a quelli comunali la necessaria domanda per ottenere la disponibilità dello Stadio Comunale. Il Giornale di Trieste pubblicò delle indiscrezioni secondo le quali l'Amatori Ponziana, avendo aderito alla corrente babiciana (da Branko Babic, politico anticominformista) e temendo possibili atti di disturbo da parte dei cominformisti se fosse rimasta a Trieste, avesse intenzione di disputare i propri incontri interni a Postumia.Giornale di Trieste del 9 settembre 1948.
Il 25 settembre 1948 il quotidiano Primorski dnevnik annunciò che l'Amatori Ponziana, dopo aver ottenuto il rinvio delle prime due partite, avrebbe debuttato regolarmente alla terza giornata, smentendo le indiscrezioni secondo cui la società fosse allo sbando e che, complice la situazione politica contingente, avrebbe rinunciato al campionato. Per il giornale della minoranza slovena a Trieste il ritardo era dovuto principalmente a problemi relativi allo stadio di Trieste, rassicurando che il presidente Boltar aveva provveduto a rafforzare la squadra con gli arrivi degli attaccanti Arturo Presselli (dalla ) e Mario Polak (con trascorsi nel ), del difensore Paolo Rigotti (ex giocatore del ), nonché altri giocatori come il portiere Segala dal Pirano.Primorski dnevnik del 25 settembre 1948.
La squadra, dopo un inizio di campionato discreto con quattro punti nelle prime tre partite, nelle restanti quindici partite conquistò solo sei punti, chiudendo il campionato di Prva Liga 1948-1949 al decimo e ultimo posto con dieci punti, con conseguente retrocessione in Druga Savezna Liga (Seconda Lega Federale). In Coppa di Jugoslavia ("Coppa Maresciallo Tito"), superato il primo turno imponendosi sul /Quarnero di Fiume, venne eliminato agli ottavi di finale dal ma soltanto per sorteggio (la partita era terminata 1-1). Come nella stagione precedente, la squadra B dell'Amatori Ponziana prese parte al campionato del TLT organizzato dall'Unione dei Circoli di Educazione Fisica, classificandosi all'undicesimo posto su sedici partecipanti.
Le indiscrezioni relative alla possibile adesione alla FIGC e lo scioglimento Al termine della stagione, essendo mutata la situazione politica, fu ventilata la possibilità che l'Amatori Ponziana ponesse fine alla militanza nel campionato jugoslavo per affiliarsi alla FIGC. Nel settembre 1949 l'avvocato Mauro, importante dirigente della FIGC, si recò a Trieste per le trattative con le società triestine: secondo la versione riportata da numerosi giornali dell'epoca, l'Amatori Ponziana chiedeva di essere ammesso al campionato interregionale di Promozione, o in subordine a quello regionale di Prima Divisione,Corriere dello Sport del 14 settembre 1949. ma le squadre triestine affiliate alla FIGC, tacciando il sodalizio di aver tradito la patria con la militanza nel campionato jugoslavo, si opposero, minacciando di ritirarsi dai campionati qualora l'Amatori fosse stato ammesso nei ranghi della FIGC.Ultimissime del 16 settembre 1949.
Secondo diversi giornali dell'epoca, l'avvocato Mauro parve invece propenso ad accettare le richieste dell'Amatori Ponziana, la cui militanza nel campionato jugoslavo costituiva un ostacolo per la distensione tra FIGC e FSJ; permaneva inoltre il problema della posizione irregolare di molti giocatori dell'Amatori Ponziana, in aperta violazione del regolamento internazionale della FIFA. Secondo alcuni giornali dell'epoca, l'avvocato Mauro ricevette delle pressioni politiche affinché mediasse con le società triestine al fine di convincerle a non opporre ulteriore resistenza all'ammissione dell'Amatori.Il Lavoratore del 19 settembre 1949.