Biografia Figlio di Nicola e di Rosa Del Villano, era primogenito di sette figli. Il padre ebbe un precedente matrimonio. Suo nonno Marcantonio era conosciuto come un violento omicida, poiché aveva ucciso un figlio, Saverio Capoluongo, con un colpo di fucile a seguito di un litigio.

Gli omicidi del 1953 Nella notte dell'8 maggio 1953, Capoluongo avrebbe sparato e ucciso gli agricoltori Raffaele Martino e Michele Fabozzi; nelle ore successive avrebbe ucciso anche Giuseppe Diana e un'ora dopo Michele Martino, e ferito alla gamba il fratellastro Antonio Capoluongo e il cugino Corrado.

Per oltre 24 ore, Salvatore Capoluongo fu ricercato per gli omicidi nelle campagne tra Villa Literno, Castel Volturno e Giugliano in Campania, nei pressi dei noti boschi del Pantano, e per questa ragione venne soprannominato "la belva di Pantano". Fu arrestato l'11 maggio a Santa Maria Capua Vetere mentre stava per andare a costituirsi accompagnato dal suo avvocato.

Il movente degli omicidi non è mai stato reso noto: secondo le ipotesi covava un odio nei confronti del fratellastro e successivamente avrebbe ucciso per rabbia chiunque gli stava intorno; altre ipotesi, invece, si soffermavano sulla morte del nonno, avvenuta sette giorni prima dei delitti, al quale il giovane era molto affezionato.

Numerose furono le perizie psichiatriche effettuate su Capoluongo: la gran parte lo ritenevano lucido e sano di mente.

Processi Nonostante le numerose perizie che dichiararono che Capoluongo fosse lucido e sano di mente, in primo grado venne condannato all'ergastolo, ma la corte di assise di Santa Maria Capua Vetere lo riconobbe seminfermo di mente e venne condannato a 30 anni di manicomio criminale che scontò ad Aversa.

Note