Jam'iyat-e Nesvân-e Vatankhâh ( o "Lega delle donne patriottiche dell'Iran") fu una delle organizzazioni più efficaci nel movimento per i diritti delle donne in Iran che si formò dopo la rivoluzione costituzionale persiana e fu attiva dal 1922 al 1933.

Storia L'Associazione fu fondata nel 1922 con il nome di Jamʿīyat-e taraqqī-e neswān da Mohtaram Eskandari, direttrice della scuola pubblica femminile numero 5, delusa dai risultati della rivoluzione per le donne, e con lei Noor-ol-Hoda Mangeneh, Mastoureh Afshar e altre attiviste per i diritti delle donne.

Il loro obiettivo era "enfatizzare il rispetto costante delle leggi e dei rituali dell'Islam; promuovere l'istruzione e l'educazione morale delle ragazze; incoraggiare le industrie nazionali; diffondere l'alfabetizzazione tra le donne adulte; fornire assistenza alle ragazze orfane; istituire ospedali per le donne povere; organizzare cooperative come mezzo per lo sviluppo delle industrie nazionali; e fornire supporto materiale e morale ai difensori del paese in caso di guerra". L'organizzazione protendeva poi "allo sforzo più importante mai registrato per stabilire legami con le donne della regione".

La lega tenne conferenze e condusse campagne. Tra le attività vi era poi la pubblicazione di un'importante rivista femminile chiamata Nosvan Vatankhah (letteralmente: Donne patriottiche), a partire dal 1922.

Dopo la morte di Eskandari nel 1925, Mastoureh Afshar assunse il ruolo di presidente della Lega, con il sostegno di figure di spicco come Nur-al-Hoda Mangana, Homa Mahmudi, Fakhr-Ozma Arghun, Sadiqa Dawlatabadi e Fakr Afaq Parsa. Nel 1925, la Lega contava 74 membri.

Nel 1932, organizzò il Congresso delle Donne Orientali a Teheran. Al termine del Congresso, l'organizzazione fu tuttavia sciolta. Nel 1935 le succedette Kanoun-e-BanovanHamideh Sedghi, Feminist movements in the Pahlavi Period Encyclopædia Iranica, IX/5, pp. 492-498. accesso 30 December 2012..

Note

Bibliografia

Altri progetti

Categoria:Impero qajar Categoria:Diritti delle donne Categoria:Suffragio femminile in Iran