Attiva nel movimento per la tutela dei diritti delle donne iraniane, Mohammadi diresse e collaborò a diversi documentari dedicati alla condizione della donna in Iran, ottenendo il plauso della critica ma anche l'ostilità delle autorità della Repubblica islamica; arrestata più volte, nel 2012 fu condannata a cinque anni di detenzione da scontare nella dura prigione di Evin.
Dopo il suo rilascio iniziò l'attività di regista di lungometraggi di fiction, sempre trattanti temi legati alla condizione femminile in Iran, partecipando a diversi festival cinematografici e ottenendo riconoscimenti internazionali.
Biografia Nata a Teheran il 1º gennaio 1975 e attiva nel movimento per la difesa dei diritti delle donne in Iran, Mohammadi scrisse e diresse il suo primo film nel 2003, un cortometraggio documentario intitolato Donne senza ombre e dedicato al tema delle donne senzatetto e con disabilità mentali abbandonate in un rifugio gestito dallo Stato; l'opera ricevette vari elogi e venne proiettata in alcuni festival cinematografici internazionali
Il suo impegno sul tema dei diritti delle donne portò spesso Mohammadi a scontrarsi con le autorità della Repubblica islamica dell'Iran. Il 4 marzo 2007 la regista e altre 32 attiviste furono arrestate dalle autorità per aver organizzato una protesta davanti al tribunale islamico di Teheran contro un processo aperto nei confronti di cinque esponenti del movimento per i diritti femminili, scontando alcuni giorni di detenzione; stretta amica del regista Jafar Panahi, il 30 luglio 2009 Mohammadi fu arrestata e detenuta per 24 ore insieme a questi e ad altri registi e artisti iraniani per aver partecipato a una commemorazione delle vittime delle proteste popolari occorse dopo la contestata rielezione del presidente Mahmud Ahmadinejad.
Dopo aver collaborato nel 2010 con la regista Rakhshan Banie'temad nella realizzazione del documentario Siamo a metà della popolazione dell'Iran, dedicato alla narrazione della vita quotidiana delle donne iraniane e nel quale veniva affrontato il tema delle discriminazioni sessuali da queste subite, Mohammadi realizzò nello stesso anno il documentario Diari di viaggio, una raccolta di interviste ai passeggeri del treno Teheran-Ankara nella quale venivano toccati temi politicamente sensibili quali le ragioni che spingevano le persone a lasciare l'Iran. Mohammadi presentò in prima persona il documentario in anteprima a Parigi a una rassegna cinematografica dedicata al cinema iraniano, ma in seguito le autorità della Repubblica islamica le vietarono di lasciare il paese. Nel 2011 recitò nella parte della protagonista nel film Nazdiktar AZ Ashna del regista Reza Serkanian, ma a Mohammadi venne negato il permesso di partecipare alla prima della pellicola, avvenuta in occasione del Festival di Cannes; quello stesso anno, il 29 giugno, la regista fu arrestata nella sua casa da agenti del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica con l'accusa di aver lavorato con mezzi di informazione di paesi ostili all'Iran quali la BBC, Al Jazeera e Voice of America, accuse respinte da Mohammadi. La regista venne trattenuta per un mese in detenzione nella prigione di Evin, venendo poi rilasciata su cauzione di buona condotta a causa del peggiorare delle sue condizioni di salute; l'associazione dei registi francesi lanciò in questo periodo una petizione pubblica per il suo rilascio, a cui aderirono personalità quali i registi Costa-Gavras, Gilles Jacob e Bertrand Blier.
Nell'ottobre 2012 Mohammadi fu condannata in tribunale a una pena di cinque anni di reclusione con le accuse di "concorso e collusione contro la sicurezza nazionale" e "propaganda contro lo Stato", condanna poi confermata in appello; Mohammadi dichiarò che il processo e le accuse contro di lei erano state orchestrate al fine di intimidire altri documentaristi iraniani, e che le era stato fatto velatamente capire dalle autorità che avrebbe fatto meglio a recarsi in esilio all'estero. La regista iniziò a scontare la condanna nella prigione di Evin nel giugno 2014
Dopo il suo rilascio, nel 2019 Mohammadi girò la sua prima pellicola di fiction, il lungometraggio Son-Mother, incentrato sulle vicende di una vedova iraniana costretta ad abbandonare il figlio per rispettare delle usanze locali. La pellicola ottenne il plauso della critica internazionale, venne presentata in anteprima alla 44ª edizione del Toronto International Film Festival e vinse il premio speciale della giuria del concorso "Alice nella città" in occasione della Festa del Cinema di Roma 2019; nel 2022 l'International Film Festival of Kerala assegnò a Mohammadi il premio "Spirito del cinema", ma le autorità iraniane le impedirono di recarsi in India per ritirarlo.
Nel 2025 Mohammadi diresse, in condizioni di semi-clandestinità, la sua seconda opera di fiction, il lungometraggio Roya, incentrato sulle vicende di un'insegnante incarcerata per le sue convinzioni politiche e costretta a scegliere tra rilasciare una falsa confessione pubblica o affrontare una lunga detenzione; il film venne selezionato per essere presentato in anteprima al Festival internazionale del cinema di Berlino del 2026.
Opere Regista Donne senza ombre (2003) - documentario Diario di viaggio (2006) - documentario Son-Mother (2019) - film Roya (2026) - film
Attrice Nazdiktar AZ Ashna (2011)
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