Palazzo Baricalla (o palazzina), poi Palazzo Bonvicino è un palazzo storico di Torino in stile Neoclassico costruito nel 1852 in piazza Maria Teresa dall'architetto Carlo Sada su commissione del conte Mario Broglia.
È vincolato ai sensi della Legge 1089/1939.
Storia Dopo il periodo Napoleonico, Torino necessitava di nuovi ampliamenti per la borghesia di quel tempo, e il quartiere Borgo Nuovo a ridosso del fiume Po, con la notevole piazza Maria Teresa, aperta nel 1836 (doveva ospitare un teatro che non fu mai costruito perché la zona fu considerata troppo decentrata), venne utilizzato per ospitare i palazzi di tessitori, trasformatisi col tempo in banchieri, assicuratori, finanzieri.
L'appezzamento sul quale venne edificata la prima versione dell'edificio fu affidato a Mario Broglia, conte di Casalborgone, ministro e luogotenente generale del re di Sardegna Carlo Alberto, che nel 1839 affidò all'architetto Ferdinando Caronesi il compito di costruire una abitazione, con scuderie e alloggi per i domestici, che doveva essere simbolo del prestigio della famiglia. Evidentemente non soddisfatto dei risultati, il lavoro venne affidato nel 1852 all'architetto lombardo Carlo Sada, che qualche tempo prima aveva costruito la vicina Chiesa di San Massimo.
Alla morte del conte nel 1857, le rendite immobiliari non furono più sufficienti a garantire il mantenimento della famiglia, abituata ad un tenore di vita molto al di sopra delle possibilità economiche. Il pagamento degli interessi contratti per edificare il palazzo superò le rendite annuali. La gestione delle cinque cascine possedute a Casalborgone era deficitaria e verso il 1880 la famiglia si vide costretta ad abbandonare il palazzo di Torino per ritirarsi a vivere nel castello di Casalborgone.
Il palazzo venne quindi acquistato da Severino Baricalla, socio dell'Accademia Filarmonica di Torino fondata da Camillo Benso, conte di Cavourhttps://www.museotorino.it/resources/pdf/books/333/files/assets/common/downloads/page0149.pdf, membro della Banca Nazionale nel Regno d'Italia, la cui moglie Grunen gestiva una delle prime farmacie aperte in città all'angolo delle vie san Tommaso e Bertolahttps://www.museotorino.it/resources/pdf/books/125/files/assets/common/downloads/publication.pdf.
Il complesso venne successivamente venduto alla famiglia Bonvicino.
Nei suoi ambienti è liberamente ispirato il romanzo Lucilla Ingannamorte: Specchi e spettri di Samantha Grandotti, ambientato nella Torino di fine Ottocento.
Descrizione L'edificio si distingue per le linee rigorose, l'ordine e la maestosità e riflette l'approccio classico con facciate ordinate e proporzionate, simbolo di rigore e bellezza architettonica dell'epoca.
Note
Bibliografia Samantha Grandotti, Lucilla Ingannamorte: Specchi e spettri, Independently published, 2025
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