Sadr al-Din predicò i principali insegnamenti e la dottrina dell'ordine sa Davide per quasi un sessantennio, attirandosi le simpatie di Tamerlano, il quale aiutò la realizzazione di un santuario di Safi-ad-din Ardabili ad Ardabil e permise a Sadr al-Din di riscuotere le tasse. Tamerlano offrì anche a Sadr al-Din di chiedergli qualsiasi favore, e lo sceicco Sadr al-Din chiese il rilascio dei prigionieri turchi catturati da Tamerlano a Diyarbakır. Tamerlano accettò questa richiesta e i prigionieri liberati divennero fedeli discepoli di Sadr al-Din. I discendenti di questi prigionieri liberati, emigrando in migliaia nella provincia di Gilan, avrebbero poi aiutato la sua famiglia a fondare una dinastia.

Nel 1335 Sadr al-Din Musa costruì la tomba a cupola dello Shaykh Safi, suo padre, ad Ardabil, dove peraltro fu poi sepolto all'indomani della sua morte. Suo figlio Khwaja Ali gli succedette come guida dell'ordine safavide.

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