LAlleanza Centrista Riformista (), abbreviata spesso con la sigla Chūdō, è una coalizione politica giapponese che riunisce due importanti partiti di centro e centro-sinistra. È stata fondata da Yoshihiko Noda e Tetsuo Saitō il 15 gennaio 2026, ed inizialmente per la sola Camera dei rappresentanti, al fine di riunire le forze di tali schieramenti e, segnatamente, del Partito Costituzionale Democratico del Giappone e di Kōmeitō.

La coalizione si è presentata ufficialmente agli elettori in occasione delle elezioni del 2026, in cui ha ottenuto 49 seggi.

Composizione

PartitoIdeologiaCapo politicoPartito Costituzionale Democratico del Giappone (PCD)Liberalismo socialeYoshihiko NodaKōmeitōPartito pigliatuttoTetsuo Saitō

Storia La nascita della coalizione è stata annunciata il 15 gennaio 2026 come fusione tra Partito Costituzionale Democratico del Giappone (PCD) e Kōmeitō, a seguito di alcune indiscrezioni, poi confermate, che vedevano la Prima ministra uscente Sanae Takaichi, del Partito Liberal Democratico del Giappone (PLD) pronta ad indire nuove elezioni per il febbraio dello stesso anno.

In tal senso, la volontà politica per la costruzione di questa coalizione è stata frutto di intenti simili ma derivanti da eventi opposti: il Partito Costituzionale Democratico del Giappone (PCD), dopo non essere riuscito a formare un governo d’opposizione alternativo ai liberal-democratici (principalmente per la frammentazione del panorama politico giapponese) pur essendo divenuto una rilevante forza politica a seguito delle elezioni parlamentari del 2024 (148 seggi), desiderava migliorare il proprio peso politico; Kōmeitō invece, dopo aver inaspettatamente concluso il suo accordo di coalizione ventisennale con il Partito Liberal Democratico del Giappone (PLD) nell'ottobre del 2025, citando i numerosi scandali del PLD ed un certo disagio con lo spostamento del suo alleato verso posizioni più di destra, cercava una nuova identità per migliorare i propri consensi elettorali.

La fondazione dell’Alleanza, dunque, è stata paragonata per queste ragioni allo Shinshintō, formazione politica esistita dal 1994 al 1997 secondo dinamiche affini.

Sebbene il piano originale prevedesse anche l’invito del Partito Democratico per il Popolo, alla fine quest’ultimo ha deciso di non aderire e di competere singolarmente, come confermato dal leader di partito Yuichiro Tamaki.

Il 16 gennaio, dunque, completata la fase costitutiva, il leader del PCD Yoshihiko Noda e il leader del Kōmeitō Tetsuo Saitō, autoproclamatisi anche leader della nuova formazione, hanno annunciato il nome della stessa in una cerimonia pubblica e successivamente informato il Ministero degli affari interni e delle comunicazioni, competente in materia di organizzazione delle elezioni, della sua istituzione.

A seguito di ciò, la maggior parte dei membri dei due partiti politici alla Camera dei rappresentanti ha aderito a questa fusione, ma vi sono state alcune defezioni. Nei riguardi della Camera dei consiglieri invece, le due parti hanno preferito per il momento non costituire un gruppo unitario, riservandosi però questa possibilità per il futuro laddove la convivenza in coalizione sarebbe risultata accettabile.

Alle elezioni parlamentari del 2026 l'Alleanza ha eletto 49 deputati, un calo di 123 seggi rispetto al risultato dei due partiti nel 2024.

Programma politico La coalizione ha annunciato ufficialmente il suo manifesto in data 19 gennaio. In questo, si intravedono programmi prettamente di centro, ma con importanti concessioni verso Kōmeitō, tra cui l’abbandono da parte del PCD della sua posizione di lunga data avversa all’energia nucleare ed all’interpretazione estensiva-evolutiva della legislazione sull’Articolo 9 della costituzione giapponese concernente l’ “autodifesa collettiva”.

Il nome della coalizione, Chūdō, è del resto la traduzione in lingua giapponese del termine buddista "via di mezzo" che, associato al movimento religioso della Soka Gakkai (la cui ala l’ala politica è proprio Kōmeitō), ha così manifestato enfaticamente il desiderio comune di una "visione mediocentrista" (), chiarificato successivamente da Tetsuo Saitō come una aspirazione politica alla costruzione del consenso tra opinioni diverse, senza prendere posizioni divisive.

Il manifesto include poi un forte sostegno alla sicurezza sociale, una società inclusiva (a favore dell’uguaglianza di genere ed a favore della riduzione delle lacune ed opportunità educative), l’aspirazione al raddoppio del PIL pro capite, una politica diplomatica e di sicurezza realistica basata sul Trattato di mutua cooperazione e sicurezza tra Stati Uniti d'America e Giappone e riforme politiche ed elettorali (tra cui la trasparenza), tutte riassunte nel quadro di cinque grandi pilastri.

È altresì prevista l’aspirazione ad un taglio dell'imposta sui consumi, fino all’azzeramento per i prodotti alimentari. Per compensare l’enorme deficit di entrate, infine, è proposta la creazione di un fondo sovrano.

Presidenti Yoshihiko Noda e Tetsuo Saitō (2026) Junya Ogawa (2026-)

Risultati elettorali Elezione Seggi Parlamentari 2026 49

Note

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