Il campo di concentramento di Fürstengrube fu un sottocampo del campo di Auschwitz, situato a Wesoła, vicino a Mysłowice, nella Polonia occupata dalla Germania nazista.
Il campo Il campo fu istituito il 2 settembre 1943 presso la miniera di carbone di Fürstengrube, nella città di Wesoła, a circa 30 chilometri dal complesso di Auschwitz. La miniera, acquisita dalla IG Farben nel febbraio 1941, era destinata a fornire il combustibile necessario per la fabbrica della stessa azienda in costruzione ad Auschwitz. Oltre al vecchio impianto della miniera, denominato Altanlage, era stata avviata la costruzione di un nuovo sito estrattivo (Fürstengrube-Neuanlage) per incrementare la produzione carbonifera. L'inizio dell'attività nel nuovo sito era stata programmato entro la fine del 1943, il che rese i lavori di costruzione estremamente urgenti, ma il progetto si rivelò irrealizzabile nei tempi previsti.
Prima dell'arrivo dei deportati di Auschwitz la miniera impiegava personale regolare affiancato da prigionieri di guerra sovietici, lavoratori coatti ebrei e civili provenienti dall'URSS sottoposti a lavoro forzato. Nel luglio 1943 il comandante di Auschwitz Rudolf Höss e i rappresentanti della IG Farben e della Fürstengrube GmbH stipularono un accordo per la creazione di un nuovo sottocampo che avrebbe dovuto ospitare inizialmente circa 600 prigionieri, destinati a salire a -..
Sviluppo del campo Il nuovo complesso fu edificato principalmente da manovalanza ebrea proveniente dal campo di lavoro forzato della miniera, gestito dall'Organizzazione Schmelt e noto come Lager Ostland. Questi prigionieri furono mandati via prima dell'arrivo del contingente ufficiale da Auschwitz; i rapporti dell'agosto 1943, infatti, non menzionano più la presenza di ebrei della "Schmelt". La struttura fu completata e ampliata dai prigionieri giunti direttamente dal campo principale di Auschwitz.
All'inizio di settembre 1943 le SS avviarono il trasferimento dei primi detenuti verso il sottocampo di Fürstengrube (indicato nelle mappe minerarie come Lager Süd), tra i quali c'erano probabilmente alcuni kapo tedeschi. Se al 4 settembre 1943 l'ufficio del lavoro di Auschwitz registrava 129 prigionieri, nel luglio 1944 la cifra era salita a circa persone, di cui l'85-90% di origine ebraica. Tra questi, i più numerosi erano gli ebrei polacchi, seguiti dai deportati provenienti dalla Germania, Austria, Francia, Belgio, Paesi Bassi, Cecoslovacchia, Ungheria e Grecia. In primavera del 1944 a Fürstengrube furono internati anche diverse decine di prigionieri polacchi non ebrei.
Amministrazione Per i primi tre mesi il sottocampo dipese direttamente dal comando centrale di Auschwitz (Stammlager); il 22 novembre 1943 passò sotto la giurisdizione amministrativa di Auschwitz III-Monowitz. Il 22 maggio 1944 la sorveglianza fu affidata alla 3ª Compagnia di guardia di Auschwitz III. La direzione fu svolta prima dallo SS-Hauptscharführer Otto Moll, in carica fino al marzo 1944, e poi dallo SS-Oberscharführer Max Schmidt fino all'evacuazione del campo nel gennaio 1945.
Il personale delle SS in servizio passò dalle 47 unità dell'inizio del 1944 alle 64 rilevate alla fine dello stesso anno.
Vita nel campo Condizioni di lavoro I deportati di Fürstengrube erano impiegati principalmente nell'estrazione del carbone nella miniera Altanlage e nella costruzione del nuovo impianto. Il lavoro estrattivo era organizzato su tre turni (05:00-13:00; 13:00-21:00; 21:00-05:00) ed era estremamente pericoloso per la ristrettezza delle gallerie e le costanti infiltrazioni d'acqua.. Privi di indumenti protettivi, i lavoratori venivano sistematicamente maltrattati dai kapo e dal personale civile della miniera. Gli addetti alla costruzione della nuova miniera operavano su un unico turno diurno, svolgendo operazioni di muratura, carpenteria, saldatura e montaggio. Al termine dei turni lavorativi molti venivano ulteriormente impiegati nell'ampliamento delle strutture del campo.
L'accesso all'infermeria (Krankenbau) era limitato ai casi di grave malattia. I medici delle SS effettuavano selezioni periodiche: i prigionieri ritenuti non più abili al lavoro venivano trasferiti al settore ospedaliero di Birkenau (BIIf). Il tasso di rotazione era elevato; a titolo di esempio, tra l'8 e il 14 maggio 1944 furono trasferiti a Birkenau per motivi di salute 42 prigionieri.
Nonostante le condizioni estreme, si verificarono forme di resistenza culturale: si organizzavano piccoli concerti della banda musicale e rappresentazioni teatrali, alcuni detenuti ritraevano segretamente i compagni di prigionia.
Fughe e repressione I tentativi di fuga da Fürstengrube si verificavano di rado. Nella notte tra il 18 e il 19 dicembre 1943 l'ebreo polacco Gabriel Rothkopf riuscì a fuggire mentre tornava dal lavoro. Per rappresaglia, il comandante Otto Moll giustiziò personalmente un gruppo di prigionieri scelti a caso all'appello. Tra le altre fughe, quella del russo Ivan Potekhnin, il 15 aprile 1944, e del polacco Gorewicz, poi catturato e giustiziato. Nella primavera del 1944 la scoperta di un tunnel scavato sotto una baracca portò all'arresto e all'impiccagione di cinque ebrei tedeschi.
Nell'agosto 1944 il Politische Abteilung scoprì una rete di assistenza gestita da minatori polacchi locali che contrabbandavano ai prigionieri cibo e notizie dal fronte. Gli internati coinvolti furono trasferiti ad Auschwitz I per gli interrogatori e il 10 ottobre 1944 ricondotti a Fürstengrube per essere impiccati pubblicamente.
Evacuazione e massacro finale Tra settembre e dicembre 1944 molti prigionieri polacchi e sovietici furono trasferiti nei campi di Flossenbürg, Buchenwald e Mauthausen. Al 17 gennaio 1945, il campo contava internati, in gran parte ebrei.
Il 19 gennaio 1945, dopo la distruzione dei documenti amministrativi, le SS avviarono l'evacuazione di circa persone con una marcia della morte verso il campo di Gliwice (Gleiwitz). Durante il tragitto, percorso in condizioni climatiche proibitive, le guardie uccisero chiunque non riuscisse a mantenere il passo. Il 20 gennaio il gruppo raggiunse il sottocampo di Gleiwitz II, unendosi ai deportati provenienti da Monowitz. Il giorno seguente circa persone furono caricate su vagoni ferroviari aperti e portati a Mauthausen. A causa del sovraffollamento del campo austriaco, il trasporto fu dirottato verso il campo di Mittelbau-Dora, dove giunse il 28 gennaio con circa superstiti.
Il 27 gennaio 1945, mentre le truppe sovietiche si avvicinavano, un commando di SS tornò a Fürstengrube per eliminare i detenuti malati o esausti rimasti. Alcuni furono fucilati, altri morirono nell'incendio delle baracche appiccato dai nazisti. L'arrivo dell'Armata Rossa interruppe il massacro, permettendo di salvarsi a circa 20 superstiti. Secondo dichiarazioni successive, furono rinvenuti 239 corpi. Uno dei sopravvissuti, Rudolf Ehrlich, fornì una testimonianza chiave il 9 maggio 1945 davanti alla Commissione d'inchiesta sui crimini nazisti.
Il primo comandante, Otto Moll, fu processato dai tribunali militari statunitensi a Dachau e condannato a morte per i crimini commessi in quel campo. L'esecuzione avvenne il 28 maggio 1946.Records of United States Army War Crimes Trials, United States of America v. Otto Moll et al., 1945.
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni
Categoria:Campo di concentramento di Auschwitz Categoria:Olocausto in Polonia