Lomicidio di Alin Mario Berinde è stato un caso di omicidio avvenuto il 19 gennaio 2026 nel villaggio di Cenei, nel distretto di Timiș, in Romania. L’adolescente di 15 anni Alin Mario Berinde fu ucciso da tre minorenni (due quindicenni e un tredicenne) mediante ripetuti colpi inferti con una accetta e un coltello, seguiti da atti di profanazione del corpo, tra cui un tentativo di incendio e la sepoltura del cadavere nel giardino di una delle abitazioni. Il crimine era stato premeditato per circa un mese, e il movente principale è stato individuato nell’invidia nei confronti dello status sociale e dei beni materiali della vittima.
Vittima Alin Mario Berinde (nato nel 2011 – morto il 19 gennaio 2026) era un adolescente di 15 anni originario della comunità di Cenei, nel distretto di Timiș, e studente della scuola secondaria locale. È stato descritto da compagni di classe, insegnanti e vicini come una persona gentile, diligente e rispettosa. Mario proveniva da una famiglia più agiata rispetto a quella dei suoi aggressori ed era noto per aiutare i compagni meno abbienti, prestando loro denaro o oggetti personali. Era popolare tra i coetanei, otteneva risultati scolastici molto elevati ed era attivamente coinvolto nelle attività scolastiche e sportive.
Mario era il miglior studente della sua classe, conseguiva risultati scolastici eccellenti ed era molto stimato dai suoi insegnanti. I compagni lo descrivevano come «il migliore tra noi», una persona che prestava denaro ai coetanei meno fortunati e aiutava chi si trovava in difficoltà. Il suo monopattino elettrico, il telefono cellulare costoso e le scarpe di marca sono stati indicati come fonti di invidia da parte degli aggressori.
L’episodio Il 19 gennaio 2026, intorno alle ore 21:30, la vittima, Alin Mario Berinde, è stata attirata presso l’abitazione di uno dei sospettati con il pretesto di vedere un nuovo quad acquistato dal minorenne di 13 anni. Il veicolo era stato ricevuto come regalo di Natale dal padre, che lavorava all’estero, in Spagna, ed è stato utilizzato per attirare la vittima. Berinde si è recato presso l’abitazione situata nella comunità di Cenei utilizzando il suo monopattino elettrico, secondo le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza locali.
Secondo il rapporto medico-legale, una volta all’interno dell’abitazione il minorenne di 13 anni è stato il primo ad aggredire Berinde, colpendolo ripetutamente alla testa con un’accetta. Tali colpi hanno provocato gravi lesioni cerebrali e sono stati individuati come la causa principale del decesso. Successivamente, uno dei minorenni di 15 anni ha inferto diverse ferite da coltello alla vittima; tuttavia, gli investigatori hanno riferito che tali lesioni erano superficiali e non letali di per sé.
I risultati degli esami tossicologici effettuati il 21 gennaio 2026 hanno indicato la presenza di cannabis nell’organismo del minorenne di 13 anni al momento dell’aggressione. La presenza della sostanza è stata confermata da analisi eseguite presso la clinica di neuropsichiatria infantile di Timișoara.
Gli investigatori hanno riferito che, dopo l’uccisione, il terzo minorenne di 15 anni si è unito agli altri due in atti volti a occultare il crimine. Gli autori hanno tentato di incendiare il corpo utilizzando sostanze infiammabili; tuttavia, il tentativo è riuscito solo parzialmente. Il cadavere è stato successivamente sepolto nel cortile sul retro dell’abitazione, a una profondità di circa 50 centimetri. Secondo gli investigatori, all’interno della casa è stata macellata una gallina, un atto che, secondo i procuratori, era finalizzato a mascherare le tracce di sangue sulla scena del crimine.
Il monopattino elettrico della vittima è rimasto in possesso degli autori ed è stato successivamente ritrovato presso l’abitazione di uno di loro. Il telefono cellulare di Berinde, il marsupio e le chiavi sono stati gettati in diverse zone del villaggio, azioni che, secondo gli investigatori, hanno inizialmente complicato le operazioni di ricerca.
Pianificazione e movente Secondo gli investigatori, l’omicidio era stato pianificato con circa un mese di anticipo, a partire da dicembre 2025. I tre minorenni hanno atteso un momento favorevole, approfittando del fatto che il padre del tredicenne (proprietario dell’abitazione) fosse partito per lavorare all’estero e che la madre svolgesse un turno di notte. Gli investigatori hanno dichiarato che i sospettati monitoravano gli spostamenti della famiglia al fine di individuare un giorno adatto per l’attacco.
I procuratori e i resoconti dei media hanno individuato nell’invidia il principale movente del crimine. Berinde proveniva da una famiglia più agiata ed era noto tra i coetanei per il possesso di beni costosi, come un telefono cellulare, scarpe di marca e un monopattino elettrico. Secondo le ricostruzioni, gli autori, provenienti da contesti sociali più svantaggiati, erano turbati dallo status sociale più elevato della vittima. Berinde è stato descritto come il miglior studente della sua classe, popolare e attivamente impegnato nell’aiutare i compagni meno fortunati, elementi che, secondo gli investigatori, avrebbero contribuito alla gelosia degli aggressori.
Precedenti episodi riguardanti gli autori I due minorenni di 15 anni coinvolti nell’aggressione erano già stati oggetto di una denuncia per aggressione fisica ai danni di un giovane di 18 anni. L’episodio si era verificato nel dicembre 2025 e la vittima aveva presentato denuncia presso il posto di polizia di Cenei il 23 dicembre 2025, sostenendo di essere stata aggredita fisicamente dai due minorenni al di fuori del centro abitato della comunità. La polizia aveva avviato un procedimento penale per lesioni personali o altri atti di violenza.
Il 14 gennaio 2026, cinque giorni prima dell’omicidio, la persona offesa ha ritirato la denuncia. In base alla normativa romena relativa al reato di lesioni personali o altri atti di violenza, la prosecuzione dell’azione penale è subordinata alla volontà della vittima; di conseguenza, il procedimento è stato archiviato.
Successivamente, la polizia ha dichiarato che gli stessi due minorenni di 15 anni sono stati poi indagati per l’uccisione di Alin Mario Berinde, evidenziando una precedente condotta violenta antecedente al delitto.
Secondo dichiarazioni successive del padre della vittima dell’aggressione del dicembre 2025, la denuncia sarebbe stata ritirata sotto la pressione dei genitori dei minorenni coinvolti.
Contesto Percorso e comportamento Il minorenne di 13 anni identificato dagli investigatori come autore principale era un calciatore del settore giovanile dell’LPS Banatul Timișoara, un’accademia calcistica nota per aver formato giocatori successivamente approdati a competizioni di primo livello, tra cui la SuperLiga romena. Inizialmente aveva militato nella squadra locale AS Bobda ed era stato selezionato all’età di 10 anni dall’allenatore Ciprian Manolache. Successivamente era stato trasferito all’LPS Banatul, dove ricopriva i ruoli di difensore centrale o centrocampista.
Nonostante il potenziale fisico e atletico, il minorenne avrebbe manifestato un comportamento violento e impulsivo. L’allenatore Ciprian Manolache ha descritto ripetuti episodi di aggressività durante allenamenti e partite:
Manolache ha inoltre affermato che le difficoltà andavano oltre la sola aggressività fisica, estendendosi a una marcata instabilità emotiva:
Il minorenne è stato successivamente escluso dalla squadra a causa di assenze ripetute, sebbene alcune fonti abbiano indicato che tali assenze potrebbero essere state legate a un’influenza negativa del suo entourage.
Droga e indagine DIICOT Il 21 gennaio 2026, il minorenne di 13 anni è risultato positivo alla cannabis. A seguito di tale esito, la Direzione per l’Investigazione della Criminalità Organizzata e del Terrorismo (DIICOT) di Timișoara ha annunciato l’avvio di un’indagine penale in rem relativa al traffico di droghe a rischio e alla detenzione di sostanze stupefacenti per uso personale.
Secondo gli investigatori, a partire dall’estate del 2025 un uomo di 24 anni avrebbe fornito cannabis al minorenne di 13 anni e ad altri minori di età compresa tra i 13 e i 15 anni, inclusi i due quindicenni coinvolti nell’omicidio. Il 24 gennaio 2026, la DIICOT ha effettuato perquisizioni nel comune di Cenei con il supporto di agenti della Brigata per la Lotta alla Criminalità Organizzata (BCCO) di Timișoara e della gendarmeria.
Le perquisizioni sono state effettuate in tre località di Cenei. Presso l’abitazione del principale sospettato, le autorità hanno riferito il sequestro dei seguenti oggetti:
circa 110 grammi di cannabis un grinder una bilancia elettronica altro materiale probatorio
Indagati nel procedimento per traffico di droga L’indagine della DIICOT si è concentrata su due soggetti:
Uomo di 24 anni (presunto fornitore principale) Accusa: traffico di droghe a rischio in forma continuata Stato: fermato dalla DIICOT il 24 gennaio 2026; il 25 gennaio 2026 un giudice ha disposto 30 giorni di custodia cautelare Le autorità hanno riferito che l’uomo ha negato le accuse, sostenendo che la droga sequestrata fosse destinata all’uso personale; tale versione è stata contestata dagli investigatori sulla base delle prove raccolte
Adolescente di 17 anni (presunto intermediario) Accusa: traffico di droghe a rischio in forma continuata Stato: fermato il 24 gennaio 2026; il 25 gennaio 2026 i procuratori hanno disposto il controllo giudiziario in luogo della custodia cautelare Gli investigatori hanno affermato che avrebbe fornito cannabis a minori di età compresa tra i 13 e i 15 anni e che talvolta ne avrebbe fatto uso insieme a loro
Altri sospettati La DIICOT ha inoltre riferito che altri due giovani di Cenei sono stati fermati con l’accusa di traffico di stupefacenti e di possibili collegamenti con il caso, sebbene il loro ruolo preciso fosse ancora oggetto di indagine al 30 gennaio 2026.
Secondo la DIICOT, la presunta rete di traffico sarebbe stata attiva dall’estate del 2025, con il sospettato di 24 anni che avrebbe rifornito ripetutamente cannabis al diciassettenne intermediario, il quale a sua volta l’avrebbe distribuita o consumata insieme ad altri minori del comune. Gli investigatori hanno affermato che le sostanze sarebbero giunte anche ai tre minorenni coinvolti nell’uccisione di Mario Berinde, nonché ad altri minori della zona, indicando l’esistenza di un problema più ampio di traffico di droga nella località.
Reazioni e conseguenze L’omicidio ha suscitato forti reazioni sia a livello locale che nazionale e ha innescato un dibattito pubblico sulla responsabilità penale dei minori in Romania. I residenti di Cenei e delle località limitrofe hanno espresso paura e preoccupazione dopo la rivelazione che il minorenne di 13 anni indicato dagli investigatori come autore principale non poteva essere ritenuto penalmente responsabile secondo l’attuale quadro normativo.
Il caso ha ricevuto un’ampia copertura mediatica e ha alimentato discussioni nella società civile, sui social media e tra esperti giuridici circa l’adeguatezza della legislazione vigente in materia di reati violenti gravi commessi da minorenni.
Petizione «Legge Mario» All’indomani del crimine è stata lanciata una petizione online, informalmente denominata «Legge Mario», da Lavinia Bichler. Entro il 30 gennaio 2026 la petizione aveva raccolto oltre 250.000 firme, diventando una delle più sottoscritte in Romania negli ultimi anni.
La petizione chiedeva modifiche sostanziali al Codice penale romeno, tra cui:
l’abbassamento dell’età della responsabilità penale a 10 anni per omicidio e omicidio aggravato, subordinato alla dimostrazione di dolo, premeditazione e capacità di discernimento mediante perizia psichiatrico-forense; l’eliminazione dell’esenzione automatica dalla responsabilità penale basata esclusivamente sull’età nei casi di reati contro la vita;