La controversia sul panteismo (in tedesco: Pantheismusstreit), altrimenti conosciuta come Spinozismusstreit, è stata un dibattito filosofico sulla natura del sistema spinoziano della seconda metà del Settecento tedesco. Iniziata come un confronto tra Jacobi e Mendelssohn, la controversia coinvolgerà con il passare degli anni le illustri riflessioni di Kant, Goethe, Herder e di altri nomi centrali nel panorama del pensiero classico tedesco.

Storia La controversia prende piede inizialmente in ambito privato, quando Lessing confida a Jacobi poco prima di morire la sua adesione al sistema spinoziano, sintetizzandone la natura più profonda nel motto en kai pan (letteralmente "Uno e tutto"). Ovviamente questa rivelazione non poteva che essere profondamente scandalosa: se Lessing era all'epoca ritenuto uno dei più fini razionalisti tedeschi, la filosofia di Spinoza era da sempre dipinta come l'estremo opposto alla sensibilità illuminista oltre che essere accusata a più riprese di ateismo.

Il dibattito diviene di dominio pubblico con la pubblicazione del Sistema di Spinoza di Jacobi nel settembre del 1785, successivamente alla mancata collaborazione per la realizzazione di una biografia del defunto Lessing. Nel testo Jacobi non si limita a riportare la conversazione avuta con l'amico drammaturgo, ma enfatizza come una coerente adesione al razionalismo non possa che portare al temuto spinozismo. Così, seguendo il bisogno di eliminare le cause secondarie e ponendo una singola sostanza che coincide con la totalità della natura, si mina alla base l'idea della libertà umana, dell'esistenza di un dio personale e di una distinzione qualitativa tra causa ed effetto. Appurato questo, Jacobi rigetta il paradigma razional-spinoziano proponendo la sua alternativa: invece di fondare il mondo tramite la cieca ragione sarà necessario un atto di fede, un salto mortale, che accetti l'indimostrabilità di concetti come la libertà umana pur dandoli per veri. La ragione potrà operare solo dopo questo atto di fede, mantenendo così un principio irrazionale per salvare il mondo e la sua intellegibilità. In questo modo, il dibattito sull'ateismo diventa per Jacobi un cavallo di Troia per attaccare il cuore teorico dellaufklärung berlinese a cui Mendelssohn apparteneva.

La replica di Mendelssohn, contenuta nelle Ore mattutine, nega l'adesione totale di Lessing al fatalismo spinoziano, proponendo invece un'ipotesi ermeneutica che divide su due piani esistenziali diversi la modalità in cui Dio comprende il mondo (spinoziana) e come l'umanità conosce la realtà (tradizionalmente illuminista). Nel 1786 Jacobi replica dopo la morte del suo avversario filosofico che il sistema di Spinoza non può che essere inteso come una dottrina dell'unità della sostanza, vincendo agli occhi del pubblico intellettuale dell'epoca la disputa.

Dopo Mendelssohn, Jacobi si confronta con Herder e Goethe. Il primo sostiene che Spinoza sia limitato dall'impianto meccanicistico della scienza del suo tempo, ma che alla luce dell'organicismo tardo-settecentesco si possa redimere, mentre Goethe difende uno Spinoza morale, attento all'etica non come guida della prassi quanto come tensione verso la beatitudine e l'armonia con il mondo.

Un'ulteriore svolta nel dibattito avviene quando Kant nel 1786 pubblica sulla Berlinische Monatsschrift il suo articolo Che cosa significa orientarsi nel pensiero? (Was heißt: Sich im Denken orientiren?). In questo breve testo, Kant sostiene che sia Jacobi che Mendelssohn abbiano frainteso i termini del discorso: da una parte è vero che Dio, la libertà dell'uomo e l'esistenza del mondo come totalità non sono di per sè dimostrabili, ma d'altro canto non è nemmeno necessario il salto mortale irrazionale proposto da Jacobi. Invece di essere compresi come normali oggetti del mondo, gli enti metafisici devono essere postulati dalla ragione, ovvero posti come elementi portanti per la ragion pratica. Così, pur rimanendo indimostrabili, concetti come Dio o l'immortalità dell'anima non possono che essere presi come veri proprio in nome dell'esistenza della morale e dei nostri doveri nei confronti di essa. Il testo si conclude con un avvertimento: l'irrazionalismo di Jacobi sarebbe la porta prima per il relativismo, poi per il dogmatismo e infine per la tirannide. La terza via kantiana concilia ragione e fede ponendo la seconda come una diretta conseguenza della prima.

Conseguenze del dibattito Già nel 1786, la controversia porta a un rinascimento negli studi su Spinoza in Germania, tant'è che il confronto con il suo sistema diviene una tappa obbligata per molti pensatori classici.

Fichte, pur riconoscendo la profonda coerenza del sistema spinoziano, lo ritiene impraticabile e quindi inadatto al suo progetto filosofico. Schelling invece riconosce il merito del pensatore olandese nell'aver ipotizzato l'assoluto come origine del mondo, pur prendendo le distanze dalla sua reificazione. Infine, Hegel, anche sulla base della sua collaborazione intellettuale con Paulus, riprende il dibattito "animando" l'assoluto di Spinoza tramite la sua dialettica immanente.

Note

Voci correlate Determinismo Assoluto Acosmismo

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