Biografia Valentini nacque ad Altilia, in provincia di Cosenza, il 4 ottobre 1915, in una famiglia di modeste condizioni. Il padre, Francesco Valentino, emigrò negli Stati Uniti in cerca di lavoro e vi morì nel 1927, lasciando la moglie Maria Carmela Greco con tre figli. Scipione trascorse infanzia e adolescenza ad Altilia; inizialmente dovette interrompere gli studi dopo le elementari a causa delle difficoltà familiari, ma in seguito la madre e il fratello maggiore Eugenio lo mandarono a scuola a Cosenza, dove conseguì la licenza media-commerciale e poi il diploma presso l’Istituto Magistrale nel 1937.

Iniziò la carriera di insegnante come maestro elementare supplente nelle aree rurali a partire dal 1938; nel 1941, risultando primo classificato nel concorso magistrale, ottenne la cattedra di ruolo come docente. Deciso a proseguire la propria formazione, si iscrisse ai corsi di Vigilanza Didattica presso la Facoltà di Magistero dell’Università di Roma (dove ebbe come docenti Luigi Volpicelli e Galvano Della Volpe, studiando le teorie pedagogiche di John Dewey e della scuola europea). Nel 1949 conseguì la laurea in Materie Letterarie presso l’Università di Messina, discutendo una tesi su Sibari e Crotone.

Nel dopoguerra (1946-1948) visse tra Napoli e Roma, impegnandosi nell’attività politico-sindacale a livello nazionale. In particolare nel 1947 fu eletto dirigente nazionale dell’organizzazione sanitaria ULT-Inca della CGIL durante un congresso a Milano. Rientrato in Calabria dopo la laurea, si stabilì a Cosenza, insegnando a Piane Crati (nell’hinterland cosentino) e intraprendendo attività culturali, oltre a quella politica e sindacale a livello locale. Dalla seconda metà degli anni Cinquanta fu uno dei principali dirigenti del sindacato insegnanti elementari (AMI-SNASE) in provincia di Cosenza, ricoprendo per circa vent’anni la carica di segretario provinciale. Nel 1970 promosse la confluenza dello SNASE nella CGIL-Scuola e nello stesso anno ottenne la nomina a ispettore scolastico del Ministero della Pubblica Istruzione.

Parallelamente alla carriera scolastica, Valentini portò avanti un costante impegno intellettuale. Dal 1976 al 1978 fu collaboratore culturale presso l’Istituto Superiore di Scienze Sociali di Cosenza, continuando i suoi studi in campo filosofico, pedagogico e letterario.

La sua vita si interruppe prematuramente il 20 gennaio 1979 a Castrolibero, a causa di un improvviso ictus cerebrale, all’età di 63 anni. Le sue spoglie riposano nel cimitero di Altilia, accanto alle tombe dei familiari.

Carriera politica Gli inizi Valentini aderì in giovane età al movimento Giustizia e Libertà e quindi al Partito d’Azione durante la fase finale della seconda guerra mondiale. Nel dopoguerra entrò nel Partito Socialista Italiano (PSI), schierandosi nella sua corrente di sinistra guidata da Lelio Basso, di cui divenne animatore in Calabria dalla metà degli anni Cinquanta. All’interno della federazione socialista cosentina ricoprì incarichi direttivi, venendo eletto membro del Collegio dei Probiviri provinciale.

A livello amministrativo locale fu eletto consigliere comunale ad Altilia e a Cassano all’Ionio; successivamente sedette nei consigli comunali di Cosenza (dal 1960 al 1968) e di Dipignano (1969-1970). Nel 1964 partecipò alla scissione della sinistra socialista che diede vita al Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria (PSIUP), di cui fu tra i fondatori in Calabria. All’interno del PSIUP ricoprì l’incarico di segretario provinciale a Cosenza dal 1971 fino allo scioglimento del partito nel 1972. Dopo la fine del PSIUP, rientrò nelle file del PSI nel 1972.

Consigliere e presidente del Consiglio Regionale della Calabria Con l’istituzione delle Regioni a statuto ordinario, alle prime elezioni regionali in Calabria del 1970 Valentini fu eletto consigliere regionale. Nell’Assemblea calabrese si distinse come convinto meridionalista e sostenitore dell’autonomia regionale, risultando tra i consiglieri più attivi nella stesura dello Statuto della Regione Calabria. L’8 maggio 1973 venne eletto presidente del Consiglio Regionale della Calabria, succedendo al socialista Mario Casalinuovo , e mantenne la carica fino al 21 luglio 1975.

Durante il suo mandato presidenziale promosse una collaborazione armoniosa tra Consiglio e Giunta regionali, valorizzando il ruolo di indirizzo politico dell’assemblea legislativa. Tra le iniziative da lui avviate vi furono un convegno nazionale sul neofascismo (nell’ambito di una più ampia Inchiesta delle Regioni sul fenomeno) e una grande mostra sulla Resistenza e la Deportazione, organizzata a Reggio Calabria in cooperazione con il Consiglio Regionale del Piemonte. Inoltre, sotto la sua guida nacquero il mensile ufficiale dell’assemblea, Calabria (il primo numero uscì nel luglio 1973), e la Biblioteca del Consiglio Regionale, istituita per raccogliere e valorizzare la documentazione sull’ente.

Sindaco di Castrolibero Dopo la conclusione dell’esperienza in Consiglio regionale, nel 1975 Valentini fu eletto sindaco di Castrolibero, carica che mantenne fino al 1978. Nel triennio da sindaco promosse un notevole sviluppo urbanistico del comune, con la nascita di nuovi quartieri residenziali alle porte di Cosenza dotati di strade, servizi, aree verdi e una nuova chiesa. Fece realizzare importanti infrastrutture pubbliche, tra cui scuole (in particolare l’istituto comprensivo nella frazione Andreotta) e istituì la biblioteca comunale di Castrolibero, concepita come centro culturale di zona.

Riconoscimenti Dopo la scomparsa di Valentini, diverse istituzioni e luoghi pubblici in Calabria sono stati intitolati in suo onore. A Castrolibero gli sono stati dedicati due vie, una a Cosenza e una ad Andreotta, e l’Istituto di Istruzione Superiore locale (oggi Liceo Scientifico “Scipione Valentini”). Portano il suo nome anche l’Istituto Comprensivo dei comuni di Carolei e Dipignano, una scuola a Cosenza nella frazione Andreotta.

Note

Bibliografia

Collegamenti esterni INCA-CGIL, su inca.it. Banca Dati, su Consiglio Regionale della Calabria. Scipione Valentini, su Treccani.