Biografia Sebbene non si conoscano né la data né il luogo di nascita di Shami, la sua nisba (Shami < Shanbi) lascia intendere che avesse visto la luce a Shanb-i Ghazani, un quartiere di Tabriz nella regione nord-occidentale dell'Azerbaigian iraniano, dove l'ilkhan Ghazan (al potere dal 1295 al 1304) aveva istituito una fondazione di beneficenza... Il padre e il fratello di Shami si chiamavano Muhammad, ma poco altro si sa della sua famiglia o della sua infanzia.. Egli deteneva i titoli di mawlana ("nostro maestro") e va'iz ("predicatore"), il che suggerisce che avesse ricevuto un'educazione religiosa islamica tradizionale. Il fatto che fosse autore di un'opera in lode dei Dodici Imam lascia desumere anche che, come minimo, tenesse in ampia considerazione la linea genealogica di ʿAlī ibn ʾAbī Ṭālib (morto nel 661). Lo storico moderno İlker Evrim Binbaş ha descritto lo Shami dell'epoca alla stregua di un predicatore «con una sfumatura di lealismo alide».

Shami entrò al servizio del sovrano jalayiride Shaykh Uways Jalayir (r. 1356-1374), la cui famiglia si proponeva di essere successore degli ilkhan in Iraq e Azerbaigian. Nel 1366-1367 tradusse Silwan al-Mutaε (Il conforto del sovrano) dall'arabo al persiano, un'opera politica didattica del genere speculum principis di Ibn Zafar (morto nel 1169-1170). Secondo gli scritti dello stesso Shami, quando Tamerlano arrivò davanti a Baghdad il 29 agosto 1393, Shami fu il primo degli abitanti di Baghdad a presentarsi e sottomettersi a lui. Quando Shami era in pellegrinaggio verso l'Hejaz, poco prima dell'attacco di Tamerlano ad Aleppo nel 1400, Shami si ritrovò incarcerato dalle autorità di Aleppo, che credevano che stesse spiando per conto dell'emiro timuride. Per questo motivo, Shami divenne testimone oculare dell'assedio di Tamerlano alla città e della sua successiva resa. Dopo la conquista di Aleppo da parte degli aggressori, fu portato al suo cospetto per la seconda volta e sembra che sia rimasto nella sua cerchia ristretta. Poco dopo, nel 1401-1402, Tamerlano gli ordinò di scrivere una storia completa delle sue conquiste con la clausola che fosse in uno stile chiaro e poco arzigogolato, in modo da renderla leggibile a tutti i lettori e non solo a pochi eletti. Shami presentò la cronaca a Tamerlano intorno all'aprile 1404. Lo storico moderno Peter Jackson ha sostenuto che il titolo dello Zafarnama non è attestato nella compilazione originale consultata successivamente nelle compilazioni di Hafiz-i Abru, ma solo in una seconda versione dedicata da Shami a Umar Bahadur, nipote di Timur (che era stato appena nominato governatore dell'Azerbaigian).. Shami entrò probabilmente al servizio di Umar Bahadur dopo la morte di Tamerlano nel 1405. Secondo Hafiz-i Abru, Shami era già morto nel 1411-1412, anche se qualcuno immagina spirò prima del 1409. Godendo di grande prestigio tra i suoi contemporanei per la sua erudizione, Sharaf al-Din Ali Yazdi lo definì uno dei migliori scrittori della sua epoca nel suo Zafarnama.

Lo Zafarnama di Shami, la più antica cronaca timuride conosciuta e la più antica biografia sopravvissuta su Tamerlano,. fu continuato da Hafiz-i Abru con lo Zayl-i Zafarnama, che trattava della vita di Tamerlano dal 1404 al 1405.. Lo Zafarnama di Shami costituì anche la base della più nota opera omonima e già citata di Sharaf al-Din Yazdi..

Note

Bibliografia