La 6ª Brigata meccanizzata autonoma delle guardie "Kiev-Berlino" (; unità militare 05733) è un'unità di fanteria meccanizzata delle Forze terrestri bielorusse, subordinata al Comando operativo occidentale e con base a Hrodna.
Storia Unione Sovietica Le origini della brigata risalgono al 12º Corpo corazzato (), costituito il 25 maggio 1942 e incluso nella 3ª Armata corazzata. Il corpo venne impiegato nell'agosto successivo nell'offensiva di Kozel'sk, volta ad eliminare la penetrazione della 2. Panzerarmee tedesca nella regione di Kaluga, ma con scarsi risultati e enormi perdite di veicoli e uomini. Il 29 dicembre il comandante del corpo, colonnello Makarij Česnokov, morì in un bombardamento di artiglieria nemico. Dopo un periodo di riposo la formazione tornò all'attacco nella seconda metà del gennaio 1943 con l'offensiva Ostrogožsk-Rossoš', annientando la 2ª Armata ungherese e vari reparti di alpini italiani dell'8ª Armata.
Insieme alla 3ª Armata, il 12º Corpo continuò la sua avanzata in direzione di Poltava fino a quando non venne urgentemente trasferito a Char'kov per sostenere la 6ª Armata contro la controffensiva tedesca nell'area. Già indeboliti dalle battaglie precedenti e con una logistica mal organizzata, i reparti dell'armata corazzata sovietica non riuscirono a sviluppare un'offensiva efficace, venendo invece circondati dalle tre divisioni SS "Leibstandarte Adolf Hitler", "Totenkopf" e "Das Reich". Dopo tentativi di sfondamento il 12º riuscì a liberarsi dall'accerchiamento con ordine, dovendo ripiegare con i resti della 3ª Armata 20-30 chilometri a nord-ovest di Krasnograd per cercare di coprire le vie di accesso a Char'kov. Dopo i pesanti combattimenti, la città cadde nuovamente nelle mani tedesche e il corpo venne fatto ritirare prima a Volčansk e poi nelle riserve del Comando Generale nella regione di Tambov.
Da primavera a l'estate 1943 la formazione venne ricostituita e riaddestrata prima di tornare nuovamente sul fronte a luglio come parte della nuova 3ª Armata corazzata. Il 12º rientrò in azione durante l'operazione Kutuzov successiva alla battaglia di Kursk; di nuovo le formazioni corazzate subirono dure perdite in una serie di attacchi frontali ma le operazioni terminarono con la vittoria finale sovietica. Per i successi ottenuti in queste operazioni, con l'ordine del Commissariato del Popolo per la Difesa dell'URSS n. 0404 del 26 luglio 1943, la formazione fu elevata a unità delle guardie e riorganizzata nel 6º Corpo corazzato.
Offensive ucraine Nel settembre seguente il corpo partecipò alle pesanti battaglie per raggiungere Kiev lungo il fiume Dnepr dove il comandante, maggior generale Mitrofan Zinkovič, morì per le ferite ricevute. Alla fine di ottobre, sotto il comando del generale Pavel Rybalko, il 6º Corpo e le altre unità della 3ª Armata furono trasferite in segreto verso la testa di ponte di Ljutež. Il 4 novembre incominciò l'attacco verso la città con il 6º Corpo come unità principale dell'armata. L'offensiva sbaragliò le unità tedesche e Kiev venne ufficialmente dichiarata liberata la mattina del 6 novembre. Nello stesso giorno la formazione venne intitolata alla città per i grandi risultati in combattimento. Le 51ª, 52ª, 53ª Brigata corazzata e la 22ª Brigata fucilieri motorizzata del corpo continuarono ad avanzare e il giorno dopo conquistarono la città di Fastov a discapito della 25. Panzer-Division, riuscendo così a tagliare la linea ferroviaria principale che collegava il gruppo tedesco di Kiev con il gruppo di Krivoj Rog; le brigate ottennero tutte e quattro il titolo onorifico "Fastov".
Pochi giorni dopo le forze naziste tentarono una nuova offensiva per riconquistare Kiev. il 6º Corpo corazzato, insieme al 9º Corpo meccanizzato, cercò di fermare l'avanzata delle Panzer-Division tedesche con scarsi risultati e dopo alcuni duri scontri la città di Žitomir venne rioccupata dalle forze naziste. Il 6º Corpo venne spostato più ad est per difendere la strada per la capitale ucraina, scontrandosi duramente contro le unità del XXXXVIII. Pazerkorps fino al 30 novembre. Tuttavia, grazie alla abilità tattica del comando tedesco, il 6º, 7º e 9º Corpo rischiarono di essere accerchiati e sfuggirono solo dopo aver subito perdite ed aver abbandonato 153 carri armati, 70 cannoni campali e 250 cannoni anticarro, dovendo così tornare in riserva per ricostituirsi. La 3ª Armata tornò sul fronte alla vigilia di Natale 1943 con il 6º Corpo "Kiev" che aprì la strada Žitomir-Kiev. La formazione continuò ad avanzare, respingendo i deboli attacchi del XXXXVIII. Pazerkorps e dirigendosi in direzione sud verso Berdičev, che venne liberata il 5 gennaio 1944.
All'inizio del marzo 1944 l'Armata Rossa diede iniziò all'offensiva Proskurov-Černovcy volta a riconquistare l'Ucraina occidentale dalle forze tedesche. Avanzando sulla linea Tarnopol-Čornyi Ostriv, i carri armati sovietici del 6º Corpo intercettarono a Voločisk la linea ferroviaria Leopoli-Odessa e quindi interruppero i collegamenti tra la 4. Panzerarmee e la 1. Panzerarmee.
Passati alcuni mesi nelle riserve del 1º Fronte ucraino, nel luglio 1944 il 6º Corpo "Kiev" partecipò all'offensiva Leopoli-Sandomierz e, con il 7º "Kiev" e il 9º "Kiev-Žitomir", spinse all'interno delle retrovie tedesche attraverso il "Corridoio di Koltov" arrivando a Zoločiv. Successivamente il corpo venne portato a nord-ovest di Leopoli, aggirando la città per poi colpirla da occidente. In seguito, il corpo corazzato si mosse verso la Vistola, raggiunta nel frattempo dalle altre truppe sovietiche, avanzando su Przemyśl e Jarosław il 27 luglio e ottenendo per questo l'Ordine di Suvorov di II Classe. Lì nel mese di agosto difese strenuamente la testa di ponte vicino a Sandomierz contro il nuovo gruppo corazzato del Heeresgruppe Nordukraine infliggendo importanti perdite ai veicoli tedeschi.
Alla fine del mese i carri del 6º delle guardie erano sul grande fiume e contribuirono alla conquista, al consolidamento e alla difesa delle preziose teste di ponte di Sandomierz e Baranów. Dopo duri combattimenti difensivi l'armata corazzata del generale Rybalko, protagonista di questa rapida e riuscita avanzata, venne quindi ritirata nel mese di settembre 1944 per essere riorganizzata in vista del previsto grande balzo verso il cuore della Germania.
Verso Berlino Il 12 gennaio 1945 l'Armata Rossa sferrò la grande offensiva sul fronte della Vistola che in poche settimane avrebbe sbaragliato le difese tedesche e portato le unità di punta sovietiche fino all'Oder a soli 80 km da Berlino. Il 6º Corpo corazzato delle guardie si avviò con la 3ª Armata corazzata ad ovest di Kielce.
La manovra ebbe pieno successo e permise ai sovietici di impadronirsi di questa ricca regione economica; successivamente il 6º Corpo prese parte alla marcia verso l'Oder e ai duri combattimenti in Sassonia della primavera 1945. Il successivo 16 aprile la 3ª Armata corazzata delle guardie costituì l'elemento di testa dell'ultima offensiva del maresciallo Konev contro la capitale stessa del Reich; il 6º e il 7º Corpo corazzato delle guardie, sollecitati alla massima velocità, effettuarono una rapidissima avanzata a sud di Berlino anticipando le unità del maresciallo Žukov, schierate più a nord. Furono i reparti corazzati del generale Rybalko che raggiunsero per primi la periferia meridionale di Berlino, dopo essere stati dirottati, su ordine diretto di Stalin, verso nord per accelerare le operazioni. Il 6º Corpo corazzato delle guardie avanzò fianco a fianco con il 7º Corpo corazzato nei sobborghi meridionali, impegnandosi in duri scontri cittadini che costarono rilevanti perdite contro la disperata difesa tedesca.
Dopo il congiungimento con i reparti dei generali Čujkov e Katukov, appartenenti al fronte di Žukov e alcune aspre controversie tra i reparti dei due fronti per la linea di separazione, alla fine le forze del maresciallo Konev furono fermate per ordine superiore e quindi il 6º "Kiev" delle guardie si disimpegnò dall'area berlinese e ritornò a sud. L'ultimo impegno del corpo, sempre affiancato dagli altri reparti della 3ª Armata corazzata delle guardie, sarebbe stata l'audace marcia su Praga che si sarebbe conclusa vittoriosamente il 9 maggio, anticipando le forze americane provenienti da ovest.
Dopoguerra Il 10 luglio 1945, in conformità con la direttiva del Comando Supremo Comando n. 11096 del 29 maggio 1945, il 6º Corpo divenne parte del Gruppo Centrale delle Forze con sede a Pardubice nell'allora Cecoslovacchia. Due anni dopo la formazione, nel frattempo ridotta al grado di divisione, venne trasferita al Gruppo di forze in Germania a Wittenberg costituendo una delle unità più potenti e preparate dell'Esercito sovietico, pronto a passare all'offensiva attraverso il varco di Fulda in caso di guerra con la NATO.
Tra il 1979 e il 1980 la divisione fu trasferita nella RSS Bielorussa come parte della 28ª Armata combinata.
Bielorussia Nel marzo 1992 la divisione entrò a far parte delle neocostituite forze terrestri della Repubblica indipendente di Bielorussia. Nel corso di tutti gli anni della sua esistenza nella moderna Bielorussia, il personale dell'unità ha partecipato a varie esercitazioni come: "Neman-2001", "Cielo Sereno-2003", "Scudo della Patria-2004", "Scudo dell'Unione-2006", "Autunno-2008", "Zapad-2009", "Scudo dell'Unione-2011", "Zapad-2013", "Scudo dell'Unione-2015", "Zapad-2021", "Determinazione Alleata-2022".
Struttura
6ª Divisione corazzata (1946)
51º Reggimento corazzato delle guardie "Fastov" 52º Reggimento corazzato delle guardie "Fastov" 53º Reggimento corazzato delle guardie "Fastov" 22º Reggimento fucilieri motorizzato delle guardie "Fastov" 78º Reggimento corazzato pesante semovente delle guardie 272º Reggimento mortai delle guardie 286º Reggimento artiglieria antiaerea delle guardie Battaglione artiglieria Obice 439º Battaglione mortai delle guardie 3º Battaglione Motociclisti delle guardie 120º Battaglione zappatori delle guardie 145º Battaglione comunicazioni delle guardie 185º Battaglione medico-sanitario 682º Battaglione Autotrasporto Battaglione corazzato d'addestramento
6ª Brigata meccanizzata (2026)
78º Battaglione meccanizzato delle guardie (unità militare 04108) 202º Battaglione meccanizzato delle guardie (unità militare 09155) Battaglione meccanizzato delle guardie 52º Battaglione corazzato delle guardie Battaglione ricognizione 350º Gruppo artiglieria (unità militare 14310) 1º Battaglione artiglieria semovente 2º Battaglione artiglieria semovente Battaglione artiglieria lanciarazzi Battaglione artiglieria anticarro Batteria mortai Battaglione missilistico antiaereo Battaglione comunicazioni Battaglione genio Battaglione logistico Battaglione manutenzione Compagnia medica
Comandanti Unione sovietica Maggior generale Semën Bogdanov (maggio 1942 - settembre 1942) Colonnello Makarij Česnokov (settembre 1942 - dicembre 1942) † Maggior generale Vasilij Mitrofanov (dicembre 1942 - gennaio 1943) Maggior generale Mitrofan Zinkovič (gennaio 1943 - settembre 1943) † Maggior generale Ivan Suchov (settembre 1943 - ottobre 1943) ad interim Maggior generale Aleksej Panfilov (ottobre 1943 - aprile 1944) Maggior generale Vasilij Novikov (aprile 1944 - febbraio 1945) Maggior generale Vasilij Mitofanov (febbraio 1945 - agosto 1945)
Bielorussia Maggior generale Aljaksandr Paŭloŭski (199? - 1994) Colonnello Aleh Belakoneŭ Colonnello Aljaksandr Papenka (2002 - 200?) Colonnello Viktar Chrenin (2008 - 2010) Colonnello Aljaksandar Bas (201? - 2016) Colonnello Vadzim Suraŭ (2016 - 2020) Colonnello Aljaksandr Laŭrenaŭ (2020 - agosto 2023) Colonnello Ruslan Hlovacki (agosto 2023 - in carica)
Note
Categoria:Brigate meccanizzate Categoria:Forze armate bielorusse