La marea solida terrestre è una deformazione periodica della superficie solida della Terra causata principalmente dall’attrazione gravitazionale della Luna e, in misura minore, del Sole.

Tali forze modificano il campo gravitazionale terrestre, producendo variazioni nella direzione della verticale e nella forma delle superfici equipotenziali.

In condizioni ideali, se la Terra fosse completamente fluida e omogenea, la sua superficie si disporrebbe lungo superfici equipotenziali regolari. In realtà, la presenza di una struttura interna complessa e di una crosta solida limita l’ampiezza delle deformazioni, rendendole difficilmente osservabili direttamente.

A differenza delle maree oceaniche, facilmente rilevabili lungo le coste, la marea solida terrestre presenta ampiezze molto ridotte e richiede strumenti di elevata precisione per essere misurata. La sua osservazione si basa principalmente sulla determinazione delle variazioni nella direzione della verticale e su misure indirette degli spostamenti della crosta.

Dal punto di vista teorico, la deviazione della verticale dipende dalle masse e dalle distanze dei corpi celesti coinvolti e dall’orientamento del punto osservato rispetto alla Luna e al Sole. L’effetto lunare risulta generalmente predominante rispetto a quello solare.

Attraverso modelli matematici è possibile descrivere il fenomeno in termini di oscillazioni giornaliere, semigiornaliere e mensili, legate ai moti della Luna e della Terra.

Nel corso del XIX e del XX secolo furono sviluppate tecniche di osservazione sempre più avanzate, in particolare mediante l’impiego di pendoli orizzontali installati in ambienti protetti, come miniere e gallerie sotterranee.

Le ricerche condotte nel XX secolo mostrarono che le ampiezze osservate risultano inferiori a quelle previste da modelli basati su una Terra perfettamente rigida, indicando una struttura interna elastica.

Manifestazione del fenomeno

La marea solida terrestre si manifesta come un lento sollevamento e abbassamento della crosta terrestre che interessa simultaneamente vaste regioni della superficie del pianeta.

Nei punti rivolti verso la Luna e in quelli diametralmente opposti si formano due rigonfiamenti principali della crosta, mentre nelle regioni intermedie si verifica un lieve abbassamento.

Il fenomeno segue prevalentemente un ciclo semidiurno, con un periodo medio di circa 12 ore e 25 minuti, in relazione al moto apparente della Luna.

L’ampiezza verticale massima della marea solida terrestre varia generalmente tra 20 e 40 centimetri, in funzione della latitudine e delle proprietà elastiche delle rocce.

Di conseguenza, intere porzioni di continenti si sollevano e si abbassano contemporaneamente di alcuni centimetri nel corso della giornata, senza che il fenomeno sia direttamente percepibile dall’uomo.

Le deformazioni possono essere rilevate mediante gravimetri, inclinometri e sistemi satellitari di geodesia spaziale, come il GPS e l’interferometria radar.

Le osservazioni moderne permettono di monitorare la marea solida terrestre su scala continentale e globale.

Note

Bibliografia

Categoria:Maree