Un ascesso ano-rettale è un accumulo di pus nella regione anale o rettale.
Circa una persona su 10.000 soffre di ascessi ano-rettali ogni anno; sono più comuni tra i 30 e i 40 anni, e gli uomini ne sono tre volte più colpiti rispetto alle donne.
Nella maggior parte dei casi, l'ascesso deriva dall'infezione di una ghiandola anale. La presenza di lesioni, il fumo, il morbo di Crohn, le malattie sessualmente trasmissibili e l'HIV/AIDS costituiscono fattori di rischio. L'igiene, il sesso anale e il diabete non sono, invece, fattori legati all'infezione.
In genere, il sintomo principale è un dolore al retto dall'insorgenza improvvisa. Quest'ultimo può anche essere accompagnato da febbre, espulsione di secrezioni dall'ano e arrossamento della pelle in corrispondenza dell'ascesso.
Le complicanze possono includere fistole anali, sepsi, incontinenza fecale, ritenzione urinaria e dolore cronico.
L'ascesso ano-rettale viene distinto in perianale, ischiorettale, sopraelevatore, intersfinterico e sottomucoso. La diagnosi viene generalmente svolta tramite esame obiettivo, e in alcuni casi attraverso la diagnostica per immagini (TAC, risonanza magnetica o ecografia).
Un ascesso perianale può essere trattato semplicemente incidendolo e drenandolo, mentre le altre tipologie generalmente richiedono l'uso di antibiotici e, ove necessario, un intervento chirurgico. Dopo l'intervento chirurgico, in genere si consiglia di fare uso di lassativi, semicupi e antidolorifici. Possono essere necessarie dalle 3 alle 8 settimane per guarire.
Note
Altri progetti
Categoria:Malattie del sistema digerente