Fu vescovo di Paderborn dal 1661 e di Münster dal 1678 fino alla sua morte ed amministratore apostolico di diverse altre sedi episcopali tedesche. Fu anche vescovo coadiutore a Münster dal 1667/68 sino alla propria nomina episcopale.
È noto in particolare per aver restaurato il vescovato di Paderborn dopo le devastazioni seguite alla Guerra dei Trent'anni. Nell'ambito della politica estera, seguì il principio della neutralità bellica, ma tese a favorire le posizioni della Francia.
Si distinse inoltre come autore di opere storiche, di poesia latina e come corrispondente di molti letterati del suo tempo. Fu anche insigne patrono delle arti e della religione, facendo costruire o restaurare molte chiese nelle sue diocesi. È considerato ad oggi uno dei rappresentanti più importanti del cattolicesimo barocco in Germania.Ernesti, Drei Bischöfe, pp. 50 e seguenti
Biografia I primi anni e l'inizio della carriera ecclesiastica Ferdinand von Fürstenberg nacque il 26 ottobre 1626 nel castello di Bilstein, a Lennestadt, dove risiedeva per l'appunto il ramo della casa dei Fürstenberg a cui apparteneva. Suo padre, Frederick von Furstenberg, era Landesdrost ovvero governatore di stato dell'elettorato di Colonia, ed aveva sposato la nobile Anna Maria von Kerpen. Ferdinand era l'ultimo dei figli avuti dalla coppia, tra i quali si ricordano ad esempio Kaspar Dietrich von Furstenberg, prevosto delle cattedrali di Münster e Paderborn e Johann Adolphus von Fürstenberg, diplomatico. Suo padrino di battesimo fu l'elettore e vescovo Ferdinando di Baviera, il quale a soli sette anni gli fece pervenire una prebenda con relativo stipendio. Grazie all'intercessione dell'imperatore, nel 1639 ottenne anche un beneficio ecclesiastico presso il capitolo di Paderborn.
Come in uso presso le famiglie aristocratiche dell'epoca, Ferdinand ottenne un'ottima educazione.Horst Conrad: "Splendor Familiae. Generationendisziplin und Politik bei der Familie von Fürstenberg. Eine Skizze." In: Südwestfalenarchiv 6th annual edition, 2006 Inizialmente studiò presso il ginnasio gestito dai gesuiti a Siegen, proseguendo poi gli studi di filosofia a Paderborn ed a Münster.
Dopo la morte dei suoi genitori, tornò per un breve periodo al castello di Bilstein, dove il castellano locale gli impartì delle lezioni base di giurisprudenza. Nel 1648 iniziò i propri studi di teologia e legge presso l'Università di Colonia, dove entrò in contatto con diversi studiosi del suo tempo, principalmente gesuiti, tra i quali Aegidius Gelenius. In questo stesso periodo portò avanti degli studi storici. A Münster conobbe inoltre Fabio Chigi, allora nunzio apostolico per i negoziati di pace della Guerra dei Trent'anni e poi eletto papa col nome di Alessandro VII.
Nel 1649, dopo aver completato i propri studi, venne ammesso come canonico a Paderborn. L'anno successivo venne ammesso come suddiacono e venne invitato da Fabio Chigi a Roma dove incontrò suo fratello Johann Adolphus nel 1652.Lahrkamp, Ferdinand, pp. 119ff.
Cappellano di Sua Santità e studioso a Roma
A Roma, von Fürstenberg lavorò nell'entourage dei Chigi ed attraverso di loro entrò in contatto con l'ambiente di studio romano come il filologo Nikolaes Heinsius il Vecchio col quale intrattenne un'amicizia che perdurò per tutta la loro vita. Fu anche molto amico di Lukas Holste che lo spinse ad apprendere nuove lingue e gli fece ottenere l'accesso alla biblioteca vaticana.Lahrkamp, Ferdinand, pp. 120ff.
All'elezione di Fabio Chigi al papato nel 1655, von Fürstenberg venne nominato Cappellano di Sua Santità e come suo fratello fu di fatti consigliere del papa sulle materie riguardanti l'area tedesca.
Fu membro e poi presidente dell'Accademia delle Belle Arti e nel 1657 divenne ciambellano dell'arcisodalizio del Campo Santo nonché provvisore della Kirche Anima. Si dedicò in particolar modo all'opera accademica, ricopiando numerosi documenti degli archivi vaticani tra cui la Capitulatio de partibus Saxoniae attribuito a Carlomagno, pubblicandoli alcuni a proprie spese. Inoltre fu sponsor di progetti accademici su vasta scala come ad esempio gli Acta Sanctorum di Jean Bolland e dei suoi successori, i bollandisti. La scoperta di documenti di numerosi documenti sulla storia della Vestfalia e della sua cristianizzazione, lo portò all'idea di scrivere una storia della diocesi di Paderborn.
Nel 1659 Ferdinand venne ordinato sacerdote, ottenendo poco dopo il priorato di Heiligenkreutz ad Hildesheim e il ruolo di canonico a Münster nonché l'opportunità di un secondo canonicato ad Halberstadt.
Nel 1660 divenne legato pontificio per conto del cardinale Franz Wilhelm von Wartenberg, compiendo poi delle missioni diplomatiche anche per conto dell'imperatore Leopoldo I del Sacro Romano Impero presso alcuni principi imperiali tedeschi.Lahrkamp, Ferdinand, pp. 122ff.
L'episcopato Nel 1661 venne eletto vescovo di Paderborn, principalmente su influenza del fratello Wilhelm, sconfiggendo quello che era all'epoca il suo avversario aspirante alla medesima carica, Massimiliano Enrico di Baviera. Ferdinando venne consacrato vescovo mentre ancora si trovava a Roma, nella chiesa nazionale tedesca di Santa Maria dell'Anima, per mano del cardinale segretario di Stato Giulio Rospigliosi. Non si trasferì a Paderborn fino al 4 ottobre 1661.
Politica interna
Ferdinand divenne vescovo di una regione che ancora risentiva pesantemente delle conseguenze della Guerra dei Trent'anni poiché il suo predecessore aveva potuto fare ben poco a causa delle difficoltà finanziarie che aveva riscontrato nelle casse episcopali. Una delle principali preoccupazioni di Ferdinand von Fürstenberg fu quindi la ripresa economica della regione. I suoi numerosi progetti edilizi servirono, tra l'altro, a creare nuovi posti di lavoro per gli artigiani del principato vescovile. Sempre sotto il suo governo, i campi incolti della regione vennero bonificati ed egli emanò personalmente un'ordinanza forestale, commissionando tra l'altro la creazione dei primi registri di censimento e di un sistema di tassazione più equo. Promosse l'istituzione di manifatture, sebbene quest'operazione incontrò uno scarso successo. Anche le terme di Bad Driburg ricevettero il suo personale sostegno. Per migliorare le comunicazioni, fu istituito un servizio di diligenza tra Kassel ed Amsterdam.
In seguito a un accordo, Lügde passò dalla contea di Pyrmont al principato vescovile di Paderborn. Durante il suo regno, i requisiti per divenire parte della nobiltà locale furono ulteriormente irrigiditi, richiedendo ai proprietari di avere sedici quarti di nobiltà per poter sedere e quindi votare nel parlamento di stato. Fece inoltre fortificare pesantemente la città di Paderborn.
Ferdinand sostenne con forza il sistema scolastico e il collegio dei Gesuiti fondato da Dietrich von Fürstenberg. Si impegnò anche a migliorare l'istruzione nelle zone rurali, fondando nuove scuole.
Ferdinand si distinse in particolare per la propria volontà di far rispettare la legge nel proprio dominio. Se necessario, e senza riguardo per lo status della persona inquisita, potevano essere comminate pene molto severe. Il maresciallo Kurt von Spiegel e un pastore di Buke, ad esempio, furono addirittura giustiziati sotto il suo regno.Lahrkamp, Ferdinand, pp. 123–125.
Vescovo coadiutore a Münster L'elezione di Ferdinand a vescovo coadiutore di Münster fu particolarmente problematica, poiché il vescovo in carica, von Galen, aveva emanato una capitolazione elettorale secondo la quale tale posizione risultava abolita nella diocesi per non creare precedenti di elezioni forzate. Wilhelm von Fürstenberg, fratello di Ferdinand, che all'epoca era ciambellano privato del Papa, ottenne una bolla papale di dispensa da Roma, il che permise a Ferdinand di ricoprire l'incarico. Ad ogni modo prima della propria elezione, Ferdinand giurò solennemente che non avrebbe interferito col governo del principato vescovile di Münster sino alla morte di von Galen. A questa disposizione di Roma, si oppose ancora una volta il principe elettore di Colonia, Massimiliano Enrico di Baviera, il quale venne nuovamente sconfitto dal rivale che ottenne anche il diritto di successione sulla sede episcopale di Münster. Il decano della cattedrale, Jobst Edmund von Brabeck, si rifiutò di servire sotto il von Fürstenberg ritenendo la sua elezione come un vero e proprio sopruso e di conseguenza entrò al servizio del principe-vescovo di Colonia, divenendo reggente del vescovado di Hildesheim.Lahrkamp, Ferdinand, pp. 127 e seguenti.
Anche il rapporto tra Ferdinand ed il vescovo von Galen fu ad ogni modo assai problematico, pur mantenendosi essenzialmente freddo e distaccato.Ernesti, Drei Bischöfe, pp. 54 e seguenti. Nel novembre del 1679, dopo la morte del suo predecessore alla cattedra episcopale, Ferdinand fece il proprio ingresso solenne a Münster. La popolazione del principato vescovile, dopo decenni di politica militare espansiva, sperava ora in un lungo periodo di pace e soprattutto in una riduzione delle spese militari che avevano prosciugato le casse dello stato, guardando pertanto con fiducia al nuovo sovrano, considerato un promotore di pace.
Infatti, dopo aver assunto il controllo del principato vescovile di Münster, Ferdinand perseguì un nuovo corso politico, riducendo per l'appunto le spese militari. Rinunciò poi alle pretese sulle conquiste territoriali ai danni dei territori svedesi sulle quali il suo predecessore si era accanito. Mantenne invece saldamente la signoria di Wildeshausen che rimase nelle mani del principato vescovile di Münster sino al pagamento delle spese di riparazione richieste al governo svedese. Ferdinand ricevette 50.000 Reichstaler dalla Francia e Luigi XIV promise di sostenere le istituzioni cattoliche nel ducato di Brema e nel principato di Verden. Ulteriori atti diretti all'esterno per conto del Principato Vescovile di Münster si limitarono alla distruzione del castello di Bevergern come gesto di vicinanza ai Paesi Bassi.
In termini di politica interna, Ferdinando lasciò poche tracce di sé nel principato vescovile di Münster. La sua attenzione rimase concentrata sul principato vescovile di Paderborn, lasciando l'ordinaria amministrazione nelle mani dei suoi governatori.Wilhelm Kohl: Das Bistum Münster. Part 7,1: Die Diözese (= Germania sacra. NF Vol. 37,1). De Gruyter, Berlin, 1999, , pp. 276–278.Lahrkamp, Ferdinand, p. 134.
Politica ecclesiastica
Ferdinand prese molto sul serio la missioni recepita col sacerdozio. Celebrava quotidianamente la messa in cattedrale e si occupava personalmente della maggior parte delle celebrazioni solenni. Intraprese delle visite pastorali in tutto il territorio di sua competenza e riformò il clero locale in conformità coi principi del Concilio di Trento. Sostenne d'altro canto i monasteri che egli concepiva essere dei veri e propri centri per il rinnovamento della fede cattolica tra il popolo, rivolgendo particolare attenzione all'opera di frati cappuccini e gesuiti. Fu assistito in tutte queste opere dal suo vicario generale, Laurentius von Dript. Nel 1680, papa Innocenzo XI nominò Ferdinand al ruolo di vicario apostolico per le sedi di Halberstadt, Brema, Magdeburgo, Schwerin e Magdeburgo, con la raccomandazione di condurre la missione cattolica in questi territori a maggioranza protestante in modo del tutto pacifico.Ernesti, Drei Bischöfe, p. 57. Sostenne l'opera missionaria dei gesuiti in Giappone ed in Cina, donando la straordinaria somma di 101.700 talleri per tale scopo.Lahrkamp, Ferdinand, p. 125 Si affiancò alla figura del danese Niels Stensen, che nominò suo vescovo ausiliare di Münster nel 1680. Stensen fu non solo amico personale di Ferdinand, ma diede anche un notevole contributo alla Missio Ferdinandea, la fondazione missionaria istituita dal vescovo nel 1682 per le missioni popolari in Vestfalia, in Estremo Oriente e la cura pastorale nell'Europa settentrionale.Ernesti, Drei Bischöfe, pp. 58 e seguenti.
Politica estera