Ulysses S. Grant è stato il diciottesimo presidente degli Stati Uniti d'America, servendo due mandati dal 1869 al 1873 e poi dal 1874 al 1877. Dopo la conclusione della sua presidenza avvenuta ufficialmente il 3 marzo 1877, Grant si imbarcò per una tournée del mondo assieme alla moglie durato due anni, per poi tornare afflitto da problemi finanziari e di salute.
Questa voce tratta gli eventi principali della post-presidenza di Ulysses S. Grant, ovvero il periodo tra la conclusione della sua presidenza e la sua morte (23 luglio 1885).
Contesto Ulysses Hiram Grant, meglio noto come Ulysses S. GrantSi noti che la "S." nel suo nome non è l'abbreviazione di nulla in realtà, ma si origina da un errore commesso dall'anagrafe quando si iscrisse alla United States Military Academy, infatti gli venne erroneamente aggiunta una S. (probabilmente l'abbreviazione del nome di battesimo della madre, Simpson) invece del suo vero nome di battesimo. (nato il 27 aprile 1822 a Point Pleasant in Ohio) si unì alle forze armate americane come membro della fanteria, partecipando alla guerra messico-statunitense, ma si distinse particolarmente come generale della Union Army durante la guerra civile americana, vincendo diverse battaglie strategiche contro il generale confederato Robert E. Lee, come la battaglia di Chattanooga e di Vicksburg, ma soprattutto la resa di Appomattox che pose fine all'intera guerra.
I suoi successi in campo militare lo resero popolare e così venne scelto come candidato per il partito repubblicano alle elezioni presidenziali del 1868, le prime nelle quali poterono votare anche gli afroamericani, da poco liberati dalla schiavitù. Nelle elezioni del 1872 vinse contro il candidato democratico Horace Greeley (appoggiato anche da un'ala dei repubblicani) ma che era morto prima dell'elezione. La presidenza di Ulysses S. Grant si inquadrò all'interno del periodo detto era della ricostruzione, e fu segnata da numerosi scandali e accuse di corruzione.
Tour mondiale
Conclusione del mandato I vari scandali nei quali cadde Grant, unita al generale clima di sfiducia legato al cosiddetto panico del 1873, lo avevano ormai reso impopolare agli occhi del partito repubblicano, che aveva iniziato a cercare un nuovo candidato, trovando inizialmente Benjamin Helm Bristow. Alla fine la convention repubblicana scelse Rutherford B. Hayes contro il candidato democratico Samuel J. Tilden; le elezioni del 1876 subirono diversi ritardi a causa di irregolarità e possibili frodi elettorali, ma la crisi venne risolta con il cosiddetto compromesso del 1877 con il quale vinse Hayes.
In giro per il mondo
Regno Unito
Dopo le elezioni, Grant passò alcuni mesi tra New York, Filadelfia e l'Ohio assieme alla moglie Julia Boggs, dove visitarono vecchi e nuovi amici. Alla fine Grant decise che avrebbe utilizzato i soldi in suo possesso per organizzare un viaggio culturale assieme alla moglie, che avrebbe toccato le tappe principali del mondo intero e che sarebbe durato due anni, un'idea che contemplava da tempo. Dopo essere stato ospitato a casa di un amico, Grant e la moglie si imbarcarono da Filadelfia a bordo della nave USS Indiana il 16 maggio 1877, diretti verso Liverpool nel Regno Unito, meta che avrebbero raggiunto il 28 maggio. Assieme alla coppia sulla barca erano presenti anche il giovane figlio Jesse Root Grant II, John Russell Young, giornalista del New York Herald ed Adam Badeau, ambasciatore americano a Londra e collaboratore storico di Grant. Questi ultimi due scriveranno resoconti dei viaggi di Grant.
L'arrivo del presidente a Liverpool fu accolto molto positivamente dalle folle che lo definirono "colui che ha sconfitto gli Stati Confederati", in seguito passò per Leicester e Manchester, dove tenne alcuni discorsi ai lavoratori locali, per poi arrivare a Londra dove si incontrò con il principe del Galles Edoardo e il duca di Wellington Arthur Wellesley II. Allora visitò Londra incontrandosi con le più varie celebrità, ma vi fu una controversia con il primo ministro inglese Benjamin Disraeli, il quale sosteneva che Grant avrebbe dovuto essere trattato come normale cittadino e non come celebrità, ma alla fine venne tutto risolto dall'avvocato Edwards Pierrepont, il quale ribadì che Grant «un tempo era un presidente e sempre lo rimarrà». Il 26 giugno Grant si incontrò con la regina Vittoria al castello di Windsor e cenarono insieme in quella che divenne il primissimo incontro tra un reale britannico e un presidente americano, rafforzando i rapporti tra i due paesi.
Europa e dintorni Dopo le celebrazioni del 4 luglio, Grant partì per il Vecchio Continente visitando Ostenda in Belgio, Colonia e Francoforte in Germania, Ginevra in Svizzera e alla fine soggiornò alcune notti sul Lago Maggiore in Italia dove era noto per leggere l'Odissea di Omero ad alta voce. In seguito tornò nel Regno Unito dove visitò la Scozia, terra dei suoi antenati, per poi fermarsi a Southampton dove viveva la sua figlia più grande, Nellie Grant, dal 1871. Tornato in Europa continentale si incontrò con il re Leopoldo II del Belgio a Bruxelles e con il compositore tedesco Richard Wagner ad Heidelberg, per poi soggiornare a Parigi, meta inizialmente evitata dal presidente a causa delle instabilità politiche che stavano colpendo la terza repubblica francese (il cosiddetto colpo del 16 maggio 1877); così Grant descrisse l'ex-imperatore Napoleone III: «Il terzo Napoleone fu molto peggio del primo, il nemico speciale dell'America e della libertà. Si pensi alla miseria che portò sulla Francia con una guerra che solo un pazzo avrebbe dichiarato»; a causa di queste dichiarazioni, e della sfiducia generale che i francesi già avevano degli Stati Uniti, Grant non venne accolto positivamente nel paese e se ne andò a Nizza dopo aver visitato il Louvre. Viaggiando sulla USS Vandalia visitò Napoli, le rovine di Pompei e scalò il Vesuvio, per poi fermarsi a Malta.
I Grant passarono l'inverno a Palermo, dopodiché ad anno nuovo partirono per il chedivato d'Egitto, ospitati dal chedivo stesso, dove viaggiarono lungo il Nilo e visitarono molti siti archeologici degli antichi egizi (Il Cairo, Tebe e Karnak), Grant diventò anche il primo presidente americano a visitare Gerusalemme, al tempo una povera città ottomana. La tappa seguente fu Istanbul dove il sultano Abdul Hamid II donò a Grant due cavalli arabi di tonalità diverse di grigio che furono spediti a New York, Grant rimase sbalordito dalla storia dell'impero, anche se ne criticò la società, sostenendo che il sultano stesse trattando i cittadini come schiavi. Dopo fu la volta di Atene (l'acropoli) e poi, su invito del re Umberto I, di Roma.
Grant visitò, anche se non ne rimase particolarmente colpito, i monumenti più celebri risalenti all'antica Roma (tra cui il Colosseo, l'arco di Tito e quello di Costantino) e poi si incontrò con papa Leone XIII sul Vaticano dove conversarono in francese. I mesi successivi videro Grant in viaggio nei Paesi Bassi, a Berlino dove incontrò Otto von Bismarck, il quale lo lodò per il suo passato militare, per le monarchie scandinave (accolto dal re Cristiano IX e la regina Luisa), a San Pietroburgo dove si incontrò con lo zar Alessandro II, a Vienna dove conobbe Francesco Giuseppe e infine tra la Spagna di Alfonso XII e il Portogallo di Luigi I. Con questi capi di stato Grant ebbe discussioni personali che andavano da eventi di attualità a dialoghi sulla guerra o sui governi, spesso soffermandosi sulle difficoltà portate dall'impegno di guidare un paese.
Estremo Oriente
Nel 1879, dopo aver ricevuto 60.000 dollari dal figlio Ulysses "Buck" Grant Jr., trasferitosi a Londra, la delegazione di Grant decise di partire per il raj britannico, arrivandovi all'inizio di febbraio a bordo della USS Richmond, dopo una sosta ad Aden.Ulysses S. Grant, The papers of Ulysses S. Grant. vol. 29: October 1, 1878 - September 30, 1880. Carbondale (2008). Grant venne accolto dal popolo esultante a Mumbai, poi visitò Calcutta e Old Delhi. I viaggi di Grant lo portarono poi in Birmania, Singapore, Siam e nella Cocincina francese, per finire a Canton nella Cina della dinastia Qing il 5 maggio, seguita da Macao, Hong Kong, Shanghai e infine Pechino, dove Grant criticò la presenza e i comportamenti degli occidentali comparandoli alla schiavitù. Grant declinò un'offerta di incontrarsi con l'imperatore Guangxu, ma rilasciò un'intervista al capo di stato dove condivise le sue opinioni circa la disputa territoriale tra Cina e Giappone sulle isole Ryūkyū, dichiarando «qualsiasi decisione che non comporti umiliazione o distruzione nazionale è meglio di una guerra».
L'ultima tappa del tour fu il Giappone della restaurazione Meiji, ivi arrivò il 3 luglio, incontrandosi con l'imperatore Meiji (Mutsuhito) con il quale tentò di sistemare la disputa con la Cina ma senza successo, questa fu la prima missione diplomatica condotta da un presidente a mandato già concluso. Tokyo si rivelò la sua tappa preferita, sebbene iniziò a diffondersi la notizia non confermata di un presunto attentato ai suoi danni e a quelli dell'imperatore. Infine, nostalgici della loro patria e soddisfatti dopo aver visitato moltissimi luoghi, i coniugi Grant partirono a bordo della USS City of Tokyo e lasciarono il Giappone il 3 settembre 1879, arrivando a San Francisco due settimane più tardi.
Tentativo di rielezione Già all'inizio del suo viaggio mondiale Grant aveva considerato la possibilità di candidarsi per un terzo mandato. Poco dopo la partenza infatti negli Stati Uniti era scoppiato un grande sciopero ferroviario e molti avevano richiesto il suo supporto militare, ma la situazione si risolse poco dopo e non ci fu più bisogno. Durante il tour il partito repubblicano si era spaccato in due fazioni opposte – gli "Stalwarts" guidati da Roscoe Conkling e gli "Half-Breeds" guidati da James Blaine.
La tournée mondiale di Grant lo aveva reso di nuovo popolare, perché infatti il viaggio aveva migliorato notevolmente la reputazione degli Stati Uniti sul piano internazionale, e lo stesso Grant aveva stabilito molte relazioni amichevoli con altri paesi; per cui i repubblicani (in particolare gli Stalwarts) si interessarono di nuovo a lui e lo sollecitarono a ricandidarsi. Grant, che da poco era tornato a Filadelfia, inizialmente non era interessato ma in seguito accettò, convinto che la sua popolarità lo avrebbe aiutato; sebbene Grant fosse stato accolto nel paese con un'ondata di tripudi e festeggiamenti, si trattava di una notorietà passeggera, al punto che tentò di organizzare un secondo tour mondiale (visitando alcuni stati americani, Cuba e Messico tra dicembre 1879 e gennaio 1880) ma non ebbe la stessa risonanza mediatica del primo.
La convenzione nazionale del partito repubblicano (che scelse il proprio candidato alle elezioni del 1880) si svolsero dal 2 all'8 giugno 1880 a Chicago e videro quattordici candidati in totale, Grant però non si presentò fisicamente alla convention, venendo presentato dai colleghi Roscoe Conkling, James Donald Cameron e John A. Logan (il "triumvirato").