Junius fu lo pseudonimo di uno scrittore britannico rimasto anonimo, che operò con certezza tra il 1769 e il 1772. Le sue lettere, edite sui giornali del periodo, erano pregne di pungente satira e violente critiche contro il governo britannico. L'identità di Junius, molto popolare presso l'opinione pubblica britannica, non fu mai acclarata sebbene esistano numerose ipotesi in merito.

Attività La prima traccia certa di Junius è del 21 gennaio 1769, quando una lettera con la sua firma fu pubblicata dal giornale londinese Public Advertiser. In realtà una lettera analoga era già giunta alla redazione del giornale il 21 novembre 1768, ma essa non fu infine inclusa nelle Lettere di Junius, edite nel 1772 e che raccoglievano l'intero carteggio dell'anonimo scrittore.

Nelle sue lettere, perlopiù di argomento politico, Junius prendeva di mira importanti figure politiche del tempo, come re Giorgio III del Regno Unito e il primo ministro Augustus FitzRoy, III duca di Grafton. Era invece un alleato dichiarato del predecessore William Pitt il Vecchio, di cui sosteneva il ritorno al potere e col quale sono attestate diverse comunicazioni dirette. Durante la sua attività, Junius ammise di scrivere sotto almeno un altro pseudonimo, il "Filo-Junius" che occasionalmente commentava le lettere dell'autore chiarendone anche alcuni passaggi. Dato lo stile molto simile, non è inoltre improbabile che altri pseudonimi che comparivano all'epoca sullAdvertiser come "Veteran" e "Nemesis" non fossero sempre lo stesso Junius.

Le lettere di Junius divennero subito estremamente popolari presso il pubblico britannico, che amava la satira e le lotte politiche. Le sue invettive anche molto violente portarono Junius ad essere molto apprezzato, soprattutto dopo la caduta del duca di Grafton nel gennaio 1770, anche se i toni ostili della lettera del 19 dicembre 1769 contro re Giorgio III gli alienarono molte simpatie.

L'ultima lettera di Junius fu pubblicata il 21 gennaio 1772, esattamente tre anni dopo la "nascita" dello pseudonimo, e non fu seguita da altre missive. Non è improbabile che, dopo quella data, temendo di essere identificato l'anonimo autore cambiasse semplicemente pseudonimo e continuasse a scrivere sui quotidiani britannici. A livello privato continuò comunque a corrispondere, come dimostra una lettera del 19 gennaio 1773 ricevuta dal giornalista Henry Sampson Woodfall dove Junius ammetteva di essere stato sconfitto dai suoi nemici politici dopo la costituzione dello stabile governo di Frederick North.

Stile Dalle analisi dei linguisti, Junius conosceva certamente la lingua latina, poiché spesso la sua costruzione fraseologica imitava quella degli autori classici come Giovenale, Cicerone, Catilina, Gaio Verre e soprattutto Tacito. Inoltre si era ispirato a numerosi autori della letteratura inglese moderna, segnatamente Henry Saint-John Bolingbroke e Jonathan Swift.

Identità La vera identità di Junius non fu mai scoperta, e ciò contribuì alla sua popolarità dell'epoca. Nel corso degli anni sono state avanzate numerose ipotesi in proposito, molte delle quali basate unicamente su suggestioni e vaghi riferimenti all'interno delle lettere stesse.

Figura elogiata Junius avrebbe potuto essere uno pseudonimo utilizzato da qualcuno dei personaggi che sosteneva pubblicamente, come William Pitt il Vecchio.

Collettivo di scrittori Alcuni sospettano che dietro Junius non si celasse una sola persona, bensì un collettivo di autori i quali si alternavano nella redazione delle lettere. Tra i "sospetti" vi furono anche gli importanti letterati Edmund Burke ed Horace Walpole.

Principali ipotesi Molti personaggi dell'epoca furono identificati come Junius, e molti dovettero smentire pubblicamente le ipotesi che li riguardavano: Edmund Burke (1729-1797), politico e filosofo, negò di essere l'autore delle lettere ma affermò che le avrebbe scritte lui stesso volentieri se ne avesse avuto l'occasione. Henry Grattan (1746-1820), politico, asserì di essere stato troppo giovane all'epoca dell'attività di Junius per formare opere così articolate. Richard Grenville-Temple, II conte Temple (1711-1779), politico, morì prima di potersi esprimere sulla questione. John Sackville, III duca di Dorset (1745-1799), politico e diplomatico, fu uno dei principali "sospetti" circa l'identità di Junius. Philip Francis (1740-1818), politico e autore, era considerato Junius dallo scrittore John Taylor, che nel 1812 pubblicò il saggio The identity of Junius with a distinguished living character established in cui sosteneva la sua ipotesi. I critici successivi considerano Philip Francis come il più probabile autore dietro lo pseudonimo. Francis negò sempre con veemenza di essere Junius, ma molti, a partire da John Taylor, notarono come egli preferisse piuttosto evadere la domanda che rispondere direttamente, probabilmente per non ostacolare la propria importante carriera politica che lo portò ad essere membro del parlamento britannico e ad ambire al titolo di governatore generale dell'India. Inoltre da ricerche calligrafiche pare che la scrittura di Francis fosse molto simile a quella delle lettere di Junius.

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