La bella di Mosca () è un romanzo del 1990 dello scrittore russo Viktor Erofeev.
Scritto tra il 1980 e il 1982, il romanzo, opera prima di Erofeev, è stato tradotto in oltre venti lingue.
Trama Dopo essersi lasciata alle spalle la provincia sovietica e un matrimonio infelice, Irina Vladimirovna Tarakanova si trasferisce a Mosca e comincia a lavorare come modella. Per arrotondare Irina si prostituisce, aggiungendo quindi un tassello alla sua lunga vita sessuale, cominciata suo malgrado durante l'infanzia, quando era stata violentata ripetutamente dal padre invalido. Pur avendo dozzine di amanti, il suo grande amore è Vladimir Sergeevič, massimo esperto di cultura sovietica, che ricambia i suoi sentimenti, pur essendo sposato. Durante uno dei loro incontri clandestini, Vladimir chiede a Irina di sculacciarlo e ciò lo eccita a tal punto che, nel rapporto sessuale che segue, muore mentre raggiunge l'orgasmo. Irina, invece, resta incinta.
L'amica e amante Ksenija, immigrata a Fontainebleau con il marito francese, presenta a Irina un fotografo omosessuale, che la fa entrare nel mondo della pornografia. Tuttavia, quando queste foto vengono pubblicate, Irina perde il lavoro e finisce nel mirino del KGB. Decisa a diventare una "Giovanna d'Arco russa", Irina sceglie di concedersi a un'entità demoniaca come una sorta di sacrificio sessuale per liberare la Russia dai suoi mali. Irina corre quindi nuda per un campo, con l'unico risultato di prendersi un mal di gola. Tornata a Mosca, Irina reicontra l'amato Vladimir che, pur essendo morto, le chiede di sposarlo e poi la violenta. Irina decide quindi di andare in chiesa per pregare per la prima volta in vita sua, nella speranza di liberarsi dell'amante sovrannaturale. Ricorre quindi a un'indovina e, per riunirsi definitivamente a Vladimir, si impicca poco prima del parto.
Accoglienza Il romanzo è stato accolto positivamente dalla critica internazionale. In particolare, la critica ha riconosciuto nel personaggio di Irina un successore ideologico di Martona, protagonista de La cuoca avvenente di Michail Čulkov, definendola inoltre "la Molly Bloom russa" e "la Moll Flanders russa".
Adattamento cinematografico
Nel 2001 Cesare Ferrario ha diretto l'omonimo adattamento cinematografico, accolto freddamente dalla critica.
Edizioni
Note
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