Profondo conoscitore dell'opera di Konstantin Sergeevič Stanislavskij, Zacharov "individuò la portata innovativa del balletto sovietico [...] nella 'democratizzazione' del linguaggio della danza che aveva assimilato le danze folkloriche, nell'estensione dei suoi mezzi espressivi e del vocabolario di gesti, pose e movimenti, nel realismo sia scenico che psicologico, con la possibilità di esprimere pensieri, sentimenti e azioni degli essere umani".

Biografia Nato ad Astrachan' nel 1907, Rostislav Zacharov studiò danza all'Accademia di danza Vaganova, diplomandosi nel 1925. Successivamente, iniziò a danzare in Ucraina, dove fu ballerino del Balletto di Charkiv e poi del Balletto di Kiev tra il 1926 e il 1929. Qui portò al debutto il suo primo balletto, Il sogno del marinaio, a cui seguì un proprio allestimento del Don Chisciotte nel 1929.

Nel 1934 si affermò al Balletto Kirov grazie alla sua coreografia più celebre, La fontana di Bachčisaraj. Il balletto segnò anche la consacrazione Galina Sergeevna Ulanova, prima interprete del ruolo della protagonista Maria. Zacharov rimise mano alla propria coreografia nel 1936 in occasione del debutto de La fontana con il Balletto Bol'šoj, di cui Zacharov fu direttore artistico dal 1936 al 1939 e principale coreografo per vent'anni. Qui portò al debutto la Cenerentola di Sergej Sergeevič Prokof'ev nel 1945; nel 1960 co-diresse con Aleksandr Arturovič Rou l'omonimo adattamento cinematografico del balletto di Prokof'ev. Zacharov era già stato contattato da Prokof'ev una decina di anni prima, durante la preparazione del suo Romeo e Giulietta, ma la collaborazione non andò in porto e fu Leonid Michajlovič Lavrovskij a curare le coreografie della prima mondiale nel 1938.

Al Teatro Bol'šoj non creò solo balletti originali, ma lavorò anche come regista teatrale di diverse opere liriche, incluso Ruslan e Ljudmila (1937), Guglielmo Tell (1943) e un allestimento della Carmen rimasto nel repertorio per oltre quarant'anni, dal 1943 agli anni Ottanta; curò anche le coreografie di Guerra e pace, portata in tournée dalla compagnia del Bol'šoj e rappresentata anche al Teatro alla Scala nel 1966. Parallelamente all'attività coreografica, diresse l'Accademia statale di coreografia di Mosca tra il 1945 e il 1947, diventando poi professore di coreografia all'Università russa di arti teatrali dal 1951.

Fu inoltre un prolifico autore di manuali e saggi sul balletto, nonché teorico del drambalet. Infatti, ne L'arte della coreografia (1954), Zacharov articolò la sua filosofia e andò ad individuare nell'arte folklorica e nel realismo di Stanislavskij i due caposaldi che avrebbero salvato il balletto russo dalle sperimentazioni formaliste degli anni Venti e Trenta, affinché anche la danza classica potesse abbracciare il filone del realismo sovietico. Seguendo le teorie di Stanislavskij, Zacharov sosteneva che l'immedesimazione del ballerino del personaggio avrebbe portato alla creazione di una danza appassionata e libera, in cui il vocabolario espressivo della danza classica e il virtuosismo tecnico non erano un fine, bensì un mezzo.

Morì a Mosca nel 1984 all'età di settantasei anni.

Riconoscimenti Per il suo contributo al teatro russo fu proclamato Artista del popolo della RSFSR nel 1951 e Artista del popolo dell'Unione Sovietica nel 1969. Fu inoltre due volte vincitore del Premio Stalin, rispettivamente per i suoi allestimenti di Guglielmo Tell (1943) e Cenerentola (1945) al Teatro Bol'šoj.

Filmografia

Cenerentola (Хрустальный башмачок) (1960)

Onorificenze

Note

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