Leresia dei giudaizzanti () fu un movimento religioso diffusosi in Russia tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo. Nato a Novgorod verso il 1470, il movimento si diffuse rapidamente tra le varie classi sociali russe, raggiungendo Mosca e provocando la dura condanna da parte del clero della chiesa ortodossa russa.
Aderenti al pauperismo, i giudaizzanti rifiutavano la gerarchia ecclesiastica, la Trinità, il culto dei santi e numerose altre dottrine tradizionali del cristianesimo, probabilmente su influenza dell'ebraismo (dal quale prendevano il nome) e di altri movimenti considerati ereticali come l'hussismo, il valdismo e gli Strigol'niki. A causa dell'opera di violenta propaganda anti-eretica del vescovo Gennadio di Novgorod e del monaco Giuseppe di Volokolamsk, i giudaizzanti furono perseguitati dagli zar Ivan III e Basilio III di Russia, scomparendo dopo una veloce quanto feroce repressione nel 1503-1504.
Etimologia
L'eresia fu definita come "giudaizzante", richiamando l'omonimo termine che definiva quei cristiani antichi che praticavano una forma religiosa ibrida, il giudeo-cristianesimo, tentando di seguire gli insegnamenti di Gesù osservando al contempo la tradizione ebraica.. I giudaizzanti russi avevano in realtà poco in comune con gli antichi giudaizzanti, e traevano il proprio nome piuttosto dalle influenze (vere o presunte) che l'ebraismo medievale aveva effettivamente apportato al movimento.
Non è noto come i giudaizzanti si autodefinissero, perché i pochi testi da loro scritti sono sopravvissuti in maniera frammentaria. Inoltre, per comunicare gli appartenenti al movimento utilizzavano l'alfabeto abur, poco conosciuto e di difficile decifrazione, risultando quindi in una grande cripticità. Sono invece sopravvissuti i nomi peggiorativi attribuiti dai loro nemici. Inizialmente venivano definiti in russo "quelli che sofisticano argomenti giudaici" (Zidovskaa mudrstvovati, "Saggezzza ebraica"), espressione poi contrattasi in appunto "giudaizzanti" (židovstvujuščie), che tuttavia fu utilizzato solo dopo la repressione dell'eresia. Entrambi gli appellativi derivano dall'antico termine russo per "ebreo", ovvero žid (жид), con accezione peggiorativa specialmente se accostato al termine "eresia"; mancando tuttavia termini migliori e più corretti per definire il fenomeno, la storiografia ha adottato "eresia dei giudaizzanti" come lemma nonostante la connotazione negativa..
Storia Origine La prima attestazione dei giudaizzanti in Russia risale al periodo dell'episcopato di Gennadio di Novgorod (1484-1504), che già dagli anni 1480 denunciò come nella sua città serpeggiassero degli ideali eretici e contrari agli insegnamenti dell'ortodossia ecumenica.. L'esatta origine dei giudaizzanti non è chiara, ma il movimento si collocò nel fenomeno di desiderio comune di riforma religiosa che caratterizzò l'Europa tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo, che avrebbe condotto di lì a poco alla riforma protestante in Occidente.. Nello specifico, fu probabilmente l'emigrazione hussita e valdese in Russia a gettare i semi perché l'eresia potesse nascere, introducendo ideali religiosi fino ad allora ignoti all'ambiente russo. Anche la diaspora ebraica contribuì al movimento: i testi sacri dell'ebraismo cominciarono ad essere tradotti in lingua russa, cominciando quindi ad essere abbastanza conosciuti e condivisi da una parte dei letterati dell'epoca, nell'ambito della diffusione della cultura ebraica in tutta l'Europa Orientale che portò alla formazione della grande comunità ashkenazita. Altre probabili influenze vennero dagli antitrinitari, giunti in Russia nello stesso periodo emigrando dalla penisola balcanica.
Il vescovo Gennadio, in una preoccupata lettera al patriarca Zosimo di Mosca del 1490, narrava della nascita del movimento dei giudaizzanti, anche se non esiste certezza assoluta della veridicità della sua storia.. Secondo Gennadio, il fondatore era un letterato e astrologo ebreo di nome Scharija o Zaccaria,. giunto a Novgorod nel 1470 o 1471 al seguito del principe lituano Michele Olelkovič. Egli cominciò a fare proselitismo in città,. convertendo presto due monaci ortodossi, Dionisio e Alessio, che aderirono, se non all'ebraismo, a una versione ibrida tra esso e l'ortodossia, dando quindi origine al movimento giudaizzante. Quando lo zar Ivan III di Russia si recò in visita a Novgorod nel 1480, i due riuscirono a fare impressione su di lui, che decise quindi di accoglierli alla sua corte ospitandoli a Mosca.. Sull'esistenza di Scharija/Zaccaria permangono molti dubbi, e potrebbe essere una figura inventata di sana pianta da Gennadio e ripresa poi da Giuseppe di Volokolamsk nelle sue predicazioni per aizzare le folle russe contro i giudaizzanti.
Espansione Comunque fossero nati, a Novgorod i giudaizzanti riscossero un successo clamoroso, facendo numerosi proseliti in ogni classe sociale a scapito del cristianesimo ortodosso. Ciò era principalmente dovuto alla posizione della città, rivolta verso occidente e quindi più propensa ad accettare le idee eterodosse provenienti dall'estero, e alla gelosa autonomia a cui aspiravano i suoi abitanti. L'indipendente Repubblica di Novgorod aveva infatti cessato di esistere da poco tempo, e i locali maltolleravano le ingerenze della nobiltà e del clero moscoviti, aderendo quindi al movimento giudaizzante come forma di protesta.. A Novgorod inoltre era fiorito nel XV secolo un altro movimento considerato ereticale dagli ortodossi, quello degli Strigol'niki, che condivideva molte delle caratteristiche dei giudaizzanti, i cui ideali si andavano quindi a reincarnare attraendo chi già aveva aderito al vecchio movimento..
Presto i giudaizzanti si espansero effettivamente oltre Novgorod, comparendo anche a Mosca e ottenendo la fiducia di numerosi esponenti dell'aristocrazia, come il principe ereditario Ivan il Giovane, sua moglie Elena di Moldavia e il diplomatico Fëdor Vasil'evič Kuricyn, consigliere dello zar Ivan III di Russia e che arrivò alla conversione vera e propria.. Il sovrano dapprima si mostrò tollerante nei confronti dei giudaizzanti, soprattutto perché il movimento fungeva da contrappeso alla crescente influenza della chiesa ortodossa russa, ormai proprietaria di grandi latifondi e il cui potere poteva potenzialmente rivaleggiare con quello dello stesso zar. Il patriarca del periodo, Geronzio di Mosca, non si dimostrò abbastanza energico contro i giudaizzanti, che poterono quindi impunemente fare proseliti nonostante l'opposizione degli ortodossi. Il suo successore Zosimo, da molti ritenuto segretamente un giudaizzante, non cambiò politica, complice il suo completo sostegno allo zar, molto più interessato a rafforzare il proprio potere politico personale a scapito dell'unità religiosa del granducato; a livello amministrativo era forte la rivalità tra le metropolie di Mosca e Novgorod, cosa che complicava la risposta ortodossa. Cominciò inoltre a circolare una versione pesantemente redatta della Bibbia secondo la nuova dottrina, ovvero il Salterio dei Giudaizzanti..
Dopo la morte del principe Ivan nel 1490, l'influenza crescente dei giudaizzanti si dovette soprattutto a Kuricyn, uno dei dominatori della politica russa dell'epoca. Egli, oppositore dello strapotere ortodosso, promosse le idee giudaizzanti e tentò di consolidare il suo futuro potere sostenendo la candidatura come edere al trono di Demetrio di Mosca, nipote di Ivan III in quanto figlio di Ivan il Giovane. Ciò lo pose in diretto contrasto con la zarina Zoe Paleologa, seconda moglie di Ivan III, e suo figlio Basilio, strettamente legati agli ortodossi e che quindi divennero nemici giurati dei giudaizzanti. Nel 1498, a seguito di una fallita congiura da parte di Basilio, Demetrio fu nominato erede al trono e la matrigna e il fratellastro temporaneamente caddero in disgrazia. Per combattere i giudaizzanti gli ortodossi ricorsero al millenarismo spicciolo, predicendo la fine del mondo per il 1492; quando ciò non si verificò, gli ortodossi persero di credibilità e durante gli anni 1490 i giudaizzanti fecero numerosissimi proseliti, espandendosi ancora soprattutto nel contado di Mosca..
Repressione Vista la crescente influenza dei giudaizzanti, gli ortodossi si adoperarono per convincere lo zar a perseguitarli. Il primo ad agire fu Gennadio, che a partire dal 1487 si adoperò per far mettere al bando i giudaizzanti a Novgorod, giungendo ad imprigionarne e ad ucciderne molti, eliminando di fatto l'eresia dalla città.. Incontrata tuttavia l'ostilità della popolazione, ormai filo-giudaizzante, l'indifferenza dello zar e la freddezza del clero moscovita, Gennadio ingaggiò il carismatico predicatore Giuseppe di Volokolamsk per arringare le folle contro gli eretici, mentre con gli uomini di cultura e i nobili il vescovo si adoperò con abili opere di persuasione.
Dopo la morte di Geronzio e l'elezione di Zosimo nel 1490, cominciarono gli atti violenti contro i giudaizzanti anche a Mosca: l'eretico Dionisio, nominato arciprete della cattedrale dell'Arcangelo Michele, fu cacciato su istigazione di Gennadio e Giuseppe, e parimenti i vescovi, dopo un rapido sinodo dove condannavano i giudaizzanti, spinsero le autorità ad incarcerarli. Alcuni ortodossi estremisti invocarono per loro anche la pena di morte, ma Zosimo era riluttante a spingersi oltre gli arresti, e mancando l'autorizzazione dello zar per quel momento i giudaizzanti incarcerati rimasero pochi e non a rischio della vita. Lo stesso Zosimo fu accusato di essere in combutta coi giudaizzanti, e segretamente un convertito all'eresia, data anche la nomina dell'archimandrita di Novgorod Cassiano, da lui sostenuto e un giudaizzante nemmeno tanto velato. Giuseppe di Volokolamsk cominciò a predicare pubblicamente la persecuzione e l'annientamento dei giudaizzanti, attaccando duramente le loro figure politiche di rilievo (Kuricyn, Elena e Zosimo) e aizzando il popolo russo contro gli eretici.
La lotta contro i giudaizzanti si fece quindi più dura. A Mosca giungevano le lettere del patriarca Gennadio di Novgorod per denunciare l'eresia, mentre a livello privato furono le continue pressioni del monaco Giuseppe di Volokolamsk a convincere Ivan III della pericolosità dei giudaizzanti. La violenta predicazione di Giuseppe aizzò le masse russe contro i giudaizzanti, e il patriarca Zosimo, ormai visto come troppo tollerante con loro, fu costretto ad abbandonare la guida del clero moscovita nel 1494, forse su richiesta dello stesso Ivan III che voleva al suo posto una figura meno controversa. Grazie alle macchinazioni di Kuricyn, nel 1495 alla metropolia di Mosca venne eletto comunque un moderato, il monaco Simone, che preferì non affrontare direttamente il conflitto coi giudaizzanti lasciando che venisse prima risolto a livello politico.
La persecuzione dei giudaizzanti si andò a intersecare anche con le lotte dinastiche in seno alla dinastia dei Rjurikidi. La morte del mecenate Ivan il Giovane nel 1490 aveva infatti reso confusa la successione al trono del granducato di Mosca, creando due fazioni opposte: la moglie di Ivan Elena di Moldavia cercava il sostegno dei giudaizzanti contro la zarina Zoe Paleologa e il figlio Basilio, che invece si legarono agli ortodossi, al fine di ottenere il controllo della Russia dopo la morte di Ivan III. Nel 1502 finì col prevalere il secondo partito: lo zarevič Demetrio di Mosca e la madre Elena furono incarcerati, e l'ascesa di Basilio come erede al trono costituì il punto di non ritorno della politica russa, che da allora si fece violentemente anti-giudaizzante.