Scampanio vespertino (titolo originale , traslitterato Večernij zvon), noto anche con il titolo Il monastero alla vigilia della festa, è un dipinto olio su tela del pittore paesaggista russo Isaak Il'ič Levitan, realizzato nel 1892. L'opera raffigura un monastero presso l'ansa di un fiume, nella luce limpida del tramonto; il soggetto riprende quello di un altro dipinto dello stesso autore, Il monastero silenzioso, risalente a due anni prima.

L'opera fu esposta alla Fiera Colombiana di Chicago del 1893. Dal 1918 è parte della collezione permanente della Galleria Tret'jakov di Mosca.

Storia

Ispirazione dell'opera Isaak Levitan aveva probabilmente concepito l'idea di dipingere un monastero al tramonto già nel 1887, quando viveva a Zvenigorod, un'antica cittadina dell'oblast' di Mosca che in quegli anni era una località alla moda, frequentata dall'intelligencija russa. A Zvenigorod, e precisamente presso il sobborgo di Slobodka, l'artista poté osservare l'antico monastero Savvino-Storoževskij nella luce del tramonto. Due anni dopo, quando si era ormai trasferito a Plës, nell'oblast' di Ivanovo, visitò Jur'evec alla ricerca di ispirazione per nuovi dipinti, e qui si imbatté in un piccolo monastero ortodosso, detto monastero Krivozerskij, che gli riaccese l'interesse nei confronti di tale genere di soggetti.

La vista dei due monasteri ispirò, quindi, alcune delle opere successive dell'artista. Nel 1890 Levitan realizzò l'opera che avrebbe preso il nome di Il monastero silenzioso (Tichja obitel), che raffigurava cupole e campanile di un edificio sacro, tra la vegetazione, avvolti in una luce crepuscolare e riflessi nelle acque quiete di un fiume. Il campanile con tetto a spioventi che vi è dipinto è presente anche in Scampanio vespertino, risalente a due anni dopo. È stato ipotizzato che come modelli per tale raffigurazione possano essere stati presi il campanile della chiesa di Sobornaja Gora a Plës o quello della chiesa della Resurrezione a Rešma, un altro abitato nell'oblast' di Ivanovo.

Nel 1892, dopo aver completato un'altra tela, pure di soggetto fluviale, nota come Presso il gorgo (U omuta), Levitan tornò al soggetto del monastero presso la riva del fiume, dedicandosi al dipinto noto come Scampanio vespertino o Campane della sera. Sulla scelta del titolo dell'opera sono state avanzate diverse ipotesi: Sof'ja Prorokova, autrice della biografia di Levitan, lo associa all'omonima canzone russa scritta nel 1828 da Ivan Kozlov e Aleksandr Aljabev e a sua volta ispirata a Quelle campane della sera (Those Evening Bells), una canzone che pochi anni prima il poeta irlandese Thomas Moore aveva incluso nella raccolta Arie nazionali; Levitan era solito cantare spesso la popolare canzone russa, forse perché gli riportava alla memoria «le serate estive a Plës, quando l'intera polifonia delle campane della chiesa entrava in funzione e le campane melodiose risuonavano tutt'intorno». Secondo lo storico dell'arte Aleksej Fëdorov-Davydov, invece, Levitan intese omaggiare Le campane della sera, il componimento che chiudeva l'omonima raccolta di poesie scritte tra il 1887 e il 1890 dal poeta russo Jakov Petrovič Polonskij.

Nel 1891 Levitan aveva realizzato un bozzetto di piccolo formato, intitolato semplicemente Sera e raffigurante un paesaggio avvolto da una luce vespertina, simile a quello del dipinto se non per l'assenza della riva in primo piano e del monastero sullo sfondo.

Esposizioni A dicembre 1892, poco dopo la sua realizzazione, la tela fu inviata all'Accademia russa di belle arti di San Pietroburgo perché potesse essere portata negli Stati Uniti ed esposta nel padiglione russo della Fiera Mondiale Colombiana che si sarebbe tenuta nel 1893, a Chicago, nell'ambito dei festeggiamenti per il quarto centenario della scoperta dell'America. Durante l'esposizione le venne attribuito il titolo A Convent on the Eve of a Holiday ("Il monastero alla vigilia della festa").

Nel 1901, all'indomani della morte di Isaak Levitan, il dipinto fu nuovamente esposto nella mostra retrospettiva a lui dedicata, a San Pietroburgo, questa volta sotto il titolo con cui è noto da allora. In seguito entrò a far parte della collezione privata della famiglia Filosofov-Ratkov che la detenne fino al 1918, quando Zinaida Ratkova-Rožnova, nata Filosofova, in procinto di abbandonare la Russia in seguito alla rivoluzione d'ottobre, lo donò alla Galleria Tret'jakov di Mosca, insieme ad altre opere.

In seguito l'opera ha partecipato a diverse esposizioni temporanee tra le quali la retrospettiva su Levitan (ospitata nel 1938 presso la Galleria Tret'jakov e nel 1939 al Museo di Stato Russo di San Pietroburgo, all'epoca chiamata Leningrado), la mostra del 1960-1961 per il centenario della nascita dell'artista (sempre a Mosca e Leningrado), e le mostre Gli Itineranti della Galleria Tret'jakov e Paesaggi degli Itineranti, negli anni settanta. Nel 1988 fu inclusa tra le opere della mostra per i Mille anni di cultura artistica russa che si tenne, oltre che a Mosca, anche in Germania, ad Hannover e Wiesbaden.. Nel 2010, in occasione dei 150 anni dalla nascita di Isaak Levitan, la Galleria Tret'jakov ha dedicato all'artista un'esposizione speciale esponendo anche Scampanio vespertino.

Descrizione

Il dipinto raffigura un paesaggio fluviale, all'ora del tramonto, nell'aria tersa di una serena giornata autunnale. In primo piano, oltre la bassa vegetazione e una riva brulla con un piccolo pontile di legno e due imbarcazioni ormeggiate, il paesaggio si apre sull'ansa di un ampio fiume che scorre placido e riflette il paesaggio della riva opposta. Il cielo, parimenti riflesso nell'acqua del fiume, è segnato da nubi leggere che richiamano i colori caldi del sole che sta tramontando alle spalle dell'osservatore. Sulla riva opposta, il paesaggio boschivo è caratterizzato dalle foglie dorate e rossicce caratteristiche della stagione autunnale. Al centro della scena, proprio alle spalle della piccola barca che sta attraversando il fiume con alcune persone a bordo, si scorge un altro approdo, con una barca e altre persone a terra. Da qui si diparte un sentiero che conduce a un grande arco bianco tripartito. Più oltre si scorge un articolato complesso di edifici, in parte nascosto dalla vegetazione: a sinistra, un campanile bianco svetta su una cupola verde; al centro, un ambiente rettangolare con tetto a spioventi, pure verde; più a destra, su una costruzione turrita munita di tetto a spioventi svettano alcune esili torrette culminanti in cupole a bulbo.

La composizione è costruita su linee orizzontali che esaltano il paesaggio pianeggiante tipico della regione russa. La tavolozza impressionistica impiegata dall'artista gli permette di rappresentare un cielo pulito e luminoso che, insieme al suo riflesso nell'acqua del fiume, dona un'aura poetica e trasforma un paesaggio tutto sommato ordinario in qualcosa di unico, in un crepuscolo magico nel quale si fondono luce e oscurità, la realtà e il suo riflesso

L'apprezzamento di Levitan per la poetica bellezza delle vecchie chiese è stato attribuito all'influenza che su di lui ha avuto il suo maestro, Aleksej Savrasov. La composizione, sebbene abbia soggetto simile a quello de Il monastero silenzioso, di due anni precedente, se ne differenzia per diversi elementi. Anzitutto, il paesaggio è più aperto, il fiume è più ampio e non è attraversato da un precario ponticello in legno, come nell'altro dipinto. Anche il monastero non è più tanto nascosto nella vegetazione, e si scorge chiaramente anche il viottolo che conduce alla porta per accedervi. Il percorso del fiume, con la sua ansa, attraversa diagonalmente l'opera, donando alla composizione un'asimmetria dinamica.

Critica

Secondo lo storico dell'arte Aleksej Fëdorov-Davydov, negli anni attorno al 1890 la ricerca pittorica di Levitan si diresse alla ricerca di «immagini generalizzatrici sempre nuove». Memore della vacanza sul Volga compiuta nel 1889, nel 1892 l'artista realizzò alcuni dei suoi dipinti più letterari e filosofici - Presso il gorgo, Vladimirka e lo stesso Scampanio vespertino - per giungere poi nel 1894 alla sintesi di Al di sopra della quiete eterna. Nell'ambito di questa ricerca, Scampanio vespertino si differenzia dall'altra sua opera di simile soggetto, Il monastero silenzioso, per il fatto di raffigurare, per la prima volta, «un paesaggio che in natura non esisteva come tale» e che l'artista aveva potuto creare «combinando due immagini reali». Nell'opera, cioè, Levitan ha potuto «unire magistralmente nella sua pittura due motivi e raggiungere l'impressione di comunanza e unità di immagine, l'armonia delle parti in un'unica composizione».

Per lo storico dell'arte Serafim Druzhinin, l'opera promana «un sentimento leggero e pacifico»: la combinazione di toni caldi e freddi riesce a trasmettere «lo stato d'animo che avverte chiunque abbia particolare sensibilità della natura, quando ascolta il rintocco delle campane che si diffonde nell'aria della sera» e si immaliconisce perché sa che l'armonia nella vita non raggiunge quella della natura.

Gleb Pospelov accomuna il dipinto ad altre opere di Levitan, tra cui Sera. Plës dorata (1889) e Il monastero silenzioso (1890). In tutti questi dipinti paesaggistici, è centrale il tema del monastero, inteso come «una terra serena, riparata dalle tempeste, dove l'anima umana non solo si scongela, ma germina anche», così come quello del «sentiero da percorrere per raggiungere un monastero lontano». Il critico sottolinea che in Scampanio vespertino il tema del monastero è meno prominente rispetto ai due dipinti precedenti, ma vi è una più forte sensazione del silenzio raggiunto.

Infine, per Vladimir Petrov la tela è, tra le opere di Levitan, «una delle più musicali e perfette nella sua composizione artistica» e, soprattutto grazie a un'efficace distribuzione spaziale degli elementi raffigurati, raggiunge «una dimensione poetica ancora più alta rispetto a Il monastero silenzioso». In tal modo, l'opera «esprime in modo intenso e spirituale le più profonde aspirazioni poetiche dell'artista e dei suoi contemporanei».

Note

Altri progetti

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