Le elezioni parlamentari in Slovenia del 2026 si sono tenute il 22 marzo per il rinnovo della Camera di Stato, la camera bassa del parlamento del paese.
Esse hanno visto, come anticipato anche dagli exit-poll, la vittoria relativa di misura del partito Movimento Libertà (GS) del Presidente del Governo uscente Robert Golob, il cui blocco di centro-sinistra, tuttavia, non è riuscito a raggiungere la maggioranza assoluta dei seggi principalmente a causa del risultato sotto le aspettative proprio della sua stessa formazione principale, il cui consenso, pur avendolo comunque portato alla prima posizione con ben 29 seggi, è andato via via scemando sin dalle elezioni precedenti, e della sostanziale stasi degli altri due alleati di coalizione Socialdemocratici (SD) — giunti quarti con 6 seggi — e Levica (LEVICA) — giunta quinta con 5 seggi. Dall’altro lato dell’arco parlamentare però, neanche il Partito Democratico Sloveno (SDS) guidato da Janez Janša, pur essendo comunque giunto secondo, ha visto un significativo aumento di consensi — consolidandosi, in linea con il proprio andamento politico, a 28 seggi (complice tuttavia uno scandalo di disinformazione contro le altre formazioni al governo che ha attanagliato il partito nelle fasi finali della campagna elettorale) —, così come il suo blocco di centro-destra, costituito dai partiti Nuova Slovenia-Partito Popolare Sloveno (N.Si-PLS), giunti terzi con 9 seggi e, pur indirettamente, dalla nuova formazione Democratici (D), nati a seguito di una scissione di Anže Logar e divenuta, in quarta posizione con ben 6 seggi, il principale ago della bilancia dello scacchiere politico-parlamentare, alquanto frammentato. Evento altresì rilevante della tornata elettorale, infine, è stato l’ingresso in parlamento della formazione Resni.ca (Resni), populista di destra ed euroscettica, giunta settima con 5 seggi.
Sistema elettorale Per le elezioni della Camera di Stato, l’unica camera del Parlamento sloveno ad essere direttamente eletta dai cittadini, la legge elettorale slovena prevede l’applicazione di due metodi distinti. Nello specifico, dei 90 seggi:
88 sono eletti con un sistema proporzionale a liste aperte, applicato in otto collegi plurinominali da undici seggi ciascuno, con le preferenze successivamente tradotte in seggi, tenendo conto di una soglia di sbarramento al 4%, secondo il “quoziente di Droop” del metodo del quoziente e dei più alti resti. Ove residuino poi eventuali seggi ancora da assegnare, essi sono distribuiti in base alle preferenze ottenute a livello nazionale, secondo il metodo D'Hondt.
I restanti 2, invece, sono eletti dalle minoranze italiana e ungherese, tramite il voto alternativo.
Peculiarità del sistema elettorale, infine, è l’obbligo per i partiti politici di avere in ogni lista elettorale almeno il 35% di candidati del genere opposto al dominante, tranne nei casi in cui ci siano solo tre candidati, ove ci deve essere invece almeno un candidato di ogni genere.
Sondaggi politici
Risultati Risultati globali
Dettaglio del voto delle Comunità nazionali NOTA: I dati qui riportati sono meramente espositivi, essendo già compresi interamente nel computo totale dei voti. Poiché poi, indipendentemente dalle percentuali ottenute, la Costituzione della Slovenia richiede che questi seggi siano riempiti, gli elettori che votano in queste elezioni “speciali” non sono individui iscritti su altri registri, bensì solo soggetti che sono stati riconosciuti come legittimati, secondo la legge slovena, ad esprimersi a questo tipo di voto, di fianco al voto nazionale ordinario.
Comunità italiana (1 seggio)
Comunità ungherese (1 seggio)
Riepilogo grafico
Note
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