Il convitato di pietra () è un dramma in versi composto da Aleksandr Sergeevič Puškin nell'autunno del 1830 e pubblicato postumo nel 1839. L'opera, un atto unico in quattro scene, fa parte delle Piccole tragedie di Puškin ed è ispirata alla figura di Don Giovanni. Così come gli altri tre "microdrammi" che compongono le Piccole tragedie, anche Il convitato di pietra si concentra su un vizio capitale, in questo caso la lussuria.

Trama Scena Prima Annoiato dall'Andalusia, Don Giovanni ritorna di nascosto dall'esilio per rivedere le sue amanti a Madrid. Insieme al fedele Leporello, si rifugia in un monastero nella periferia della capitale. Qui intravede e si invaghisce della bellissima Donna Anna, che si reca in visita quotidianamente al monumento funebre del marito, il commendatore Don Alvaro de Solva, ucciso in duello dallo stesso Don Giovanni. Deciso a sedurre la donna, il libertino chiede informazioni su di lei a un monaco, che rivela che gli unici uomini con cui la vedova parla sono i religiosi del convento. Scena Seconda Laura è una popolare attrice diciottenne che intrattiene un gruppo di uomini a casa sua. Tra di loro vi è Don Carlo, il cui fratello è stato ucciso da Don Giovanni in duello. Congedati gli ospiti, Laura sta per andare a letto con Don Carlo quando bussa alla sua porta Don Giovanni. Laura è estasiata dalla visita dell'amante, ma Don Carlo, furioso, sfida il libertino a duello. I due uomini combattono e Don Giovanni uccide il rivale. Scena Terza Dopo aver commesso il delitto, Don Giovanni ritorna al monastero e si finge un eremita. Qui osserva Donna Anna durante le sue visite giornaliere al monumento funebre del marito e, con il passare del tempo, la affascina a tal punto da farsi invitare a casa sua. Ebbro del successo avuto con la vedova, Don Giovanni schernisce il commendatore defunto, invitandolo a unirsi a lui e alla moglie e fare da palo durante il loro incontro clandestino. Con grande orrore suo e di Leporello, la statua del commendatore annuisce. Scena Quarta A casa di Donna Anna, Don Giovanni corteggia la vedova e, dopo momenti di incertezza, finisce per rivelarle la sua vera identità e la sua responsabilità nella morte del marito, offrendo la sua vita in cambio. Tuttavia, Donna Anna si è ormai innamorata di lui e il suo cuore è pieno di desiderio, non di vendetta. I due si danno quindi appuntamento per il giorno dopo, ma il loro bacio d'addio è interrotto da un suono di passi che si avvicinano. Entra nella stanza la statua del commendatore e Donna Anna sviene, travolta dall'orrore. Il commendatore porge la propria mano a Don Giovanni che, beffardamente, l'afferra, finendo così per essere trascinato all'inferno.

Composizione e stampa Presumibilmente, Puškin cominciò ad abbozzare o lavorare alla stesura del dramma durante l'esilio a Michajlovskoe nel 1826, anche se l'opera fu portata a termine a Bol'šoe Boldino il 4 novembre 1830.

L'autore scrisse il "microdramma" ispirandosi al Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart e Lorenzo Da Ponte, a cui aveva avuto modo di assistere a Odessa, San Pietroburgo (in lingua tedesca) o, più probabilmente, a Mosca durante la stagione 1826/1827. Il testo infatti rivela l'influenza di Da Ponte, ma mostra anche la familiarità di Puškin con il Don Giovanni di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann e con il poema epico-satirico omonimo di Lord Byron.

A oltre vent'anni dalla sua pubblicazione in Russia, il dramma cominciò a circolare anche in Europa grazie alla traduzione in francese di Louis Viardot e Ivan Sergeevič Turgenev del 1862, in cui la pièce era accompagnata da un altro "microdramma" di Puškin, Mozart e Salieri.

Rappresentazioni Per quanto probabilmente Puškin avesse scritto l'opera per la sola lettura, Il convitato di pietra fu portato al debutto al Teatro Aleksandrinskij di Pietroburgo nel 1837. La prima moscovita avvenne durante la stagione 1862/1868 al Teatro Malyj, dove l'opera fu poi riproposta nel 1898 (con Aleksandr Pavlovič Lenskij nel ruolo di Don Carlo) per celebrare il centesimo anniversario della nascita di Puškin. Un decennio prima, nel 1888, Konstantin Sergeevič Stanislavskij aveva portato in scena l'opera per la sua Società delle Arti e delle Lettere, interpretando personalmente il ruolo di Don Giovanni.

Il microdramma fu riportato in scena da Aleksandr Nikolaevič Benois al Teatro d'arte di Mosca nel 1915 e rappresentato insieme a Mozart e Salieri e Il banchetto durante la peste, con cui andò a formare La trilogia della morte. Nel 1919 il dramma fu riproposto a Mosca da Vladimir Ivanovič Nemirovič-Dančenko, in repertorio con Il banchetto durante la peste.

Adattamenti Aleksandr Sergeevič Dargomyžskij ha riadattato il microdramma di Puškin nell'opera lirica omonima, portata al debutto al Teatro Mariinskij di Pietroburgo nel 1872.

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