Il Museo dei Relitti Greci è un museo che ha sede a Gela, nell’area archeologica di Bosco Littorio. Nato come espansione del museo archeologico regionale, custodisce i relitti di tre navi greche rinvenute nei fondali del golfo di Gela, insieme al loro carico originale.
Storia Qualche anno dopo la sua costruzione nel 1958, il museo archeologico di Gela si dimostrò inadeguato ad accogliere l’enorme moltitudine di reperti recuperati nelle successive campagne di scavo. Nel 1988, con la scoperta della prima nave, il problema divenne ancora più evidente in quanto l’intero relitto non avrebbe potuto essere ospitato all'interno di locali così ristretti: per fare fronte a questa esigenza, nel 2010 l'assessorato dei beni culturali e dell'identità siciliana stanziò oltre 5 milioni di euro per la costruzione di un nuovo museo all'interno dell’area archeologica di Bosco Littorio, un luogo significativo vista la presenza di un emporio arcaico e della foce del fiume Gela, dove verosimilmente era collocato il porto dell’antica città greca cui attraccavano proprio le suddette navi.
I lavori di costruzione del museo sono partiti ufficialmente nel 2021 e si sono conclusi nel 2024 con il collaudo della struttura. Ad aprile 2025 sono iniziati i lavori di allestimento del relitto Gela I, l'unico attualmente esposto; l'inaugurazione con la conseguente apertura al pubblico è infine avvenuta il 24 febbraio 2026 alla presenza delle varie cariche regionali e provinciali. Pochi giorni dopo la sua apertura ha registrato circa cinquemila visitatori.
Il museo L'edificio, dalla superficie espositiva di 4000m², è stato progettato dall'architetto Ettore di Mauro con un'ampia copertura in legno lamellare che ricorda nelle forme la carena rovesciata di un'imbarcazione. È suddiviso in tre ambienti:
Sala principale
La sala principale è posta dopo un atrio ottagonale che funge da biglietteria, punto ristoro e bookshop. Al centro è disposto il relitto "Gela I" con il lungo paramezzale, i madieri e parte del fasciame.
Intorno, in apposte vetrine, sono esposti i reperti più significativi del carico costituito prevalentemente da anfore vinarie e olearie, ceramica attica, lucerne, coppe, scodelle e vari oggetti di uso comune per la vita di bordo: tra questi si segnalano uno zufolo fittile, due arule in terracotta, una statuetta di divinità femminile in trono e un cinghialetto fittile. Altre vetrine sono dedicate ai reperti del relitto "Gela II" (attualmente in restauro) e altri ritrovamenti della Soprintendenza del Mare, tra cui un elmo corinzio e diversi lingotti di oricalco del VI secolo a.C.
Camera immersiva
All'interno della sala principale si trova una camera immersiva curata da Studio Azzurro. L'ambiente, volutamente piccolo e insonorizzato, si compone di sei lightbox di rame inciso che, se toccate, attivano proiezioni interattive dedicate a illustrare alcuni momenti del viaggio della nave.
Le proiezioni raccontano storie direttamente ispirate ad alcuni reperti esposti nel museo, così da creare un'esperienza più coinvolgente per lo spettatore. Tali reperti sono a loro volta esposti in sei stampe fotografiche ai lati della stanza, illuminate da luci soffuse.
Zona dei visori Attraverso una rampa di scale si attraversa un ballatoio che percorre tutto il perimetro della sala principale, consentendo un'ampia visione dall’alto della nave. Al suo termine si arriva al primo piano, in un angolo in cui sono collocate delle postazioni dedicate alla realtà aumentata attraverso dei visori VR.
Note
Bibliografia
Altri progetti
Voci correlate Gela Navi greche di Gela Area archeologica demaniale "Bosco Littorio"
Categoria:Musei di Gela Gela __INDICIZZARE__