Biografia Nacque a Palermo il 16 giugno 1691.. Fu nominato vescovo di Lipari da Benedetto XIV il 9 aprile 1753 e ricevette l'ordinazione episcopale a Roma il 23 aprile dello stesso anno dalle mani del cardinale presbitero di Santa Maria in Trastevere Joaquín Fernández de Portocarrero, co-consacranti l'arcivescovo titolare di Tiro Giovanni Andrea Tria e l'arcivescovo titolare di Ermopoli Maggiore Luigi Antonio Valdina Cremona.

Fin dall’inizio del suo episcopato si distinse per sollecitudine pastorale e attenzione concreta ai bisogni della diocesi. Accogliendo la richiesta degli abitanti, concesse prontamente la disboscazione e la messa a coltura dell’isola di Stromboli, favorendone così lo sviluppo economico e agricolo. Il 19 dicembre 1757 fu creato arcivescovo titolare di Damiata in partibus. Fu il primo vescovo liparese a usare il pallio, segno distintivo di particolare dignità ecclesiastica..

Tra le sue opere più significative si ricorda la ricostruzione del palazzo vescovile, situato entro le mura del castello dell’antica Lipari e adiacente alla Cattedrale di San Bartolomeo. L’intento del presule era quello di erigervi il Seminario diocesano, progetto al quale dedicò grande impegno. Provvide inoltre ad arricchire la Cattedrale di sacri arredi e preziosi utensili, contribuendo al decoro del culto e alla dignità delle celebrazioni liturgiche.

Un aspetto importante del suo episcopato fu la difesa delle rendite della Mensa vescovile. In passato, Urbano II aveva concesso all’isola particolari privilegi, dichiarando persino scomunicati coloro che avessero tentato di diminuirne le entrate. Tuttavia, col trascorrere dei secoli, tali esenzioni furono in parte disattese e la Corte di Roma impose una pensione annua alla Mensa. Il vescovo de Francisco e Galletti si dolse fortemente di tale situazione e nel 1762 presentò reclamo al pontefice Clemente XIII, esponendo le difficoltà economiche del Capitolo della Cattedrale, che non disponeva di prebende sufficienti. Il pontefice accolse le sue istanze e revocò le pensioni imposte, alleviando così il peso finanziario sulla diocesi.

Morì il 19 luglio 1769, a causa di cancrena. Lasciò alla Chiesa di Lipari circa 25.000 scudi romani, somma considerevole destinata alla fondazione del Seminario e all’aumento delle prebende del Capitolo. Fu sepolto nella Cattedrale di Lipari, nella cappella dedicata alla Madonna del Santissimo Rosario.

Genealogia episcopale La genealogia episcopale è: Cardinale Sigismund von Kollonitz Cardinale Mihály Frigyes von Althann Cardinale Juan Álvaro Cienfuegos Villazón, S.I. Cardinale Joaquín Fernández de Portocarrero Arcivescovo Vincenzo Maria de Francisco e Galletti, O.P.

Note

Bibliografia

Collegamenti esterni

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