Il Külhanbeyi () era il nome dato ai vagabondi di strada di Istanbul durante il periodo ottomano. Venivano chiamati così perché si rifugiavano nelle fornaci () dei bagni pubblici. Il più rispettato di loro veniva chiamato destebaşı. Rapina ed estorsione erano le principali fonti di guadagno dei külhanbeyi. Ogni külhanbeyi girava con dei vagabondi chiamati kopuk takımı, sfruttando la loro forza bruta. Questi venivano chiamati anche it alayları ("reggimenti di cani"). Le risse di strada tra i gruppi di it alayları guidati dai külhanbeyi e i tulumbacı ("pompieri volontari") guidati dai kabadayı erano eventi quotidiani a Istanbul. I külhanbeyi parlavano tra loro con un gergo tutto loro. Portavano il fez di Beyoğlu, giacca nera, pantaloni larghi in basso e stretti in alto, panciotto, lasciavano il colletto della camicia aperto fino allo sterno, e calzavano scarpe con i tacchi alti con i talloni premuti. Portavano armi e coltelli. Ogni külhanbeyi era conosciuto con un soprannome.Encyclopædia Britannica 15ma Edizione Soprannomi come Seyrekbasan Osman ("Osman dal passo rado"), Raconcu Cafer ("Cafer il rispettoso del codice"), Kavanoz Mehmet ("Mehmet il barattolo") li distinguevano dagli altri membri della società. Dopo la proclamazione della seconda era costituzionale (1908), la sfrontatezza dei külhanbeyi aumentò enormemente, al punto che le forze dell'ordine non riuscivano più a tenerli sotto controllo. Con l'avvento della Repubblica entrarono in agenda anche le riforme sociali, e i külhanbeyi scomparvero negli anni '30 e '40.Uğur Göktaş, "Külhanbeyleri", Dünden Bugüne İstanbul Ansiklopedisi, Tarih Vakfı, 1994. ISBN 975-7306-00-2.

Note

Categoria:Cultura ottomana Categoria:Cultura a Istanbul Categoria:Bande (criminalità)