La famiglia De Persona, poi diventata De Matino assumendo nel cognome, secondo l'uso normanno, il feudo di Matino di cui divengono baroni nel 1192, è una delle famiglie nobili più in vista nel Regno di Sicilia dalla fine del XII secolo fino al 1269, anno della definitiva sconfitta della dinastia sveva e del passaggio del regno agli Angioini.
Storia Il capostipite della famiglia è Filippo de Persona che viene nominato barone di Matino da Tancredi di Sicilia nel 1192. Si tratta di un cavaliere di origini normanne nativo di Nardò e con un passato di combattente al servizio degli Altavilla.
Nel 1241 troviamo feudatario di Matino ma anche di molti altri feudi Ruggero de Matino. Ci sono pochissime evidenze documentali su questo personaggio la cui presenza quale feudatario è attestata in un unico documento, redatto fra il 1241 e il 1246, dove Federico II lo cita quale contributore per la manutenzione del castello di Brindisi. Con ogni probabilità nel periodo Ruggero era feudatario anche del casale di Ceglie Messapica data la vicinanza alla città di Brindisi.
Ben più celebre è il di lui figlio Gervasio de Matino che assume sotto il regno dell'imperatore Federico II di Svevia incarichi di primo livello nell'amministrazione del regno. Lo si trova GiustiziereLa figura del Giustiziere in periodo normanno-svevo rappresentava l’autorità regia su un determinato territorio denominato “Giustizierato”. Presiedeva i tribunali e esercitava anche attività economica e fiscale per conto del Re. di Capitanata nel 1250 e feudatario di una ventina di feudi in Terra d'Otranto e Terra di Bari fra i quali, oltre a quelli di Matino, Tuglie e Seclì, la Contea di Soleto con i casali di San Pietro in Galatina, Zollino, Aradeo, Cutrofiano, Sternatia, Collepasso, Castrignano dei Greci, il feudo di Ceglie Messapica, Mottola, Castellaneta e i territori di Monte Fellone e il castrum di Martina. Dopo la morte di Federico II avvenuta nel 1250 diventa il segretario e consigliere di Manfredi di Sicilia.
Alcuni storici ritengono sia l'autore della “Historia de rebus gestis Friderici II imperatoris eiusque filiorum Conradi et Manfredi Apuliae et Siciliae regum ab anno 1210 usque ad 1258” sotto lo pseudonimo di Nicolaus de Jamsilla, uno dei più importanti documenti pervenutici e riguardanti il periodo federiciano e l'epopea di Manfredi.
Erede di Gervasio è Glicerio de Matino, uno dei comandanti dell'esercito di Manfredi che aggiunge al già notevolissimo patrimonio feudale del padre anche i feudi di Maglie, Giurdignano, Palmariggi, Juvanello (oggi Giuggianello), Moricio (oggi Morigino, frazione di Maglie) e Serrano (oggi frazione di Carpignano Salentino) portatigli in dote dalla moglie Riccarda di Giurdignano. Gligisio sarà il comandante della piazzaforte di Gallipoli durante l'assedio del 1269. Caduta la città sarà condannato a morte da Carlo I D'Angiò e ucciso a Brindisi il 22 aprile 1269.
La famiglia non si estinguerà in quanto i figli di Glicerio verranno graziati da Carlo D'Angiò per intercessione della regina di Ungheria, ma abbandonerà i feudi salentini per trasferirsi a Monreale in Sicilia.
Dopo oltre un secolo un erede dei De Matino, Ludovico (Lisolus De Matino Judex), rientrerà in possesso del feudo di Matino nel 1383, feudo che resterà appannaggio della famiglia fino al 1575 quando la casata si estinguerà con Annibale De Persona.
Note
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