Il castello di Sangano è uno degli edifici storici più antichi e rappresentativi della bassa Val Sangone e di Sangano. Il castello è uno degli elementi architettonici più significativi del territorio sanganese. La struttura, di origine medievale (XIII secolo), ha subito nel corso dei secoli diverse trasformazioni che ne hanno modificato l'aspetto e la funzione, adattandola alle esigenze dei vari periodi storici. Il castello è legato allo sviluppo del centro abitato di Sangano e alla storia locale, svolgendo un ruolo rilevante dal punto di vista politico e amministrativo.
Storia
Le origini: tra X e XI secolo Le prime attestazioni risalgono al X e XI secolo. Proprio accanto al castello sorgeva la Chiesa Benedettina di Santa Maria dell'Assunzione, di proprietà di alcuni monaci Benedettini. Questo complesso venne donato dal vescovo Gezone al monastero di San Solutore. Inoltre vennero poi unificati creando un'unica struttura nel 1006. Attualmente, in quel luogo troviamo il Mastio della città di Torino. Il castello non era però una residenza destinata ai signori, bensì era adibito ad abitazione di un amministratore monastico, ma anche come deposito di decime e tributi, oppure anche come un luogo di controllo agricolo e amministrativo.
Il castello tra mura, torri e funzioni strategiche Il complesso comprendeva la chiesa benedettina ed una casa signorile. Nel corso del medioevo invece la residenza del gastaldo (amministratore monastico) subì diverse trasformazioni. Era necessario modificare il complesso rendendolo fortificato in modo da sfruttare anche la posizione strategica che possedeva rimanendo tra pianura e valle. A questo punto le mura costituivano il vero e proprio castello. Successivamente anche la chiesa abbaziale venne rasa al suolo per costruire il campanile in torre militare. Purtroppo, il castello venne rovinato drasticamente nel corso degli anni a causa dei combattimenti e delle invasioni dei francesi del 1536.
Il passaggio dal controllo ecclesiastico a quello laico del castello Durante tutti questi anni, gli edifici cambiarono spesso proprietario. Il controllo dell'abbazia di San Solutore subì un'interruzione tra il 1254 e il 1284 quando la gestione passò ai Rossi di Piossasco. L'abbazia infatti aveva gravi problemi finanziari ed economici, e diversi debiti arretrati, per cui fu necessario cedere la proprietà a Bonifacio Rosso di Piossasco che contribuì a saldare gli arretrati. In seguito nel 1536 con un'invasione da parte dei francesi, l'abbazia di San Solutore non ebbe più il controllo su Sangano. Il castello di Sangano passò in mano ai laici, gli Orsini di Rivalta in particolare, diventando un bene laico e feudale. I nuovi proprietari cambiarono alcune funzioni che il castello possedeva: ad esempio l'edificio divenne la residenza dei castellani, ma anche la sede giudiziaria con una piccola prigione locale e infine un magazzino agricolo. Successivamente a questi cambiamenti, il castello divenne il centro amministrativo del territorio di Sangano.
Il castello di Sangano nel XIX secolo Nel XIX secolo, l'avvocato Alessandro Francesco Riccardi acquistò il castello e i beni residui dell'abbazia di San Solutore della Commissione per la vendita dei beni nazionali.
Dal XIX al XX secolo tra memoria storica e difesa del patrimonio Fino al 1920 la proprietà rimase agli eredi Schiari-Riccardi, con annesse le cascine Schiari e circa 100 giornate di terreni agricoli. Dal 1920 al 1930 la proprietà passò al signor Saracco, ma il loro dominio non durò a lungo perché negli anni Trenta il complesso passò ai Casavecchia. Successivamente la proprietà fu del generale Bechis e negli anni quaranta Amalia Bechis, con alcuni studenti della facoltà di Architettura del Politecnico di Torino condussero delle ricerche archeologiche. Scoprirono le due absidi della chiesa benedettina, le fondamenta di due altari, una terza abside e reperti di età romana e dell'area cimiteriale. Grazie alla continuità d'uso il castello evitò di essere abbandonato, riuscendo a conservare l'impianto medievale con adattamenti interni e rifacimenti settecenteschi.
Il castello oggi Ad oggi sono ancora visibili: le mura medievaleggianti, il grande cortile interno, gli ambienti rustici agricoli, la torre trecentesca(l'ex campanile) e diversi elementi architettonici del XVIII secolo. Oggi il Castello di Sangano è di proprietà privata, ma viene aperto al pubblico in occasioni speciali, come le Giornate FAI di Primavera, visite guidate, eventi culturali e rievocazioni storiche che ne valorizzano la storia e l'identità. Il castello diventa così scenario di concerti, letture poetiche, rappresentazioni in costume e percorsi dedicati alla memoria locale, trasformandosi in uno spazio vivo di incontro tra passato e presente. Il Castello di Sangano rappresenta una stratificazione unica di radici monastiche, organizzazione agricola, potere feudale, trasformazioni moderne e valorizzazione culturale contemporanea, testimoniando nei suoi spazi e nelle sue architetture le diverse fasi storiche che lo hanno attraversato.
Note
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Categoria:Architetture di Sangano Categoria:Castelli della città metropolitana di Torino