Biografia Dionisio Sofista è noto unicamente come autore di 85 lettere e come destinatario della lettera 17 di Enea di Gaza, dalla quale si desume che fosse suo contemporaneo, e che quindi sia vissuto tra la seconda metà del V e l'inizio del VI secolo d.C. Le lettere sono quasi del tutto prive di riferimenti precisi a luoghi, fatti e persone, ma consentono comunque di ricavare alcune informazioni: Dionisio era cristiano (Ep. 41, 42, 49, 70, 71); visse e insegnò ad Antiochia di Siria (Ep. 23, 24, 44, 76), forse nel sobborgo di Dafne, godendo di una certa fama, come si può dedurre dalla lettera di Enea; sono noti i nomi di almeno tre suoi allievi, Calliopio (Ep. 23), Severo (Ep. 24) e Modesto (Ep. 8, 16, 50); è possibile che avesse un fratello di nome Leonzio (Ep. 17), visto anche che un Leonzio fratello di un Dionisio è citato nella lettera 82 di Procopio di Gaza, e che fosse scapolo (Ep. 45).. Secondo Minniti Colonna "dalle sue lettere traspare in genere una grande mitezza d'animo ed una serena bontà"..
Opera Le lettere di Dionisio Sofista sono tramandate, in due gruppi distinti, da 31 manoscritti:Lista dei manoscritti in Le lettere 1-46, per le quali sono tramandati i nomi dei destinatari, hanno avuto una tradizione manoscritta molto ampia; il manoscritto più antico (Milano, Biblioteca Ambrosiana, ms. B 4 sup.) risale al X secolo. Le lettere 47-85 sono tramandate, con la generica attribuzione "di Dionisio" (Διονυσίου) e senza l'indicazione dei destinatari, da un solo manoscritto (Paris, Bibliothèque nationale de France, Grec 2010, copiato attorno alla metà del XIV secolo, ai ff. 75-77) L'attribuzione di queste lettere a Dionisio di Antiochia fu proposta dubitativamente nel 1853 da Anton Westermann (il quale preparò anche una loro trascrizione, rimasta inedita salvo per Ep. 47-49). e fu poi accolta, senza argomentazioni, da Hercher, che fu il primo a pubblicare per intero queste lettere, sulla base della trascrizione di Hercher da lui revisionata controllando di persona il manoscritto.. Secondo Maria Minniti Colonna l'attribuzione delle lettere 47-85 è da confermare, visto che hanno molti aspetti in comune colle lettere 1-46: si tratta, in entrambi i casi, di lettere brevi, con argomenti simili, prive di richiami e citazioni classiche, con periodi brevi e clausole ritmiche regolari; inoltre, il Par. gr. 2010 tramanda anche le lettere 21, 40, 46 e c'è una persona (Modesto) citata in lettere di entrambi i gruppi (Ep. 8, 16 e 50). Si può ipotizzare che il corpus originario di 85 lettere si sia diviso prima del X secolo..
L’editio princeps delle lettere 1-46 fu pubblicata da Aldo Manuzio (1499); essa fu ristampata senza modifiche da Henri Estienne (1577) e, coll'aggiunta di una traduzione latina, da Jacques Cujas (1606). La più recente edizione, nonché editio princeps per le lettere 50-85, è quella di Rudolf Hercher (1873) negli Epistolographi Graeci (pp. 260-274, con introduzione pp. XXXIX-XL), corredata da una traduzione latina (di Cujas per le lettere 1-46, di Hercher stesso per le lettere 47-85).. Delle lettere esistono anche dei riassunti in italiano redatti da Maria Minniti Colonna..
Le lettere sono state giudicate "quasi completamente prive di contenuto" da Wilhelm Schmid;. nominano pochissimi autori dell'età classica (Platone in Ep. 33; Demostene, Iperide, Anito e Trasimaco in Ep. 79), probabilmente perché Dionisio non intendeva fare sfoggio della propria cultura..
Probabilmente fu anche autore di panegirici perduti (Ep. 11, 28, 41)..
Note
Bibliografia