L'arte di suonare il pianoforte, anche tradotto col titolo L'arte del pianoforte () è un trattato didattico del pianista e docente di pianoforte russo Gernich Gustavovic Nejgauz, pubblicato per la prima volta in Unione Sovietica (Mosca) nel 1958. La prima edizione italiana, a cura di V. Voskobojnikov, fu pubblicata da Rusconi Libri nel 1985.
Racchiude l'essenziale dell'esperienza artistica e didattica dell'autore, insegnante di molti celebri pianisti, ed esplora dettagliatamente la dimensione della pratica, dell'insegnamento e del pensiero musicale pianistico. Pertanto, è considerato la trattazione sul pianoforte più completa e influente del XX secolo, nonché preziosa testimonianza della scuola pianistica russa del Novecento.
Struttura e contenuti Il trattato è diviso in sette capitoli preceduti da due prefazioni, ognuno dei quali esplora un aspetto specifico dell'arte e dello studio del pianoforte.
Prefazione alla seconda edizione / Al posto di una prefazione Nejgauz introduce il materiale della trattazione con una prefazione che giustifica la necessità di ridefinire alcune delle riflessioni precedentemente pubblicate. Questa viene indicata dall'autore stesso come Prefazione alla seconda edizione, ed è seguita dal capitolo In lieu of a preface (al posto di una prefazione), nella quale racconta brevemente la sua esperienza pluridecennale come maestro e docente di pianoforte presso il Conservatorio di Mosca. In quest'ultima viene per la prima volta discusso il rapporto tra interprete-strumento-performance, chiarito il concetto di tecnica e citato l'allievo Sviatoslav Richer, che verrà preso come esempio per gran parte del trattato.
Capitolo 1. L'immagine artistica di una composizione musicale Il capitolo si concentra sul concetto di Immagine Artistica della musica, ovvero il materiale musicale stesso nella sua forma e carattere, che convivono con le emozioni dell'interprete. Espone poi la difficoltà di alcuni studenti nel far emergere la struttura estetica e poetica di una composizione.
Capitolo 2. Una o due parole riguardo il ritmo L'autore approfondisce la connessione tra ritmo e linguaggio espressivo e fornisce delle indicazioni su come ottenere un ritmo fluido e naturale che possa adattarsi alle esigenze interpretative del musicista. Inoltre, fornisce degli esempi pratici citando brani ed esperienze dei suoi allievi con lo studio di essi.
Capitolo 3. Sul suono Secondo Nejgauz, ogni gesto, ogni sfumatura timbrica contribuiscono all'idea artistica finale, e riflette quindi su colore, dinamica, scelte espressive. Il capitolo affronta in particolare anche il tocco, un aspetto essenziale che connette fisicamente l'esecutore allo strumento, e quindi alla musica.
Capitolo 4. Sulla tecnica È senza dubbio il cuore della trattazione, nonché capitolo più lungo e articolato del libro. In questa parte, Nejgauz raccoglie le prerogative tecniche della sua scuola pianistica, descrivendone sempre il rapporto con l'atto artistico; infatti, ripete l'auture, lo studio della tecnica deve essere sempre finalizzato alla resa massima delle intenzioni espressive. Il capitolo è a sua volta diviso in sei diversi argomenti: 4.1. Considerazioni Generali, 4.2. Sicurezza come fondamento della libertà, 4.3. Il sistema locomotore, 4.4. Sulla libertà, 4.5. Sulla diteggiatura, 4.6. Sul pedale.
Capitolo 5. Insegnante e allievo Questa parte sposta l'attenzione verso il percorso di studio di un pianista e sulla pedagogia che vi è dietro l'insegnamento del pianoforte. Nejgauz ha modo di attingere dalla sua ricca esperienza personale per descrivere il giusto rapporto tra maestro e allievo.
Capitolo 6. Attività concertistica L'autore riflette sull'esperienza del concerto: la preparazione psicologica, l'interazione col pubblico, la gestione della tensione e il rapporto tra esecuzione e autenticità artistica.
Capitolo 7. Conclusioni Alla luce di quanto argomentato in tutta la trattazione, Nejgauz scrive alcune riflessioni di natura filosofica sull'arte del pianoforte, ribadendo che suonare il pianoforte non è fine a sé stesso, ma una forma di pensiero estetico e umano profondo, che richiede disciplina, cultura e riflessione continua.
Note
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